Vivere, il miglior modo per ricordare

E’ inutile, gli istinti avranno sempre la meglio sulle riflessioni.

Perché siamo fatti di sensi che rilevano ogni più piccolo segnale, milioni di piccolissime antenne captano le emozioni che attraverso gli occhi arrivano al cuore, passando per la pelle e alzando tutti i peli delle braccia con un solo ed unico bellissimo brivido.

Possiamo opporci tentando di addomesticare la nostra testa, ma il nostro cuore no.

Lui non conosce la macchinosità umana, se vuole battere più forte lo fa e tu puoi solo arrenderti a quell’emozione, viverla, sentirla dentro. Non puoi reprimere una sensazione, la devi sentire scorrere in te come quando assetato bevi un bicchiere di acqua fresca e ne senti il percorso fino giù nello stomaco. Ne devi godere perché le emozioni sono spontanee, inaspettate e quando le cerchi non si fanno trovare.

Stiamo dimenticando di ascoltarci, sempre connessi con tutti ma mai con noi stessi, con le nostre sensazioni.

Condividiamo tutto ma senza prima vivere davvero quel momento. Concentrati sul fermare il ricordo di un’esperienza che realmente non stiamo sperimentando. Perché la mente cancella, sbiadisce e questo fa paura, ma la memoria si rafforza se coinvolgiamo tutti i nostri sensi. Dobbiamo accettare che le cose scappano via e l’unico modo che abbiamo perché ci appartengano davvero è viverle. Respirarle a pieni polmoni facendone scorta, poi lasciarle andare tenendo quel buono che ci hanno regalato.

Quanto era prezioso il rullino della macchina fotografica, quanto amore c’era in ognuna di quelle pellicole, quanta vita in ventiquattro foto, quanta speranza al ritiro delle pellicole sviluppate. Ho nostalgia dell’attenzione che si aveva, della selezione che si faceva, dell’osservazione minuziosa del particolare.

Si fotografavano emozioni che si stavano vivendo, senza troppi filtri, senza troppe pose.

Ci sono momenti nei quali riprendo il contatto con il “tutto” che mi circonda; succede quando abbasso la guardia, quando mi rilasso, quando sono pronta a ricevere ciò che di bello mi accompagna da sempre. Come se gli occhi vedessero meglio, recuperando decimi da vero supereroe e diventando lenti d’ingrandimento che rivelano l’immensità e la potenza delle piccole cose. Senza correre, senza pensare al tempo, guardando in alto dove i rami sfociano nel cielo.

Mi succede sempre quando vado in montagna, ma non ovunque, nel posto dove sono cresciuta. Capita che arrivo, abbasso il vetro della macchina quel tanto che basta da sentire il profumo che solo questo posto è in grado di emanare. Odore di legna e di camino, di neve e di erbe di montagna. Un odore che ritrovi nella giacca quando torni a casa, che annusi ad ogni bacio sul viso fresco di chi ami. Strade che sembrano quelle di casa tua, dove i tuoi passi suonano ovattati sulla neve e ritrovi il calore dei ricordi in un ristorante che esiste da sempre, con gli stessi visi a portarti i pizzoccheri più buoni del mondo, fatti dalle stesse preziosissime mani di quando eri bambina.

E allora lo so, i ricordi restano lì impressi e vividi solo se sono stati vissuti.

Non importa quanto siano lontani, possiamo chiudere gli occhi e riviverne ogni dettaglio se ci siamo fatti attraversare da loro, se li abbiamo accolti e respirati, se ci siamo spinti nel viaggio delle emozioni.

emozioni

Immagine scattata in un posto del cuore.

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: