Sto diventando D.O.P. (disagiata di origine protetta)

Dopo i diciotto anni la vita vola, vedrai

Mi dicevano.

Ed io, ancora con quel numero uno per decimale, pensavo spavalda che non fosse possibile.

Invece sì, vola.

Ti ritrovi a ventinove anni che stringi tra le dita gli ultimi viscosissimi trecentosessantacinque giorni che ti separano dai trenta. E loro come per dispetto corrono più veloci, un po’ come quando vuoi fare la pasta fatta in casa e metti la farina a fontana sulla tua bella spianatoia. Poi metti le uova al centro ed inizia ad amalgamarle alla farina.

Ecco i ventinove anni sono il momento in cui il vulcano bianco non tiene più le uova che inesorabilmente corrono via in tutte le direzioni lungo i versanti. In quel momento anche se fai la qualunque per tenere gli argini, non c’è verso.

È inevitabile, una guerra persa

O le tue uova ti venerano come fossi Chef Cracco, oppure ti devi arrendere.

I trenta arrivano come una bomba è vero, ma se imparassimo a cogliere i segnali che annunciano il principio di declino forse arriveremmo più preparati, senza lanciarci, la sera del nostro compleanno, nell’ebbrezza del coma etilico per dimostrare un ultima volta di essere degli arzilli ragazzacci .

Per esempio, dal ventinovesimo compleanno è evidente come:

  • il solco tra le sopracciglia, dapprima segno di espressione, diventi un canyon profondo e arido, che non si manifesta solo quando siamo in disaccordo con qualcosa o qualcuno ma permane. In pratica tu ridi a crepapelle ma le tue sopracciglia sono incazzate nere. Bisogna poi iniziare a struccarsi bene la sera perchè lì in mezzo possono nascondersi glitter di improbabili ombretti della sera di capodanno.
  • il sonno diventi fondamentale, soprattutto se hai figli, la vita notturna si limita a spiacevoli risvegli ripetuti per soddisfare i bisogni del nano. Le albe non sono più accompagnate da una bella brioches calda e dal mal di piedi per il tacco 18. Verso i trenta le albe diventano l’inizio della giornata e l’unica cosa che resta è la voglia di brioches e le palpebre pesanti.
  • l’alcol, che una volta rappresentava il terzo commensale nelle cene di coppia, si riduce ad una mezza bottiglia di rosso in frigo per cucinare. Non che non si beva bene eh, solo che si beve di meno e quando si eccede il fisico crolla rovinosamente, non riuscendo più a reggere il decimo chupito (quello che una volta era considerato il riscaldamento pre serata).
  • i ragazzini ti danno del lei. “Prego Signora, vada pure” diventa l’insulto più grave che scatena ira funesta verso i giovani acneici. Se poi ti fanno passare in fila alla cassa del super, o peggio ancora, ti lasciano il posto sul tram, si sfiora l’omicidio preterintenzionale.
  • la vista inizia a calare, te ne rendi conto quando per leggere qualcosa, scritto con caratteri di adeguata dimensione, strizzi gli occhi per ottimizzare la messa a fuoco. Vi garantisco che non succedeva a vent’anni, quando l’età ti permetteva di vedere anche al buio come i gatti.
  • il freddo, non si sa come mai ma si diventa freddolosi, piano piano, per gradi. Il giorno che poi a febbraio si incontra un adolescente in mezze maniche in metropolitana e si scuote un po’ la testa in segno di disapprovazione (e anche scuotere la testa è un segno che i trenta stanno arrivando)
  • i corteggiatori iniziano a suddividersi in: marpioni cinquantenni e ragazzini che vogliono la milf. Vi assicuro che anche se le categorie si trovano agli antipodi hanno non pochi punti in comune. (su questo argomento ho deciso di approfondire con un post dedicato perchè merita)
  • Il metabolismo cambia, ingrassi anche per quello che mangiano gli altri. Non come una volta, quando mangiavi e bruciavi come un camino. Adesso anche solo annusando una fetta di torta ti senti già più gonfia. Inizia l’odio infinito verso le stronze pancia-piatta che pranzano da Mc Donalds.
  • tutto inizia a creparsi. In pratica da che sei tutta intera inizi a perdere pezzetti, un po’ come quando dai muri si scrosta l’intonaco. Ecco verso i trenta si ha sempre più bisogno di una stuccata: chi dall’estetista, chi dal parrucchiere e chi si getta tra le braccia di chirurghi estetici che tagliano e cuciono donne manco fossero la sarta del paesello. A questo punto della vita iniziamo a sperimentare creme, olii, maschere, per la pelle che fino a qualche mese prima non mettevamo neanche la protezione ai caraibi.
  • Si iniziano a capire i limiti, caspita esistono i limiti! Non siamo immortali. Cominciamo ad avere qualche piccolo acciacco e questo ci porta a sfiorare l’ipocondria. Una volta si pensava di essere dei piccoli supereroi e che la vita spericolata che cantava Vasco, piena di guai e che se ne frega di tutto, poi non tornasse mai a presentarti il conto sul tuo bel tavolino del Roxy Bar. Eh no! Hai bevuto? E mo’ paghi!

Nonostante ciò questi trenta che stanno arrivando mi piacciono.

Le pippe che potevo farmi nella vita me le sono già fatte nel decennio che sta concludendosi, quindi penso che la strada per la consapevolezza di me sia in fase di fine lavori. Via le transenne, via i birilli….

…però le impalcature me le tengo, non si sa mai che caschi qualcosa.

 

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  1. Molte cose vere! Io continuo a evitare creme e spalmi vari per scaramanzia, e finora reggo. Però non riesco ancora a capacitarmi che dopo una serata brava il mio fisico si dissoci e se ne va a casa prima della mia testa! In ogni caso sono molto contenta anche io dei miei 30, li ho inaugurati col botto e ora ci trovo sempre più gusto 🙂

  2. Mi sono fatta due risate! Manca poco per arrivare ai 30 e mi ritrovo in molte delle tue immagini… però io mi sento sempre una bimba, e ti dirò che l’ultimo decennio è stato meraviglioso! Ai ragazzini che mi danno della “signora” mi viene da dire: “ti verrà prima o poi mal di schiena (per non dire altro!) ad andare in giro così “svestito”!

  3. Davvero divertente, dal punto di vista dello scritto… Ché, guardando la realtà, c’è ben poco da ridere. Ti dirò di più, nonostante anche io ho sempre sentito le solite frasi “dai 18 in avanti volano”, ho iniziato a consapevolizzarmi su questa frase a 17 anni. Infatti non li volevo compiere, sapevo che sarebbe stato così, ma non perché lo dicevano gli altri ma mi ero già fatta una reale idea di quello che sarebbe successo.. Ed ora mi trovo qui, a 27 anni, che me ne sento 15 a volte, già che tremo e piango all’idea di averne 30 tra due anni e mezzo!!!

    1. Non preoccuparti, non tremare. Se si prendino i cambiamenti cin un pizzico di ironia infondo non è poi così male diventare grandi (dire vecchi fa brutto e non mi sembra ancora il caso) :))))) e comunque la cosa delle “pippe mentali” è vera, non te ne fai più così tante 😀 un abbraccio grande

      1. Eh, l’ironia… Mmm, io ci metto il muso per queste cose ahah! No scherzo. Però, penso da tempo che a 50 anni mi sentirò giovane. Ci riaggiorniamo, quindi, tra 22 anni 🙂
        Contenta che le pippe mentali diminuiscano… Abbraccio a te 🙂

  4. Posso dire che qst articolo mi è piaciuto TANTISSSSSSIMMMMISSSIMO?’Mi rivedo quasi in tutto tranne che per le rughe (vade retro satana) e per il poco alcool (reggo ancora il colpo).In compenso che ci provino ragazzi in cerca di nave scuola o quarantenni/cinquantenni è l’amara realtà…per non parlare del sentirsi dare del Lei …super GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
    Ho 29 anni non 200!

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