Soluzione a pagina 46

la soluzione

 

L’ultimo post di questa rubrica vuole essere un piccolissimo vademecum.

Una specie di bigino all’esame di fisica, la soluzione al rebus della settimana enigmistica in anticipo. Non troverete consigli, non mi piace darne se non a me stessa. Nemmeno verità assolute perché ahimè quelle non le possiedo – ma se qualcuno ne fosse in possesso parliamone – solo e semplicemente qualche pensiero che mi ha aiutato ad arrivare più o meno sana di mente al terzo compleanno di mio figlio Doppia T.

Perché sarà facile incappare in momenti duri, periodi di stress e sconforto. Perciò regalo a voi i miei occhi e il modo in cui guardano a quei momenti di terrore che ogni genitore vive. (e che poi passano…forse)

A cosa serve? Forse ad aiutare qualche neo-mamma un po’ in crisi a sorridere, a fare sentire qualcuna meno sola o forse a niente.

Al ristorante

Sappiate che i momenti migliori per godere ancora di una cenetta a due sono i primi mesi di vita del bambino. Se come me lo avete capito tardi l’unica maniera per passare qualche serata al ristorante in tre è la seguente:

  • evitare i ristoranti troppo formali
  • ordinare tutte le portate insieme, caffè macchiato e amaro compresi
  • comprare un iPad

Forse sì i camerieri vi guarderanno un po’ male quando chiederete che l’impepata di cozze esca con la meringata o vi prenderà per impazienti se non aspetterete il conto al tavolo correndo in cassa a pagare direttamente con in mano la pianta grassa segna-tavolo. Ma chi se ne importa, l’importante è l’impepata. Lo so che l’iPad a tavola è argomento di forte discussione – come i vaccini e l’olio di palma – ma a volte si rivela uno stratagemma per riuscire a masticare il cibo prima di ingoiarlo, favorendo così la digestione tra un “Basta!” e uno “Stai fermo!”

In spiaggia

Quando il pargolo inizia a camminare l’ombrellone – luogo di relax, lettura e pennichella – si rivela utile al solo accatastamento di borsoni, teli mare, giornali e compagnia bella. Materiale che resterà inutilizzato ovviamente: le spugne rimarranno arrotolate, i giornali diventeranno vecchi senza essere sfogliati con le dita unte di crema e le ciabatte verranno dimenticate al sole fino a sciogliersi come due Mottarelli nella sabbia. Sappiate quindi che potrete sub-affittare i vostri lettini in spiaggia per ricavarne ad esempio i soldi per la protezione 30+ che va via come il pane.

I pantaloni bianchi

C’è la stagione delle serate passate sul lungomare, dei gelati e dei pantaloni bianchi. Quella con la pelle abbronzata ustionata che sa di olio di cocco Foille. L’estate e i jeans bianchi sono un binomio imprescindibile per chiunque ad esclusione dei duenni. Sappiatelo: i pantaloni bianchi ai bambini non piacciono. Li vedono come un supporto sul quale: scrivere, disegnare, attaccare le caccole e pulirsi la bocca sporca di gelato al cioccolato…un po’ al pari di: fogli, muri, fazzoletti e tovaglioli.

La domenica

Alla domenica la sveglia è sempre troppo presto e il sonno è ancora troppo profondo. Esistono bambini che dormono fino a tardi ma con tutta probabilità nemmeno voi, come me, sarete nella fortunatissima lobby dei genitori dormienti, una specie di setta illuminata la cui pelle riposata attira più fedeli di Scientology. Alle 07:00 qui c’è già su il caffè, dopo una bella mezz’ora di suppliche – le nostre – per restare a letto ancora un pochino. Le ho provate tutte: mi hanno detto di metterlo a letto tardi ma lui si svegliava prima, di togliere il pisolino al pomeriggio, ma lui crollava alle 18:00 per poi saltellare fino alle 02.00. Io mi sono rassegnata, anche se ogni maledetta domenica ci riprovo….Tommy, stiamo ancora un po’ nel lettone? NO!

Il Co-sleeping

Trovo che il co-sleeping sia una pratica bellissima e molto romantica se ragionata per taglie. Intendo un co-sleeping taglia small va benissimo, taglia medium inizia ad essere difficoltoso e taglia large improbabile. Quando il bambino passa dalla taglia medium alla large? Ve ne accorgerete, sarà il momento in cui tu mamma non avrai più il cuscino e tu papà sarai relegato nell’angolino del materasso. Ve ne renderete conto quando vi tirerà i capelli o una manata sul naso…è esattamente in quel momento che il co-spleeping diventa non solo difficoltoso ma addirittura pericoloso.

Il sesso

Il che? Scherzi a parte, il punto precedente è una bella discriminante, soprattutto per il sesso del mattino. Ma non disperatevi, la quantità non è sinonimo di qualità. Bisogna imparare a rubare gli attimi, gli angoli e a sfruttare i pisolini. Difficile ma non impossibile!

Il secondo figlio

Ve lo chiederanno, non farete in tempo a passare dalla navicella al passeggino che avrete sentito questa domanda un milione di volte: “Allora quando fate il secondo?” Saranno insistenti, cercheranno di convincervi che: “Poverino, non vorrai mica lasciarlo da solo in questo mondo senza valori e le stagioni di una volta”. Salvo poi raccontarvi – una volta che sarete felicemente incinte – quanto è dura la vita in quattro. Io sorridendo dico sempre: “Fatti i figli tuoi!” 

L’ovetto Kinder

Ci sono le integraliste del biologico che daranno ai figli solo semi di zucca e albicocche essiccate e quelle che ingrassano i loro pargoli a colpi di bastoncini Findus e Smarties. Cercate di piazzarvi nel mezzo, dove siamo cresciuti tutti: con un po’ di frutta e verdura nel piatto e la carta delle girelle nella tasca dei jeans. Non impazzite coltivandovi l’orto nel bidet del secondo bagno, piuttosto fate qualche torta in più – quelle confezionate che si trovano nel banco frigo non valgono.

I terrible twos

I terribili due, che durano molto più di 365 giorni. Un periodo allucinante dove non è chiaro se “twos” sia riferito al periodo dei due anni o al figlio che sembra fare i capricci per due. Se avete dei dubbi e non sapete con certezza se ci siete dentro potete fare questo test:

  • Ripeti: “Adesso basta!” 32 volte al minuto
  • Nei luoghi pubblici a volte ti vergogni e ti nascondi dietro alla latta dei pelati
  • Urli a tuo figlio di non urlare
  • Gli spieghi che deve avere pazienza perdendo le staffe

Se hai barrato almeno tre voci – ma sono certa che tu le abbia barrate tutte – ti do il benvenuto nel club.

Forse non finirà mai questo periodo, prendine atto. I terrible two si trasformeranno nei quattro dell’esorcista e poi nei faccio tutto io che ne ho cinque e chissà in quali altre annate. Si sa: ci vuole pazienza…io lo urlo sempre.

Un abbraccio a tutti voi che avete seguito questa rubrica per queste cinque settimane con un’ultima raccomandazione: siate orgogliose del vostro modo di essere mamme che è il migliore per vostro figlio.

Ps. L’immagine in evidenza non c’entra una cippa. E’ stata scattata dopo una giornata faticosa e snervante tra capricci, lamenti e pranzi da incubo al ristorante. Questa immagine mi ha regalato la pace e da allora rappresenta per me il punto di fine di una giornata. Perché sia anche la peggiore della vostra vita essa è destinata a lasciare il suo posto ad una nuova.

La rubrica “Trentanove settimane + due” ha terminato i suoi appuntamenti, se volete leggere i post precedenti qui sotto riporto i link.
Una lineetta alla finestra, storia di un concepimento
Gravidanza, i nove mesi di Doppi T nel monolocale
La verità che nessuno vi ha detto sul parto
I primi quaranta giorni delle mamme, ma anche qualcuno di più

4 comments

    1. Ahahahhaha come ti capisco cara.
      Mi sa che le mie si sono chiuse già da sole, sai com’è…per non saper né leggere né scrivere si son portaste avanti. 😀

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