Quarantanoveuroenovantanovecentesimi

Ci sono delle cose che non mi spiegherò mai

come ad esempio non mi spiego come ha fatto Brooke Logan a farsi tutta la famiglia Forrester senza prendere due cazzotti ben piazzati ma anzi, andandosene tranquillamente in giro per la soap dal 1987 senza mai vergognarsi un pochino. Neanche quando è finita a letto col genero. Non un cambio di colore ai capelli per la vergogna, non uno spostamento di residenza o di ufficio per le malelingue, niente! Lei continua a portare avanti la sua battaglia per la patata libera.

Ma la cosa che più di ogni altra mi lascia sempre basita è la pubblicità del Lidl.

Già di per sé il nome del brand lascia presagire che l’azienda abbia risparmiato sulla campagna marketing e per questo non sia riuscita a mettere quella vocale che tanto ci starebbe bene tra la D e la L. La vocale costava troppo, così hanno preferito “girare la ruota”.
Da qualche tempo ho notato che le pubblicità del famoso discount hanno fatto un notevole salto di qualità: siamo passati dal “TURURU TURU” ,cantato in loop da un tizio la cui voce pareva quella di una sottomarca di Elvis Presley, a più innovativi spot tematici.

Per chi non lo ricordasse clic qui

Si perché quel caro Elvis dei poveri me l’hanno pensionato e a me dispiace anche un po’. Mi ci ero affezionata, me lo immaginavo lì seduto a ripetere quel jingle con indosso un costume del “Re” ormai liso con tutto il suo impegno; finché un giorno tutte le sue sicurezze crollano con l’arrivo di una bella senior account sotto ciclo che, in nome della Fornero, gli da un calcio in culo e col suo TFR ci va a mangiare un sushi per pranzo.

La pubblicità è cambiata

abbiamo bisogno di innovare, non basta più un elenco prodotti, dobbiamo creare una storia, emozionare il cliente, fargli vivere un’esperienza.
Il prodotto finale è una specie di televendita con dei manichini animati che utilizzano i prodotti in offerta con la stessa spontaneità delle interviste di Valeria Marini. Un fotoromanzo di nuova generazione.

I primi due secondi servono a farti entrare nel mood

Se siamo in un garage, c’è un uomo con barba non rasata e camicia a quadri stiamo per assistere alla presentazione di un qualche utensile da lavoro.
Eccola, dopo l’inquadratura sul tizio, dall’aspetto virile, con occhiali protettivi che lo riparano da una pioggia di scintille arriva lei, la protagonista:

la smerigliatrice angolare a 29,99 euro

Che guardandola velocemente e paragonandola al prezzo irrisorio non penso che sia in grado di smerigliare qualcosa oltre alle mie unghie dei piedi. Ma la smerigliatrice è solo un esempio perché se stai pensando di cambiare colore alla parete del soggiorno ecco che spunta la pistola con compressore ad aria con idropittura a inclusa a 12,99 euro con lo scotch in regalo.
Sul fai-da-te sono ferratissimi e non perdono un colpo:

  • Seghe circolari a 9,99 euro
  • Trapani a percussione a 14,99 euro
  • Set di cacciaviti a 7,99 euro

Lidl pensa proprio a tutto e, se vuoi metterti l’outfit giusto mentre ti improvvisi imbianchino, offre capi di abbigliamento per tutta la famiglia a prezzi bassissimi, si parte da 2,99 euro in su. Sono capi ecologici, per esempio risparmierai in detersivo perché dopo averli usati una volta potrai tranquillamente buttarli nell’immondizia.

Per chi non avesse ancora avuto il piacere di vedere uno dei nuovi spot Lidl clic qui

Ma la roba inquietante di tutto ciò è il rapporto qualità-prezzo. Cioè come fanno a venderti un cric per auto a 19,99 euro? O il prosciutto di Norcia a 1,99 euro/Kg? Cioè anch’io sono per “tutto alla portata di tutti” ma mi pare che certe cose davvero non stiano in piedi.

Tant’è che su internet le parodie si sprecano, soprattutto riguardo i 99 centesimi: va bene che incentivano l’acquisto, che nella psicologia del marketing 99 attira di più di 50 ma qua sono inflazionati. Ormai l’abbiamo capito che con il resto di 1 centesimo di euro non possiamo farci niente. Alla meglio possiamo radunarli tutti e fare impazzire il casellante dell’autostrada rovesciandogliene una chilata per pagare il pedaggio.

Io rimpiango il caro Elvis e il suo “TURURU TURU” malinconico e continuo a sperare che i tasselli del Lidl reggano le mensole di chi si è fidato a comprarli.

Perché a Natale Lidl ti da di più, ma bisogna arrivarci a Natale.

Ricordarsi sempre:

COME SPENDI, MANGI.

Immagine in evidenza:

www.commercializzando.it

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