Snoopy è dei Gemelli, storie di battesimi mondani

Mi arriva una mail, il 12 ottobre. Un invito ad un opening party.

Leggo velocemente di cosa si tratta e poi chiudo tutto e quasi me ne dimentico.

Avranno sbagliato penso neanche troppo sottovoce. Qualche giorno dopo riapro e rileggo, iniziano i dubbi. Mah, infondo potrei anche andare, l’evento mi piace è la festa di apertura di una mostra sui Peanuts, “Snoopy and Belle in fashion” celebra i 30 anni nella moda del beagle più famoso dei fumetti e questa volta ci presenta anche sua sorella Belle.

Si fa sempre prima a dire no che a dire sì. Ma caspita a volte bisogna tentare, bisogna seguire un po’ la vita, parlo con Sara e proprio lei mi spinge a non rifiutare. Così sull’onda di una filosofia alla Jim Carrey in “Yes Man” confermo la mia presenza all’ufficio stampa.

Arriva venerdì, il giorno dell’evento. Do uno sguardo al sito e sono pronta per uscire

 

Ho messo un paio di scarpe da urlo, altissime e scomodissime. Appunto, giusto per sentirmi poco a mio agio e complicare il tutto. Scendo dalla macchina e cammino come un gatto ubriaco, pure le vecchiette mi sorpassano sicure sbeffeggiandomi dall’alto dei loro polacchini col tacco. La tensione non aiuta anzi, sembra quasi mi stia scolpendo i polpacci direttamente dal tronco di legno di una quercia. L’elasticità del materiale rende bene l’idea.

I marciapiedi del centro di Milano poi non aiutano in questo genere di occasioni: le griglie sopra le quali devi camminare sulle punte delle unghie dei piedi, il pavè dove come in un moderno gioco della campana devi tentare di camminare solo sui blocchi, le scivolosissime rotaie del tram, le buche mignon infime e pericolosissime e le asfaltate selvagge di alcuni passaggi pedonali. Come se non fosse abbastanza la location si trova al termine di una viottolo di quelli dove passavano le carrozze, avete presente? Un tappeto di sassi che a vederlo tra l’ansia e il problema di deambulazione mi era venuta voglia di tornare dalle Dr Martens che avevo lasciato in auto.

E invece no! Inamovibile e determinata vado. Superato il percorso ad ostacoli con un’ascella pezzata, una storta davanti a tutta via Brera finalmente entro e mi accredito. I miei occhi s’illuminano quando il pavimento mi regala un po’ di tranquillità e mi permette di alzare lo sguardo ad altezza uomo e camminare come una persona normale.

Il palazzo è bellissimo, antico e prestigioso. Di quelli con i pavimenti importanti e i soffitti affrescati. La musica del dj è una compagnia piacevole, mette subito a proprio agio e quasi vien voglia di muoversi un po’. Ho detto quasi, non ho detto che ho ballato eh.

Va bene, bevo qualcosa e poi mi immergo nella mostra

Una stanza piena di Snoopy e di Belle vestiti a festa dai più importanti stilisti del mondo. Chanel, Donna Karan, Calvin Klein, Ungaro, Zac Posen e molti altri.

Mi sento a casa: un pupazzo, mille personalità. Esattamente come me

Snoopy ha il mio stesso armadio, l’unica differenza è che la mia giacca è di Zara e la sua di Opening Ceremony. Ma sono dettagli quelli. Anche Belle è così, passa con naturalezza da uno stile romantico come quello che ha pensato per lei J. Mendel ad uno casual come quello di Dsquared2. Anch’io sono così e anche se sono sola mi sento in compagnia, questa affinità con i due Peanuts è la più grande sorpresa di stasera.

Anzi avrei giurato fosse anche lui dei Gemelli, se non fosse che la sua prima apparizione risale al 4 ottobre del ’50

Ora punk con l’anello al naso e con i tatuaggi, poi in abito lungo. Swarovsky da una parte e borchie dall’altra.

Vado a casa sedendomi su un taxi che si chiama Gemelli 59 come se il destino volesse dirmi che ho fatto bene, che ho superato qualche piccolo scoglio emotivo. Come Snoopy tolte le mie Sergio Rossi, mi metto i miei anfibi e penso che infondo sia riduttivo limitarci ad essere coerenti e sempre uguali; e su questo io e Snoopy siamo molto simili. E’ bello giocare, provare, anche inciampare a volte. Con la moda come con la personalità, bisognerebbe avere armadi colorati e raccontare di arcobaleni, ogni volta esprimendo un colore diverso in tutte le sue sfumature. Perché è così che si cresce e si esce, dai propri limiti e dalle buche dei marciapiedi.

Ma poi lo sapevate che Snoopy voleva fare lo scrittore?

 

PS. C’era Filippo Timi che spogliava donne soltanto parlando…e anche qualche uomo credo.

PS 2. Grazie a Valentina, una piacevole conoscenza e una bella chiacchierata.

No comments

  1. Ho fatto stra bene ad insistere! Come avrei fatto altrimenti a godermi queste foto spettacolari?!
    Bravaaaaaa!
    E mozione d’onore per i tacchi… Che le vecchiette coi polacchini ti avranno anche sorpassata, ma guarda che quelle sono allenate eh? Diciamo che sono le Vettel del pavé!
    Un grosso bacio… Go gemelli, gooooo!!!!

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