Trecentosessantacinque per t(r)e e per me

mamma e figlio

Tra quindici giorni compirai tre anni amore mio.

Un po’ li compirò anch’io.

Perché devi sapere che hai cambiato tutto, hai rivoluzionato la mia vita mettendo un punto dove avevo messo troppe virgole. Sei andato a capo e hai scritto la prima lettera dell’alfabeto. Come un nuovo inizio, una maiuscola lettera A come Amore.

È stato immediato, come se tu fossi venuto al mondo per ristabilire l’ordine delle cose. Il peso delle angosce e quello dei piccoli dettagli, quelli che troppe volte sfuggono. Hai tarato questa bilancia stramba che falsava le quantità aggiustando le dosi nella ricetta della mia vita. Della nostra vita.

Fu una sensazione immediata, un sollievo enorme. Come se tu ci avessi tolto dalle spalle uno zaino pesantissimo portato per anni, fatto di mancanze, assenze, delusioni; solo con il tuo piccolo viso hai dato senso a tutto quanto.

Sei stato aria fresca dopo l’affanno di una corsa durata una vita.

Lo sei ogni giorno. Anche adesso che, dalla camera accanto, sento il tuo respiro cadenzato che accompagna le mie parole.

Nessuno mi aveva detto cosa volesse dire fare la mamma, cosa accade dentro intendo.

Nessuno può prepararti a certe emozioni: non conoscevo la profondità di certe preoccupazioni, la sofferenza per ogni tuo dolore, l’angoscia di un dubbio. Ho vissuto dei momenti tremendi, perché la sola cosa che sta a cuore ad una mamma è la felicità e la salute del proprio figlio. Ho scoperto di essere fragile almeno tre milioni di volte in tre anni; soffro per cose minuscole anche solo all’idea che tu possa essere triste.

Sei un bambino meraviglioso Doppia T, ed io una mamma fortunata. Lo sono quando ti guardo mentre salti sul lettone e i tuoi ricci vanno su e giù come morbide molle dorate, lo sono quando mi dai i baci e sento sulle tue labbra il mio profumo e quello del tuo papà misto a latte e biscotti. Lo sono quando mi corri incontro e mi abbracci, quando balliamo insieme, quando cadi e mi chiedi di picchiare quel pavimento monello.

A volte vorrei davvero fermare il tempo per godermi lo stupore di una nuova parola, di un altro paio di pantaloni che diventano corti, del primo puzzle tutto da solo, di una nuova espressione su quel viso che tanto ricorda il tuo bellissimo papà. Ma non posso farlo, il tempo non si ferma, va vissuto. Devo viverti prima che questi momenti mi scivolino dalle mani, come saponette in una vasca da bagno. Questa è la cosa più importante. Gli anni volano, sembra solo ieri il tuo secondo compleanno, così difficile spegnere quelle due candeline sulla torta. Cerco di immagazzinare nella mia memoria sbadata più dettagli possibili da conservare e tirare fuori domani come vecchi film, quando io e il tuo papà saremo vecchietti.

Quasi tre anni ed io non saprei descrivere cosa fosse la mia vita prima di allora.

Ho vissuto lo so e tanto anche, cose belle e cose davvero sbagliate. Non ho mai avuto timori in passato e se li ho avuti li ho presi di petto e superati. È da quando ci sei tu che ho paura: di ammalarmi e morire, di fallire, di essere sbagliata. Non voglio deludere chi mi hai regalato la bussola che mi ha permesso di ritrovare me stessa, di conoscere chi sono. Mi hai dato la speranza e la grinta per provarci ma anche piedi pesanti per non sbagliare. E allora mi sa che chi ha mosso i primi passi nel grande viaggio della vita, chi ha imparato a ridere di gusto e rispettare le regole sono io, anche se i denti li avevo già tutti da un pezzo.

Mi insegni tantissimo ogni mattina e sei la scuola più bella, dove imparare è naturale, sbagliare è possibile e rimediare è un piacere.

Ricordati figlio mio che quando, travestito da supereroe, mi chiedi di farti volare in alto non sono io a sollevare te, ma sei tu a far volare in alto il mio cuore. Verso l’infinito e oltre…

Grazie per questi primi nostri tre anni.

Ps. Ogni tanto mettili a posto i giochi!

Ti amo Doppia T

La tua Mamma

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: