Marco, il mio papà

Marco, il mio papà

Tanti auguri papà.

Te li meriti, perché non hai fatto altro che amarmi, sì è così ed è inutile che abbassi gli occhi e mi dici che potevi fare di più. Hai fatto tantissimo, hai preso la mia mano trent’anni fa e non l’hai più lasciata. Non passa giorno in cui io abbia il dubbio che il tuo amore sia cambiato, non passa giorno in cui quel filo che ci lega non faccia un altro giro intorno al nostro cuore e ci stringa di più.

Papà Marco

Sono una donna fortunata io, ho vissuto un’infanzia felice e spensierata al sapore di bicicletta e ginocchia sbucciate, di quelle passate in giardino correndo a piedi nudi sull’erba fresca. Con la canna dell’acqua a fare i gavettoni sotto il sole e il silenzio delle domeniche d’estate, senza traffico, senza rumori. Weekend a giocare in officina e a fare le “basi segrete” in vecchi cassoni di camion dismessi, ad inventare storie e missioni speciali.

Quante volte mi hai fatto felice.

Mi hai sempre lasciato fare, anche quando sapevi che mi sarei sbagliata, quando l’adolescenza mi faceva sentire invincibile e ribelle. Ma era l’unico modo per diventare grande e tu lo sapevi…pazientavi. Come quando uscivo per le prime volte in motorino con gli amici: lo so che stavi lì alla finestra, che eri preoccupato. O come quando hai passato il capodanno in macchina fuori dalla discoteca perché c’era una festa ed io mi sentivo così grande da volerci andare a tutti i costi.

Auguri papà perché in questa vita sei stato un padre eccezionale, mai opprimente ma sempre presente; mi hai reso felice ogni giorno, ogni singolo giorno. Sei un abbraccio vero e confortante, di quelli che ti senti subito meglio e al sicuro qualsiasi cosa sia successa. E lo so che non è stato facile per te, non sei stato sempre felice ma sappi che io ti ringrazio per avermi riservato sempre e solo la tua parte migliore. Per aver sorriso sempre, anche quando forse non avevi nessun motivo per farlo.

Grazie per avermi fatto fare le divisioni dei compiti delle vacanze e grazie anche per aver capito che non ero fatta per la matematica. Grazie per il tuo disegnare come immensi i miei piccoli traguardi quotidiani e per riempire sempre di orgoglio ogni mio progetto.

papà

Grazie per tutti i ricordi, per aver fatto sognare una bambina che si sentiva magica quando faceva diventare verde la luce del semaforo col telecomando del cancello automatico. Grazie perché io magica mi ci sentivo davvero, il trucco l’ho capito qualche tempo dopo. Grazie per avermi insegnato ad andare in bici e a guidare, grazie per avermi cucinato quelle buonissime bistecche al burro che solo tu sai fare.

Ne hai sopportate tante…tutte le mie feste con gli amici con la musica alta fino a tardi, tutte le tinte colorate che io e le mie amiche abbiamo fatto in bagno. Le sigarette, le scuole iniziate e mai finite, il disordine, quelle scarpe oscene con la zeppa, i ciuffi biondi, i capelli rasati a zero. Quel tatuaggio troppo grande…

Grazie papà! Perché mi ami di un amore incondizionato che solo un genitore può provare per un figlio. Perché mi hai donato le tue espressioni e la tua gentilezza e quando mi osservo trovo la tua immagine: vedo le tue stesse rughette intorno agli occhi nelle fotografie dove sorrido, vedo lo stesso amore per le meringhe e per il cioccolato bianco. 

Vedo te, il mio papà.

Grazie perché sei la parte migliore di me.

Immagine in evidenza a cura di Francesco Brunello Fotografie

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