Un toro che ti spiazza

Non so se ve l’ho detto

A luglio io e l’Amore Grande ci sposeremo. Dopo tanto tempo diventeremo marito e moglie, anche se un po’ sposi ci siamo sempre sentiti.

La verità è che abbiamo aspettato tanto perché non ne abbiamo mai sentito la necessità. Un “contratto” una firma, una cerimonia non sarebbero mai stati più potenti dell’Amore che ha tenuto intrecciate le nostre mani. Siamo sempre stati convinti che solo quello sarebbe stato in grado di legarci davvero. L’Amore.

E ci siamo sempre amati tanto

Poi è arrivato Thomas e qualcosa è scattato. Una piccola molla, una ciliegina che vuole rotolare su di una torta, il puntino sulla “i” di sposi.

Non ho mai scritto su come Stefano mi abbia chiesto di sposarlo, un po’ perché volevo farlo per bene e un po’ perché l’intimità di questo ricordo mi è molto cara e come per tutte le cose care ti senti in dovere di proteggerle.

Spero che qualche Uomo stia leggendo questo post, o che qualche Donna glielo faccia leggere. Perché cari Uomini voglio dirvi che quando vi impegnate siete in grado di fare veramente delle grandi cose, non come nei film ma molto meglio perché al posto degli attori ci sono persone vere ed emotivamente coinvolte e perché non c’è nessuna troupe in mezzo alle palle nel momento clou.

Stefano non è mai stato una persona da gesti eclatanti, da dimostrazioni pubbliche o da champagne e fragole. Lui non è quello che ti romanza la vita, che ti porta a vedere tramonti sul mare. E’ del segno del toro ed è, da buon segno di terra, concreto e stabile. Per lui non ci sono troppe moine, i baci non si sprecano e gli abbracci sono solo fortissimi o niente.

Lui c’è. Lo senti, lo vedi, è una presenza vera, è un compagno che ti ama di un Amore spogliato dei mazzi di rose. Lui torna da lavoro ogni sera e ti regala il suo sorriso, ed è il regalo più bello che tu possa ricevere, soprattutto ancora oggi dopo 13 anni.

Tutto mi sarei aspettata ma mai una proposta così

Primi di novembre, mio cognato G. e mia cognata D. vengono a casa nostra per darci una notizia. Il loro agente di viaggio, dato il grande pacchetto nozze che hanno appena saldato, gli regala due giorni in una capitale europea a scelta ma, dato che la prenotazione poteva essere effettuata solo durante la settimana, causa impegni lavorativi devono rinunciare alla meta che avevano scelto: Parigi.

Propongono a noi di andare al posto loro. Valutiamo la cosa, alla fine è solo una notte fuori, Doppia T può stare con gli zii. Ok si può fare. Si parte, giovedì 6 novembre la mattina presto. Arriviamo in aeroporto e non perdiamo l’aereo per un pelo, la nostra macchina ha deciso di avere dei problemi proprio quella mattina. Sulla strada per Malpensa procedevamo a strappi, il motore aveva dei vuoti che mai aveva presentato. Le spie si accendevano ad intermittenza come lucine sull’albero di Natale e la lancetta del tachimetro passava da “0” a “140” Km/h impazzita. Non so dirvi quale santo ci abbia spinto fino all’aeroporto, posso dirvi che gli ultimi 10 metri abbiamo spinto noi per parcheggiarla. Non partiva più.

Non importa, corriamo al check-in e dopo un velocissimo caffè bruciato di Autogrill siamo sull’aereo. Dopo un volo tranquillo, circondati da persone in viaggio per lavoro, atterriamo in una soleggiata Parigi. E’ la terza volta che i nostri polmoni respirano aria parigina e nonostante ciò non ne hanno mai abbastanza. Passiamo il pomeriggio a goderci il tempo, il nostro; per 48 ore possiamo pensare solo a Noi, camminare piano, bere un caffè senza scottarci la lingua per la fretta. Recuperando un po’ i gesti che con l’arrivo di un figlio passano un po’ in secondo piano. Come darci la mano, guardarci più spesso negli occhi, distrarci. Piccolissime, microscopiche attenzioni che ci fanno tornare un po’ più complici. Le stesse che ti fanno digerire come niente fosse un conto da 16 euro alla Nespresso di Rue Des Champs Elisèes per due caffè macchiati, buonissimi eh…però.

Arriva l’ora di cena e, vestiti di tutto punto, usciamo. Non so dove siamo diretti ma non ho dubbi quando il taxi si ferma sotto la Tour Eiffel. Saliamo e gustiamo una cena da veri gourmet con vista Trocadèro. Alla fine della cena Stefano mi chiede di chiudere gli occhi perché c’era ancora qualcosa che doveva darmi.

L’anello

Un anello bellissimo, anche se poteva davvero essere uno spago alimentare che sarei stata felice di farmelo annodare al dito a mo’ di arrosto . Mi ha chiesto di sposarlo, ed io non ci credevo. Non poteva essere vero. Gli ho detto subito SI e poi mi è scappata fortissimo la pipì. Non so perché ma ridevo felice e mi scappava la pipì. In quel momento Stefano, con una gioia negli occhi che nascondeva una grande tensione, mi ha confessato che non era vero niente.

In che senso non era vero niente?

Nessuno aveva avuto un viaggio in regalo, nessun impegno inderogabile di lavoro. Lui aveva pensato a tutto questo, per me. Aveva prenotato il volo, l’albergo, il ristorante. Aveva addestrato a dovere fratelli, sorelle e cognati per darmela a bere. Si era infilato l’anello in tasca e ha fatto in modo che io mai mi accorgessi di quella scatolina.

Però era vero che mi voleva sposare eh, quella non era una pantomima.

La cosa che mi rende più felice è che dopo tutti questi anni siamo sempre i soliti. Innamorati, matti, testardi.

amore

 

 

 

 

 

 

Ps. Per amore della verità…

nespresso parigi

 

 

 

 

 

 

 

8 comments

  1. Beata te! Il mio mi ha mollata a meno 40 giorni dalle nozze perché il fratello e la cugina erano contrari. Ti auguro ogni bene nella vita

    1. Forse ne avremo la conferma più avanti ma credo che ti abbia fatto un regalo (hai ragione a pensare sì vabbè graziealca**o). Se non voleva stare lì al tuo fianco ha fatto bene a lasciarti l’emozione del matrimonio per un Uomo che saprà valerne la pena. Ti abbraccio Elisa <3

  2. quasi mi viene un accidente quando ho letto la frase “non è vero niente”, mi sono soffocata con il sorriso che un istante prima avevo stampato in faccia!!!! Non lo fare più. Ad ogni modo è stato stupendo da parte sua, anche il mio compagno è diciamo avaro di romanticherie, chissà magari arriverà anche per me il momento in cui riderò forte e mi scapperà la pipì nello stesso istante. Ciao un abbraccione

    1. 😀 guarda se ci è arrivato lui a questa romanticheria c’è davvero speranza per tutte. Al di là di tutto te lo auguro di vero cuore perché ogni donna merita di vivere un’esperienza simile…pipì compresa :))
      Un abbraccio a te Michela a presto!

    1. Ho scritto questo post proprio per lanciare un segnale positivo. Qualche uomo che si salva c’è. E spero che lo legga e che un giorno prepari una sorpresa come questa ad una donna…e chissà che non sia tu. Te lo auguro di cuore dolce Lulu.

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