Il mare agita i bambini, secondo me è il mio che agita il mare.

Tornata pochi giorni fa sono passata direttamente dal bikini e crema doposole alla mandorla ai calzettoni e alle galosce tipo Peppa Pig. Che botta! Dopo due settimane di sole, sale e mare in un attimo passi al grigio, bigio e pigro.

Eh sì, sono qui al pc abbronzata ed infreddolita, binomio alquanto improbabile, ragiono su come sono andate queste vacanze appena trascorse. Questa è stata la terza estate al mare di Doppia T, e non è che sia stata proprio una passeggiata di salute in termini di impegno. Siamo ben lontani dalle vacanze al mare “a due”, quando il filmino girava a rallentatore. Ci sono cose che, quando hai un figlio, saluti per sempre (o almeno saluti fino a data da destinarsi) come ad esempio:

  • prendere il sole sdraiata sul lettino per più di sessanta secondi consecutivi
  • leggere riviste “spazzatura” con gente iper photoshoppata male in copertina (quando hai un bimbo i suddetti personaggi neanche li conosci)
  • leggere riviste intelligenti sull’accoppiamento dei cetacei o sulle mummificazioni dell’antico Egitto
  • leggere libri, leggere in generale con annessi test psicologici
  • fare la settimana enigmistica
  • fare una bella nuotata in mare o in piscina
  • rilassarti ascoltando la tua musica preferita con gli auricolari
  • rilassarti staccando il cervello
  • rilassarti in generale
  • cenare tenendo tutte le posate e i bicchieri sul tavolo al loro posto

Ma non è su questo che mi sono concentrata, lo sappiamo tutte a cosa purtroppo dobbiamo rinunciare per amore della prole. Anzi per amore dell’amore della prole. Ciò che vorrei sottolineare è invece:

Cosa guadagniamo, in termini di abitudini?

  • nessun eritema, prendendo il sole nelle ore giuste ho imparato a non scottarmi
  • vedere il mare al mattino e la sua calma…sottolineo la sua
  • accettare il telo mare pieno di sabbia, sassi, conchiglie. Dopo la quarantacinquesima volta che lo sbatti passa la voglia
  • accettare la sabbia addosso, quella appiccicata alla crema che ti sei spalmata tre secondi prima che tuo figlio te la lanciasse addosso
  • avere sotto al lettino ogni genere di gioco: formine, palette, secchielli ed imparare a farti largo tra questi per scendere senza farti del male
  • prendere il sole in perpendicolare
  • prendere il sole di spalle sulla battigia indi avere la pancia bianca
  • prendere il sole come viene che piutost che nient l’è mei piutost (piuttosto che niente è meglio piuttosto)
  • avere la sabbia in testa
  • avere la sabbia nel costume ed accorgertene in bagno quando pulendoti fai lo scrub
  • essere abbronzata fino ai polsi perché sulle mani hai spalmato la crema 50+ al pargolo
  • mangiare in venti minuti, non digerire mai
  • mangiare con l’ipad sul tavolo perché devi pur mangiare e ti arrendi
  • svegliarti al mattino dalle urla “LATTE-LATTE-LATTE-LATTE” e fare il biberon con gli occhi chiusi che bruciano per la violenza della luce.

Come potete notare la lista delle cose guadagnate è ben più lunga di quella delle cose alle quali rinunciamo.

E’ inutile negare, ci facciamo passare tutte le fisime e ci facciamo piacere anche le cose fastidiose.

L’anno scorso Doppia T era ancora piccolo e gestibile, quest’anno invece era nel bel mezzo dei “Terrible twos” e ce ne siamo davvero accorti. E con noi forse anche mezza spiaggia (la metà sprovvista di figliame) Solo un anno fa divideva i giochi e sorrideva indistintamente ad ogni suo simile, mentre per quattordici giorni quest’anno le uniche parole che ha rivolto ai bambini che incontrava erano: “No, tu no! Vai via” oppure “Nooooo èmmmmmio quello!” e anche “Brutto!, Vai nanna!”. Spinte, capricci, urla…

Thomas non è un bambino tranquillo, di quelli che stanno lì a contemplare i granelli di sabbia rapiti dal loro scivolare nel setaccio. NO! Lui il setaccio prima te lo tira appresso e poi ti manda a riempire il secchiello, poi fa il castello e alla seconda torre vuole l’acqua. Tu vai a prendere l’acqua e lui vuole fare il bagno. Fai il bagno e tutto bagnato vuole l’ipad per vedere i cartoni. Gli metti i cartoni e vuole disegnare.

Ma tutto sommato la vacanza è andata bene, impegnativa e stancante per noi genitori e molto divertente per lui.

Ora, mi chiedo quante siete ad essere più stanche di quando siete partite?

Io aspetto le vostre esperienze.

Un abbraccio

4 comments

  1. Le mie hanno deciso di prolungare la fase dei terrible two e così anche quest’anno, che ne hanno compiuti Three,non ci hanno fatto mancare tutti quei momenti simpatici che avete già sopra ampiamente descritto. Loro si sono notevolmente sforzate di farci capire quali sono i loro molteplici bisogni, ma noi, genitori alle prime armi,siamo poco comprensivi e così ai loro “no non voglio andare a a nanna, piuttosto che no non voglio mangiare le carote” ci opponiamo con ” niente gelato, niente biscotto di papà”. Al mare Greta non uscirebbe più dall’acqua ma se durante la doccia “strana” la mamma le lava i capelli, apriti cielo, grida e urla strazianti inducono il vicinato a pensare che si stia consumando un omicidio. Sabrina “tanto gentile e tanto onesta pare” ma anche lei nei confronti del lavaggio dei capelli ha una repulsione che solo un gatto può capire. Vorrei aggiungere poi che é inutile richiamare la sua attenzione chiamandola quando ne hai bisogno perché tanto fará orecchio da mercante a meno che non pronunci la parola magica “uscire e gelato”. In ogni caso anche quando volesse voltarsi per degnarti di attenzione, devi essere veloce e conciso a formulare la domanda perché il tempo che ti dedica é quello di uno starnuto.
    Per il resto va tutto bene.

    1. Avete tutta la mia comprensione! Le vacanze sono molto più impegnative con un bambino nella fase dei terrible twos, ma anche threes e via andare, figuriamoci con due!
      Si è talmente spalmati alla sera, dopo la messa a letto, che assomiglia uno’ alla messa al tappeto di Alì con Foreman, che resta giusto la forza per respirare.
      Ma passerà…dicono. Qui per adesso di anni ne abbiamo 3 e mezzo e in quanto a testardaggine non siamo molto migliorati.
      Ma anche qui c’è un resto che procede bene! 😀
      Ti abbraccio super mamma! <3

  2. Tragica anche la nostra vacanza! Quest’anno mi sono seriamente pentita di non essermi portata appresso la babysitter. Tra il Nano 1 che esigeva di costruire per lui infiniti castelli di sabbia, e la Nana 2 che tentava di lanciarsi in acqua affogando ogni 3×2, ho passato buona parte della “vacanza” ad angosciarmi, strillare, piangere davanti ai fornelli del bungalow e chiedermi ripetutamente “Ma chi minchia me l’ha fatto fare”. Grazie al cielo, l’anno prossimo i bambini saranno un po’ più grandi e quindi, forse, più gestibili. Confido in questo. Ardentemente. 😉

  3. la mia esperienza è che dopo i primissimi anni si comincia ad andare meglio, anche perchè tu riduci di molto le aspettative intorno alla vacanza e ogni nanosecondo di tranquillità rosicata alle attività coi bimbi lo vivi come un miracolo

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