Usi e s-costumi: l’addio al nubilato e al celibato in versione italiana

Tutti sanno che quando si decide di intraprendere la strada verso il matrimonio ci sono svariate usanze da onorare. Alcune nostre altre adottate sapientemente da quei gran furboni degli amici degli sposi.

Prima del grande giorno, come da tradizione anglosassone e americana, gli sposi affrontano l’ultima notte di bagordi prima della vita coniugale. Una serata senza freni, anzi direi proprio in folle giù per una ripidissima discesa della quale non si vede la fine.

Negli ultimi anni sono anche stati prodotti svariati film sul tema, dal punto di vista degli uomini e anche dal punto di vista delle donne, ma questi raccontano bene la versione americana della festa, tutta hotel di lusso, casinò e strip club, ma la versione italiana di questa festa amatissima dalla fazione maschile e odiata da quella femminile vorrei provare a raccontarvela io.

L’addio al celibato e al nubilato

 

Lui: “Amo, mi sa che gli amici mi stanno organizzando la serata di addio al celibato, chissà cosa mi combineranno.”

Lei: “Ah benissimo! Sarà una serata bellissima! Chi ci sarà?”

Lei (pensa in realtà): “Ah! Non capisco perché sia indispensabile questa festa di merda dove ti concerai uno schifo e dove una zoccola ti sbatterà in faccia le sue enormi tette. Dovrei pensare ad una mastoplastica additiva…dovrei?. Chissà se ci sarà anche quel figlio di buona donna di Gabriele, quello lì è tremendo, di lui non mi fido, conosce troppe tette.”

Lui: “Non preoccuparti sarà una semplice serata tra amici, sai che a me bere non piace e poi certi locali dove le donne si spogliano non li frequento…mi dispiace per loro, infondo vivono un disagio.”

Lui (pensa in realtà): “cazzo se ti devi preoccupare! Stasera giuro che torno sui gomiti che neanche in Vietnam.”

Lei: “Ho sentito Sara, ha organizzato il mio addio al nubilato, chissà che serata. Avrà prenotato in una bellissima spa e poi una cena in uno di quei locali all’ultimo piano di palazzi fichissimi.”

Lei (pensa in realtà): “Non vedo l’ora di mettermi quelle scarpe nuove con quel vestito nero che mi sta bene perché mi sono anche sgonfiata con tutte queste tisane al finocchio.”

La serata finalmente arriva

Lui: “Ciao amore, buona serata e divertitevi mi raccomando, non spettegolate troppo.”

Lei: “Ciao tesoro, tu divertiti mi raccomando, se ti va più tardi mandami un messaggino.”

Lei (pensa in realtà): “Prova a staccare il telefono o a non rispondermi che c’è già il fabbro che dorme sullo zerbino, pronto a cambiare la serratura della blindata….brutto stronzo! No dai stronzo no, infondo ancora non sei nemmeno uscito di casa.”

Lui: “Bella raga, questa trattoria è fighissima, 25 euro bevande incluse è un affarone, poi oh! L’avete vista la cameriera? Ha i baffi! Cin Cin!”

Lui (pensa in realtà): “Da quale porta usciranno le spogliarelliste? Non sono sicuro che potranno ballare sul tavolo…non mi sembra molto stabile.”

Lei: “Alla salute donneeeeee! Alla nostra! Oh ma l’avete più vista Ilaria? No vi prego, sta diventando la donna gatto con tutto quel botox. E Anna? L’ho incontrata in banca, ti prego è troppo magra, troppo scolpita. Stava meglio con 20 kg in più.”

Lui: “E per lo sposo Hip hip, Hurrà! Hip hip hurrà! Nudo! Nudo! Nudo!”

Lei: “Ma da qui si vede tutta Milano, figata! Facciamoci un selfie dai che lo posto su instagram così le velenose muoiono d’invidia”

Lui:  “E per lo sposo Hip hip, Hurrà! Hip hip hurrà! Nudo! Nudo! Nudo!”

Lei: “Adoro i cerchietti con questi piccoli falli ballonzolanti, sono divertentissimi!”

Lei (pensa in realtà):”Dov’è il mio bel ballerino tutto depilato e unto? Non dirmi che queste tirchiazze non hanno ingaggiato nessuno.”

Lui: Rumore di bicchieri, parole sbiascicate.

Lei: “Andiamo a ballare siiiii! Ai nou iu uont me, iu nou ai uont ia, cha cha! Chupito, chupito, chupito!”

Lei (non è più in grado di pensare da quando ha tolto le scarpe in discoteca)

Lui: Tentativi di approccio in discoteca mediante movimenti pelvici in direzione della sfortunata, occhio lesso e semichiuso, equilibrio pessimo come il fiato.

Lui (pensa in realtà): “Oh questa bella morettona ci sta!” Segue rutto interno.

Lei: “Perché non risponde al messaggio? Waaaaa (pianto da down alcolico) Mi ha tradito! Basta! Waaaaaa, è tutto finito, lo sapevo! Le mie scarpe chi le ha? Ho perso le scarpe waaaaaaa.”

Lui: torna a casa sui gomiti ma si ferma al primo piano e si addormenta, con il segno di un ceffone della bella mora della discoteca.

Lei: torna a casa e trova il fabbro sul tappetino.

La mattina dopo

Lui: “Buongionro amore, divertita ieri?”

Lei: E’ incazzata e non parla.

Lei (pensa in realtà): “Beviti il caffè che ti aspetta una brutta mattinata, stronzo!”

Stasera ci aspetta il nostro addio al nubilato/celibato, sperando di non perdere ne le scarpe ne la dignità.

In qualsiasi caso vi lascio due linee guida per il testamento

– I VESTITI BELLI me li porto con me, quelli brutti teneteli voi.

– LE SCARPE idem come sopra.

prima della cremazione voglio un caffè, una sigaretta e uno smalto rosso per unghie.

Ciao

 

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