Cosa vuoi fare da grande? La multipotenziale

Premessa: questo post è stato inviato nella newsletter del 20 marzo alle iscritte a La Dirimpettegola. Dati i numerosi, e bellissimi, messaggi che ho ricevuto in seguito ho deciso di condividerla anche sul blog perché arrivi a tutte voi. Perché se anche soltanto una di voi può sentirsi meno sbagliata allora è giusto che venga condiviso anche qui.


So che questa primavera puzza un po’ di chiuso; come lo scorso anno ci tocca viverla senza sentire il profumo dei fiori che sbocciano e le foto dei primi mandorli in fiore tocca trovarli scorrendo molto indietro la gallery del telefono. 

Lo so, non è la primavera che ci meritiamo ma è pur sempre primavera.

In questa stagione solitamente rifiorisco un po’ anch’io. Mi sento viva e pronta ad affacciarmi a nuove esperienze. Non so se capita anche a te ma dopo i mesi più freddi si risveglia anche la voglia di imparare cose nuove. Sono sempre stata una persona curiosa, attratta dalle novità e dalle cose che non conosco.
Il mio percorso di studi non è stato lineare, non c’era un’eccellenza da seguire, un indole da rispettare. Inoltre penso che l’età, in cui il nostro sistema scolastico ci chiama a scegliere cosa vogliamo diventare, non mi sia stato d’aiuto. 

Andavo bene nelle materie umanistiche e in quelle artistiche, ma l’unica certezza che avevamo tutti, in famiglia, è quanto facessi cagare in quelle scientifiche.

Ricordo mio padre battere in ritirata di fronte ai fogli con le divisioni tutte sbagliate. Vai a giocare Francesca, vai a giocare.
Ho studiato le lingue straniere, l’arte, il design, ho fatto danza, grafica, pittura, un corso di taglio e cucito, uno per la progettazione degli eventi. Mi sono misurata nel tempo con tantissime attività diverse fra loro. 
Ho lavorato in un asilo nido, in uno studio di architettura, in uno di comunicazione, in tanti negozi di abbigliamento. 

Un percorso sconnesso dalla destinazione mai chiara. 

Ci ho provato tante volte a ragionare, a trovare un filo, a capire quale fosse la mia direzione, ma di strade sentivo di volerne esplorare almeno una manciata. Ne imboccavo una e per un po’ sentivo fosse quella giusta. Poi svaniva tutto e ne cercavo un’altra.
Ero sbagliata, perché non riuscivo a trovare un equilibrio, facevo i capricci. 
E mentre osservavo i miei coetanei specializzarsi mi pareva di guardare la cartina di una città straniera al contrario. Perché tutti sanno dove andare ed io me ne sto qui spaesata, in un’età in cui dovrei perlomeno sapere rispondere alla domanda: 

Cosa vuoi fare da grande?

Quando mi si pone questa domanda ho da sempre delle grandi difficoltà. Mi piacerebbe rispondere con semplicità, con una parola, al massimo due. Chessò panettiera, medico, impiegata, batterista, amministratrice di condominio. E invece no. Mi sudano le mani, non so bene cosa dire.
La verità è che vorrei rispondere (e quindi essere) moltissime cose
Vorrei scrivere un libro, lavorare in radio, confezionare una collezione di pantaloni, magari disegnare tessuti, lavorare a maglia, cucinare biscotti…
Vorrei fare un mucchio di cose e quando lo dico ad alta voce lo sguardo del mio interlocutore è sempre lo stesso: quello di chi sta guardando una persona che in realtà non vuole fare niente. La vedo chiaramente negli occhi quell’ombra di compatimento.

Devi concentrarti su una cosa Francesca, una soltanto. 

Quante volte ho sentito questa frase. Ci ho provato, giuro, e mi è sembrato di morire. Seduta alla scrivania o in piedi in negozio a fare sempre le stesse cose. 
Sei sbagliata Francesca, mi ripetevo sempre. Ti devi rassegnare alla monotonia, non sei speciale, basta cazzate. Deciditi! Hanno ragione loro: tu non hai voglia di fare niente, sei una fannullona.
La frustrazione di iniziare con entusiasmo e non finire mai l’ho provata troppe volte.

Poi un giorno, per caso, leggo una parola che spalanca nella mia testa una nuova prospettiva: multipotenziale.

Il multipotenziale è, per definizione, un soggetto dalle molteplici potenze. Una persona curiosa, le cui abilità si sviluppano su più fronti, anche difficilmente collegabili fra loro. Sempre alla ricerca di stimoli e per questo sensibile alla noia e alla routine.
Il multipotenziale ha bisogno di sperimentare, si tuffa a capofitto nelle attività che lo interessano, ne sonda ogni aspetto con passione e ossessione, poi si stufa e le lascia andare per passare all’attività successiva.
Detta così al multipotenziale mancano solo gli occhi laser per essere in tutto e per tutto un supereroe. In realtà prima di riconoscere la multipotenzialità come una risorsa la si vive come un grande limite.
La società ci vuole specializzati, etichettati, definiti, solidi. Non c’è spazio per lo zig-zag nelle carriere verticali che recitano gli annunci di lavoro. Essere capace di fare tante cose significa non saper davvero fare niente. Gli amici non capiscono il passare dal corso di pole dance a quello di uncinetto, ma quando ti decidi ? Mi sa che tu non hai voglia di combinare niente.

E sai cosa succede? Succede che poi si crede davvero di non essere capaci, di essere difettosi, di volere troppo. L’essere umano è il primo sabotatore di se stesso no?  

Tra le problematiche emotive dei multipotenziali ci sono: insicurezza, ansia; tra quelle relazionali: senso di inadeguatezza, difficoltà nell’essere compresi, mentre tra quelle lavorative figura la sindrome dell’impostore, per citarne una. 
Non so se tu sia una persona multipotenziale, ma se sei curiosa, creativa, se vuoi sapere, scoprire, fare, se metti testa e cuore su qualcosa e non riprendi fiato finché non ne hai abbastanza o se lasci i libretti delle istruzioni nella confezione perché a guidarti è l’intuito, la probabilità che tu lo sia è alta.
Quello che posso dirti è di smetterla al più presto di forzarti di essere altro, di accontentare chi ti vuole chiusa in una casellina ben precisa di un elenco a compartimenti stagni.
Accettati, sperimentati. Vivi questo tuo essere eclettica, mutevole; prova, sporcati le mani e se vorrai cambiare idea fallo senza sentirti sbagliata

Chi l’ha detto che la strada è una soltanto? 

Qualcuno ha disegnato la sua con una linea diritta, qualcun altro ci ha messo le curve e qualche percorso alternativo. La meta non è chiara a tutti fin dal primo passo, ma ciò non significa che questi non saranno in grado di arrivare lontano. Se invece le mete fossero tante, sparpagliate qua e là nel mondo, come casette colorate da visitare e abitare per un po’ prima di incamminarsi nuovamente? 

Tutto bello ma come si fa a convivere con questa personalità e avere una vita soddisfacente se si è multipotenziali?

Il guaio è che spesso si comprende di essere multipotenziali dopo aver intrapreso la carriera lavorativa sbagliata, dopo essersi forzati per adattarsi a ciò che per la società è definito come normale. Ora c’è un po’ più di conoscenza e di attenzione sugli adolescenti, ma se anche tu hai sui trentacinque anni ti sarai sicuramente sentita bollare come la ragazzina brava che non si applica
Quelli che erano classificati come altalenanti, troppo creativi, insicuri forse oggi non sarebbero giudicati precocemente come svogliati. 
Ma noi, figli degli anni ’80, come possiamo sentirci meno insoddisfatti? Sicuramente un primo passo è prendere coscienza del fatto che passare da un lavoro all’altro, dallo yoga ai concerti metal, non significa necessariamente essere incoerenti. Le persone che ci circondano faticano a comprendere il bisogno continuo di sperimentazione, la curiosità che abbiamo nei confronti della vita. La società ci chiede continuamente di scegliere fra una cosa o l’altra, di definirci precisamente; e lo so, il proprio posto non si trova facendosi un po’ di spazio con le chiappe, come su un divano stretto. 
C’è chi a otto anni sa che diventerà avvocato (e lo diventerà) e chi a quaranta si sta reinventando per l’ennesima volta. Non c’è niente di male in entrambi i casi. 

Non essere capiti rende automaticamente noi gli incomprensibili

Lo so quante volte ti sei ripetuta è colpa mia, sono sbagliata. Sappi che è un meccanismo che può essere disinnescato lavorando sull’accettazione di se stessi e quindi sull’autostima.
Intraprendere un percorso di analisi può essere d’aiuto per lavorare sulle emozioni negative che si provano e imparare ad accettare, e a valorizzare, aspetti della propria personalità che non vanno repressi.
Qui sotto ti lascio qualche consiglio per approfondire e per partire. Non sono consigli risolutivi ma una buona base di partenza per capire in questo primo sabato di primavera che: ehi! Non sono inadeguata, sono multipotenziale! 

Qualche consiglio utile per approfondire la questione della multipotenzialità

Un primo passo può essere la guida della Dott.ssa Giulia Schena Coltivare il mio multipotenziale su Discorsi Online. Il percorso inizia con una panoramica sulle caratteristiche del soggetto multipotenziale, passando per gli aspetti teorici e pratici, ai problemi che il multipotenziale incontra nella vita lavorativa e sociale e le relative soluzioni per gestire alcune emozioni. Nella guida ci sono anche degli esercizi utili a far emergere i tuoi superpoteri.

Ti consiglio anche il TED di Emilie Wapnick sulla multipotenzialità, è illuminante, e il suo libro Diventa chi sei (gratuito per Kindle). Questo affronta come gestire l’aspetto professionale e inserirlo in un progetto di vita.  

Per conoscere qualcosa in più sulla sindrome dell’impostore ti lascio questo articolo di Annamaria Testa e ti anticipo che a soffrirne maggiormente siamo noi donne (ma dai).

Se hai sete di imparare qualcosa di nuovo puoi sbizzarrirti sul sito di Corsi Corsari, c’è un catalogo da far impazzire noi multipotenziali. Puoi iscriverti a un corso on-line di arte contemporanea, sceneggiatura, public speaking, fotografia digitale o un videocorso di polacco solo per citarne alcuni. 

Spero che questo post sia per te l’inizio di un viaggio, che sia consapevolezza e pace. Un sollievo da quella sensazione provata troppe volte di essere sbagliata.
Non sei sbagliata, sei multipotenziale!

Qui la playlist del momento in cui scopri di essere una supereroina e fuck all the rest!

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: