Prendi una settimana di merda e…senza pannolino

I Gemelli sono strani.

Io sono dei Gemelli ovviamente.

Se la vita è facile se la complicano e poi si lamentano perché è complicata.

Dopo mesi e mesi di dolori al fianco destro causa calcoli renali degenerati in doppio inginocchiamento ureterale, finalmente mi opero. Un piccolo intervento in anestesia generale per raddrizzare il mio uretere con uno stent. Così appena tornata dalle già poco rilassate vacanze estive senza avere il tempo di lavare la sabbia dai costumini di Doppia T, disfo tre valigie e faccio un borsone.

Due cose, martedì entro e mercoledì sono già a casa.

E invece no perché sono complicata anche a livello medico. Non mi piace rispettare i programmi e le scalette, non mi piace avere gli stessi dolori post-operatori degli altri, io sono io, quindi vomito come l’esorcista per 30 ore di fila se voglio. Sì perché a me l’anestesia mi fa quell’effetto lì. E non voglio fare pipì come tutti gli altri, voglio il catetere! E poi mi voglio lamentare di quanto dia fastidio. La paziente della camera a fianco ha fatto il mio stesso intervento ed è uscita dopo 24 ore che sembrava fresca di parrucchiere, io no! Io avevo ancora le coliche, non ragionavo dal male. I capelli me li strappavo di notte per la disperazione di vedere che l’alba non arrivava. Dopo 4 giorni sono dimessa, la Dottoressa mi saluta dicendomi: ” Cara puoi fare ciò che vuoi, anche attività fisica”

Nella realtà a casa, oltre che avere dolori atroci anche solo per un colpo di tosse, il mio piano di allenamento è stato:

LETTO_CAFFE’_BAGNO_DIVANO_BAGNO_LETTO

Eh sì, il caffè ci vuole. Rinuncio a tutto ma al caffè no.

E sono anche una che il dolore lo sopporta molto bene, forse proprio per questo ho deciso di inserire un livello di difficoltà in quella settimana già non proprio facile.

TOGLIAMO IL PANNOLINO A DOPPIA T

Dovevo farlo al mare lo so, ma in vacanza non ci ho pensato. (non è vero ci ho pensato ma non godevo della lucidità necessaria…non c’avevo voglia)

Quale momento migliore per iniziare? Prendi una settimana di convalescenza, un nido ancora non iniziato, un papà che rientra a lavoro ed ecco qui la ricetta per impazzire nel giro di subito. Ok leggo due cose sul web, qualche post, qualche articolo che promette miracoli da spannolinamento in tre giorni (funziona come le creme anticellulite di Wanna Marchi), quindi gonfia di ottimismo inizio. Thomas fa conoscenza col suo vasino ma non gli piace, in effetti ‘sti svedesi dell’Ikea potevano sprecarsi un pochino di più facendo qualche scarabocchio. Che ne so due animaletti, un bambino, potevano anche scrivere Lockig, nome triste ma sempre meno triste del bianco per un duenne+mezzo.

Il primo giorno passa bene:

  • 4 mutande cambiate
  • Incollaggio adesivi di Cars sul vasino triste diventato poi vasino di Saetta Mc Queen
  • Duemila caramelle-premio per Doppia T

Il secondo giorno inizia così:

  • Ma chi cazzo me l’ha fatto fare
  • Già mi faccio pipì addosso io con lo stent figurati il nano
  • Basta, gli rimetto il pannolino

Sì perché ci vuole calma e pazienza per fare certe cose ed io ho scelto, come sempre ho fatto nella vita, il momento di peggiore stress fisico ed emotivo. In tutti i post che ho letto l’incipit era il medesimo:

La calma è il primo ingrediente per la buona riuscita della fase di accettazione del vasino.

Non ho rinunciato, ho perso la pazienza qualche volta è vero ma non ho rinunciato. Non volevo tornare indietro perché sapevo che potevamo farcela. E anche perché un po’ ormai nella cacca ci ero entrata quindi toccava sporcarsi.

Il terzo giorno:

  • Thomas vuole fare pipì nel water
  • Ma la cacca ancora no, ci vuole tempo
  • Piede destro in pozza di pipì camuffata nel parquet

Quarto giorno:

  • Mamma pipì (in differita di circa 15 secondi tra azione e parola)
  • Devo comprare altre 20 paia di mutande appena riesco ad uscire, non esiste l’Oviesse a domicilio?
  • Divano sfoderato e infilato in lavatrice

Quinto giorno:

  • Prima uscita senza pannolino superata egregiamente
  • “Thomas hai fatto la cacca?” “No mamma, cacca no” (vedi immagine in evidenza)
  • “Mamma pipì” con immediata presa in braccio e scatto felino al bagno del ristorante

Sesto giorno:

  • Cinema e centro commerciale
  • Ho chiesto 3624 volte “Amore andiamo a fare pipì?”
  • Ho fatto 3624 volte la pipì, maledetto stent

Settimo/ottavo/nono giorno:

  • Raggiunto livello esperto in corri in bagno e spoglialo alle “olimpirladi del genitore”
  • Cacca nel vasino con incentivo/ricatto ovetto Kinder dei Minions
  • Ho tolto lo stent e sto davvero bene

Decimo giorno:

  • Prima cacca nel water, salutata da tutta la family prima di tirare lo sciacquone.
  • Abbattimento del numero di mutande cambiate durante il giorno
  • Abbassamento stress psicologico del genitore

Direi che fra una pipì mia e una di Thomas ce la siamo cavata bene. Anche se non consiglio a nessuno di far coincidere questo evento con una convalescenza.

Chi come me si complica la vita? Qualcuna sotto spannolinamento?

No comments

  1. Io che mi occupo di leggi, sto per portare a Strasburgo una petizione popò-lare sulla popò: i pannolini saranno come il casco, obbligatori per legge.

    ps quella forma che intuisco nella foto non è la faccia di Rapunzel che preme contro la mutandina, vero? No eh?

  2. Sei troppo avanti! Ti ho scoperta da poco ma mi piaci un sacco! Leggo i tuoi articoli uno a notte prima di spegnere tutto e chiudere gli occhi, e pensa mi addormento con un mezzo sorriso sulle labbra e se è stata una giornata di merda mi sembra un po’meno di merda! Meglio della pizza! (È il mio antidepressivo preferito)
    AppropositosonounaGemelliancheio.
    Ciao a presto 🙂

    1. Questo è il più bel commento che io abbia mai ricevuto! Mi riempie di gioia pensare di strappare un sorriso della buonanotte anche dopo una giornata di merda. Grazie a te che regali quel prezioso tempo a me. Però devo proprio dirti che la pizza non la batte nessuno! 🙂
      Benvenuta Gemelli! È un piacere averti qui, e lì, e là…

  3. Mamma mia che coraggio che hai avuto…però c’è da dire che quando c’è la volontà si ottiene tutto!!! Complimenti a te e al tuo cucciolo che alla fine era pronto e con non poca fatica ha imparato una delle autonomie più importanti!!!
    A presto.

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