Sapevatelo Donne, la PNL può cambiarci la vita.

Avete mai la sensazione che il vostro interlocutore non capisca una mazza di ciò che gli state comunicando?

Quanti uomini avete cercato invano di reindirizzare sulla giusta via?

Quante volte avete tentato di spiegargli: a parole, a gesti, mediante l’uso di blocchi Fabriano interi ciò di cui avevate bisogno.
Niente…encefalogramma piatto.

Quante volte all’incrocio con quel deficiente che vi stava tamponando avete provato a far valere senza successo il vostro diritto di precedenza.

Tante volte.
Ma è come se tu cantassi in tedesco la poesia di Natale e di fronte a una persona che spiega la ricetta del pan brioches in francese.
Inevitabilmente il messaggio non arriva.

Sto frequentando un corso molto interessante, diverso per molti aspetti dalla mia professione, ma ricco di spunti. E poi chissà, magari cambio mestiere. Durante l’intervento di una professionista del settore wedding sono venuta a conoscenza della

PNL, Programmazione Neuro Linguistica.

Non potete capire l’illuminazione.

La PNL è un approccio alla comunicazione che definisce una connessione tra i processi neurologici, il linguaggio e gli schemi comportamentali. Questi strumenti, secondo la PNL, possono essere gestiti per raggiungere i nostri obiettivi.

In soldoni la comunicazione si muove su due fronti, chi invia il messaggio e chi lo riceve, se ci sintonizziamo sulle frequenze del nostro interlocutore, il messaggio sarà da lui recepito nella maniera corretta (ovviamente corretta secondo il nostro punto di vista che, in quanto Donne, è imprescindibile).

Ah beh, allora qua mi cambia la vita.

Devo approfondire, perché l’idea di convincere il mio quasi-marito ad andare all’ikea alla domenica pomeriggio e al terzo giro per trovare parcheggio sentirlo dire “Ti amo amore mio, non desidererei essere in nessun altro posto” mi alletta parecchio.

Pensate a quanti problemi potremmo evitare se potessimo minimizzare le incomprensioni.
Mi viene in mente mia nonna, grande donna lavoratrice, che una volta, riferendosi a mio nonno, mi disse: “Gli uomini sono semplici, basta fargli credere che decidano loro, anche se in realtà lo stai facendo tu”
Forse in quanto donne siamo già provviste di serie dei fondamenti della PNL, forse ci manca la definizione di “fuorigioco” ma sappiamo con certezza come ottenere qualcosa.

La lezione proseguiva sotto la mia anomala iper-attenzione, nonostante i fluorescenti a soffitto che mi stavano facendo piangere come la Madonnina di Giampilieri,  illustrando le tre tipologie più comuni di interlocutore che ci si possono parare davanti:

-VISIVO
-CENESTESICO
-UDITIVO

Il VISIVO necessita delle figure per meglio comprendere ciò che gli stiamo comunicando. Mi viene in mente quando m’incazzo con il mio quasi-marito e gli dico:” Hai capito o ti serve un disegnino?!”
Ecco al VISIVO serve il disegnino, quindi se vedete che mentre parlate il vostro interlocutore vi fissa con gli occhi patinati tipo branzino su banco del pesce da tre giorni prendete carta e penna.

L‘UDITIVO ascolta, è rapito dalle parole e dai toni della conversazione. Avete bisogno di sfoderare i vostri Treccani per soddisfare tutta la sua fame di dettagli. Quando ascolta china il capo di lato, porgendovi l’orecchio. Se però lo china un po’ troppo e si abbiocca sulla scrivania provate con gli AC/DC.

Il CENESTESICO va a sensazioni, quindi per ricevere la conferma di lettura del vostro messaggio dovete esplorare i sensi, parlare lentamente ed emozionarlo. Il tatto è gradito a questo genere di interlocutore, se vi fa incazzare potete quindi anche schiaffeggiarlo per meglio spiegargli che il primo giorno di saldi è bene fare un giro in Rinascente.

In base alla tipologia di ricezione del messaggio, della persona che avete di fronte, modulate la vostra comunicazione e il gioco garantiscono sia fatto.

Io non credo sia così semplice studiare-scoprire-modulare la comunicazione anche perché i sentimenti immediati come la rabbia, l’amore, la tristezza che possono scaturire durante una conversazione raramente riusciamo a gestirli.

Un po’ come il linguaggio del corpo, non so voi ma da quando ho letto un libro su questo argomento un po’ le persone le guardo con sospetto.
Del tipo: “Sta incrociando le braccia, si sta chiudendo. Oh caspita sta mettendo l’indice sul labbro perché pensa che io abbia detto una cacata. No, guardalo si gratta da mezzora, sarà mica perché è a disagio?”
Quindi a volte per tentare di capire le persone dal loro linguaggio non verbale rischio di incazzarmi per niente.

Ecco per esempio tu che stai leggendo, perché un secondo fa hai inarcato il sopracciglio sinistro?

Va che ti ho visto.

Un abbraccio

Immagine tratta dal libro:
“Perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo con i piedi?”
Di Allan & Barbara Pease
Bur Rizzoli editore

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