Quello che ho imparato dalle commedie romantiche

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Vi ho già raccontato cosa succede quando mio marito ha il controllo del telecomando qui e vi prego trovate qualche minuto per leggerlo perché so di non essere la sola a pensarla così.

Quelle rarissime volte in cui invece il telecomando lo prendo in mano io, quando scivola fra i cuscini, silenziosa ma allo stesso tempo fredda e calcolatrice. Approfitto di un momento di distrazione di Stefano, con un colpo di tosse cambio canale e metto su una delle mie commedie romantiche preferite.
Lui, fra il preoccupato e il rassegnato, è consapevole che nei prossimi tre minuti, davanti a qualche dichiarazione d’amore strappalacrime, si fingerà morto.

Sono una donna che non ama i film di fantascienza, anche se devo ammettere che certe commedie romantiche sono ben più lontane dalla realtà rispetto a un qualunque film del genere.
Pensandoci bene le sceneggiature che prevedono intelligenza artificiale, roba spaziale e galassie lontane sono storie certamente meno aliene dei copioni dei film d’amore.

Però tra un cyborg e Accorsi, sicuramente sceglierei di farmi un giro con Stefano.

C’è stato un tempo in cui ero veramente convinta che le relazioni di coppia funzionassero esattamente come nei film, quindi tendevo a paragonare le mie vicende alle sceneggiature delle commedie romantiche.

Ad esempio quando le scene si fanno hot nel film c’è sempre un sottofondo musicale, fateci caso: il sax corrisponde nel 99% dei casi al momento clou.
Nelle scene di sesso sembra ci sia sempre un sassofonista ai piedi del letto, pronto a suonare appena i protagonisti si levano i vestiti.
Questo mi ha insegnato che ci vuole sempre della musica in quei momenti.
La realtà però è diversa, molto diversa; prima di tutto perché nessuno ha un sassofonista chiuso nell’armadio pronto a suonare quando scatta l’allarme petting.
Fatta eccezione per quei quattro o cinque facoltosi, fissati con la domotica, il resto del mondo deve presumibilmente toccare un tastino, per far partire un aggeggio che riproduca dei suoni.
Se è vero che oggi disponiamo di una quantità enorme di dispositivi elettronici, pronti a renderci la vita più semplice, ricordatevi che in quel dato frangente, mentre siete su du giri, impazienti e mezzi nudi come lumache, la tecnologia vi perculerà.
Dispositivo non riconosciuto, bluetooth non connesso, rete non trovata, batteria scarica, Alexa che senza nessun preavviso fa partire la playlist della vergogna. 

Capite che è un attimo perdere il pathos del momento quando al posto del gemito di Berry White parte il lamento di Nino D’Angelo.

Il mattino seguente è capitato che mi aggirassi per la casa con la sua camicia. Altro grande classico dei film romantici.
Dritta in cucina, con passo felpato da wannabe Julia Roberts che va a preparare una tazza di caffè.
Passando davanti allo specchio però mi sono subito resa conto che l’effetto che mi restituiva non era proprio quello che avevo in mente: c’era qualcosa nelle proporzioni che non tornava.
Le protagoniste dei film d’amore hanno sempre dei partner che vestono taglie normali, ma non si capisce come mai durante la notte queste camicie diventino così over da vestire potenzialmente i due fratelli Bergamasco, campioni di rugby, contemporaneamente.
Ore 22:00 taglia M, ore 7:00 taglia XXXL.
La camicia del mio compagno non ha mai subito mutazioni notturne, è sempre rimasta della sua taglia, con la conseguenza che io ho sempre avuto il culo di fuori e i bottoni che tiravano.

Nelle commedie romantiche a un certo punto lui fa lo stronzo, che è una certezza anche un po’ nella vita.

Chi non ha sofferto insieme a Giovanna Mezzogiorno quando Accorsi ammette di averla tradita? Quante di noi hanno urlato con lei, solidali, dopo che  lui le ha detto solo un bacio. Se ci penso grido ancora adesso.

Nei film il protagonista dopo aver fatto i guai torna sempre a casa, in questo momento del film generalmente piove.
Estate, inverno, autunno o primavera non c’è uomo distrutto senza una precipitazione atmosferica importante.
Lui corre da lei disperato, fradicio, senza ombrello perché sa di non meritarselo un riparo.
Lei apre la porta quel tanto che basta per fargli vedere che sta bene, che nel caso la pensasse avvolta da strati di pile si sbaglia di grosso. È impeccabile, come se lo aspettasse per un tè segnato in agenda.

Le prime volte che litigavo con il mio compagno anche io mi mettevo giù da battaglia. Lo aspettavo girando con i tacchi su e giù per il soggiorno, mi truccavo anche per andare a buttare l’umido, passavo l’aspirapolvere con la camicetta di seta mentre ripassavo a mente le battute: dimmi, ho giusto due minuti, sto uscendo mi aspettano (ma chi??) in un posto (ma dove??).
Ma lui non tornava; così mi son stufata.

Quando ho smesso di apparecchiarmi come la tavola del pranzo della domenica, per una strana legge di Murphy – edizione gioco delle coppie – è suonato il citofono.

Ho aperto la porta così com’ero, pronta a perdonare e a essere perdonata, ma senza mai perdonare Stefano Accorsi.
No, le relazioni non hanno niente a che fare con le commedie romantiche, date retta!
Quello che ho imparato è che le dinamiche sono fuorvianti e gli scenari lontani dalla verità.
E comunque quando vedo Martina Stella in televisione continuo a provare un forte rancore. Anzi, posso dire che dopo vent’anni mi sta ancora saldamente sui coglioni.

8 comments

  1. I was made for loving you Sister!
    Ahahahaah ma quanta verità!!
    Leggerti è sempre Natale!
    L unica volta che “lui” era venuto a citofonarmi… avevo indosso un pigiama con le renne che Bridget Jones Scansate! Wtf!?!?!?!!

  2. Alexa fai partire Fausto Papetti!
    Ps: quanta amarezza quando il riflesso nello specchio conferma che la felpa del mio lui (qui non girano camicie) è perfettamente la mia taglia, anzi tira un po’ sulle tette.

    1. Ahahahahhaha maestro Papetti! Ci hanno illuse per anni sulle taglie! Sono peggio delle finte M di Zara quei maledetti!

  3. No vabbeeeeee!!!!! Ma quanto è vero ???????…ma la vergogna del sedere da fuori…ne vogliamo parlare?
    Poi personalmente non ho mai capito il loro risveglio “etereo”sempre belle alito fresco pronte a tutte …mah!
    Francesca mitica!

    1. Vanno a letto truccate e si svegliano perfette. Quando capita a me, di andare a letto truccata, mio marito si sveglia di soprassalto pensando di avere accanto Gene Simmons dei Kiss. Ed io subito I was made for living you babe! ahahahahaha

  4. Ahahah!! Tu mi leggi nel pensiero!! E finalmente trovo una persona che ammette sia impossibile che le camicie del proprio partner vestano così, pensavo di essere fatta male io: avevo sempre il sedere all’aria e per non farle esplodere dovevo tenerle aperte, fin quando la mia autostima non ha mandato a fanghiul camicie, tshirt e felpe di lui e si è riappropriata dei pigiamoni oversize!! Grazie per averlo messo nero su bianco!!

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