Tre libri al mese. Marzo ansia, nel caso la zona rossa non fosse abbastanza

Tre libri al mese

In mezzo a seimila pessime abitudini che mi ha regalato quest’anno di pandemia, come mangiare il dolcetto a fine pasto dopo ognuno dei cinque pasti della giornata, ce n’è una davvero buona: dedicare più spazio ai libri.
Dopo anni passati a leggere solo nei mesi estivi, tra un pisolino dei bambini e l’altro, ho ritrovato quel tempo che prima pensavo di non avere, semplicemente ristabilendo un paio di priorità.
Ho sempre fatto fatica a immergermi nella lettura perché ho un carattere poco incline al relax e alle attività che richiedono calma. La pandemia e le innumerevoli zone rosse mi hanno costretto a rallentare, e a fare i conti con questa iperattività, imparando finalmente a tirare un po’ il fiato.
Ho pensato quindi di raccontare qui i libri che ho letto e che mi sono piaciuti, qualche consiglio, due righe sulla trama e una recensione senza pretese.

A marzo la parola d’ordine è: ansia.

Il mio credo è metterci il carico sempre. Se le cose possono essere semplici io, di certo, le complico. Come se ci fosse bisogno di aggiungere affanno a questo periodo già pesante di suo, mi sono voluta regalare serate di respiro corto, e qualche incubo, con tre libri che hanno l’ansia come comune denominatore.

Iniziamo con La spinta, di Ashley Audrain per Rizzoli.

Preordinato e letto voracemente mangiandomi tutte le unghie delle dita.
La storia inizia con Blythe che guarda dentro alla finestra affacciata su una vita che non è più la sua. Racconta dal principio un’infanzia fatta di mancanze, di una madre distante e un padre che non ha avuto carattere a sufficienza. Arriva l’età adulta e affacciandosi al ruolo di madre racconta tutto quello che una neomamma, davanti a un caffè chiacchierando con una cara amica, terrebbe senz’altro sul fondo della tazzina.
Pensieri che mai si raccontano a voce alta, ci si sente in colpa perfino a pensarli. La maternità si sa ha tinte pastello, il nero va negato, nascosto sotto al tappeto. Blythe crede di avere un problema, il marito le dà ragione.
Pagina dopo pagina facciamo un viaggio nella mente della protagonista, nelle ombre della sua infanzia, conosciamo Violet, sua ribelle primogenita, e il loro rapporto così difficile.
Un thriller che ben s’incastra con le dinamiche psicologiche della maternità e che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina.
Resta addosso un po’ di rabbia per l’indifferenza, e l’empatia inesistente, mostrata verso la protagonista.
Lui, a mio avviso, da prendere a sberloni, due alla volta finché non diventano dispari.
Le unghie stanno ricrescendo adesso dopo un paio di settimane.

Questo giorno che incombe di Antonella Lattanzi per HarperCollins.

Letto in pochi giorni, mi ha prodotto un’angoscia tale da fare più di un incubo.
Francesca si trasferisce a Roma con la famiglia, rinuncia al suo lavoro per seguire il salto di carriera di Massimo, suo marito. Il condominio in cui vanno ad abitare è popolato da una comunità molto unita di persone che si fidano l’uno dell’altro. Un luogo sicuro dove far crescere i bambini, dove non servono tende alle finestre, dove un cancello rosso e un portiere instancabile proteggono gli inquilini.
La scomparsa di una bambina però ribalta questa dimensione idilliaca, inserendo il sospetto nello sguardo di tutti i condomini.
In parallelo il libro racconta il malessere di Francesca, la sua psiche è in bilico e spesso cade vittima di attacchi di panico e vuoti di memoria. È sempre sola con le bambine, la casa sembra l’unica confidente. Le parla.
Anche in questo caso un libro che parla delle ombre della maternità, del buco nero in cui tante donne scivolano silenziosamente.
Un libro che parla del male, del sospetto, della paura di ogni genitore.
Per parecchi giorni mi è sembrato di sentire che casa mia mi parlasse <<Ricordati i panni Fra’, hanno già fatto due giri in lavatrice>>.

La città dei vivi di Nicola Lagioia per Einaudi.

Un libro che racconta l’efferato omicidio di Luca Varani avvenuto per mano di Manuel Foffo e Marco Prato nel marzo del 2016.
Un evento che ha scosso profondamente chiunque ne abbia seguito gli sviluppi; una ferocia inspiegabile, quella dei due assassini, esplosa in un contesto che pareva assicurare ai protagonisti una vita lontano dal disagio delle periferie, delle famiglie difficili, eppure lo stesso così vicino al baratro.
Scritto benissimo, doloroso. Non ripercorre soltanto i fatti per dare sollievo a un prurito comune, che spesso si ha nei confronti della cronaca nera, ma offre uno spunto più ampio del mero ficcare il naso: indaga le problematiche di (almeno) una generazione che cresce senza riconoscere la propria identità, confusa, annoiata, sessualmente disorientata, tradita nelle aspettative, smaniosa di spingersi ai limiti perché tutto non è abbastanza.
Ho fatto incubi orrendi leggendo questo libro, prendere atto dell’orrore di cui è capace l’essere umano è sempre devastante.

tre libri al mese mrzo ansia zona rossa

Bonus ansia: nel caso non ne abbiate ancora abbastanza il podcast Veleno di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli che racconta la storia dei sedici bambini che vent’anni fa, nella provincia di Modena, furono allontanati dalle loro famiglie perché accusate di appartenere a una setta di satanisti pedofili.
Una storia allucinante che ha stravolto la vita di tutte le persone coinvolte.

Fatemi sapere se avete letto questi libri e se vi va ditemi la vostra. Per i tre libri del mese di aprile aspettatevi di trovare il Manuale delle Giovani Marmotte o quello di Nonna Papera; dopo tutta quest’ansia ho bisogno di letture serene.

2 comments

  1. Letti due su tre, mi manca La Spinta ma a questo punto rimedierò (magari più avanti che pure quello che sto leggendo ora è sul trend andia). Grazie!

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: