Un inverno lungo due anni e il lavoro a maglia. Da dove iniziare.

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Mi sembra sia inverno da due anni, se non avessi le foto di qualche giorno al mare a luglio, sulla gallery del telefono, sarei pronta a giurare che è inverno dal 21 dicembre 2019.
Sarà che sembra di vivere sempre lo stesso giorno, della stessa settimana, dello stesso mese, ma io davvero faccio fatica a ricordare l’alternarsi delle stagioni in questo ultimo anno.

Spesso mi viene il dubbio di non aver mai tolto il piumone dal letto; sulla tuta invece nessuna incertezza: è sempre quella.

A un anno dall’inizio di questa pandemia che ci ha ribaltato il quotidiano sembra di essere tornati al punto di partenza, a mancare però sono energia e ottimismo del primo lockdown. Siamo tutte stanche e provate, scontente e desiderose di vedere quella maledetta luce in fondo al tunnel, che pare il traforo del Fréjus andata e ritorno strisciando sui gomiti.
Come sempre nei momenti di difficoltà sono portata a fare cose nel tentativo di allontanare i pensieri. Fare mi distrae, mi riempie (questo vale soprattutto nel caso della pasticceria). Impegnarmi in un’attività non permette alla mia mente di scivolare nel buco nero dell’ansia e quindi faccio.

In questo lunghissimo inverno mi sono misurata con la maglia: lana e ferri sono stati una delle terapie che ho sperimentato e che mi ha dato più sollievo.

Costretta in casa il lavoro a maglia mi ha insegnato la pazienza, la calma, la determinazione di arrivare in fondo a qualcosa – chi è dei gemelli sa bene a cosa mi riferisco – senza arrendermi ai primi ostacoli e appallottolare tutto in un angolo come sono solita fare.
Non ho mai lavorato a maglia prima, eccezion fatta per una sciarpa rossa tutta a dritto qualche anno fa molto bella, che ho infeltrito al primo lavaggio mettendola in lavatrice. Sono amante del rischio.

La guida per partire a lavorare ai ferri

Ma da che parte si comincia a lavorare ai ferri? Io ho iniziato con la guida lavorare a maglia di Alessandra Madonna (qui il suo Instagram Nodi d’Autore) per la piattaforma della Mauri e del Botta Discorsi Online.
La guida è fatta molto bene, chiara e concisa, c’è una parte introduttiva sui filati, le tecniche, i punti base e poi due progetti (un cappello e un gilet) da eseguire passo passo con video-tutorial e istruzioni.
Se siete alle prime armi ve la consiglio perché ha un prezzo accessibile è molto esaustiva e ben strutturata.

I tutorial su YouTube

Esistono diversi tutorial su YouTube, in particolare su cappelli e fasce, ma essendo questo un mare magnum, ed io davvero impedita, ho fatto ricorso a questi video solo per rimediare ai guai.
Per unire due gomitoli, recuperare maglie cadute, disfare ferri senza perdere il lavoro o recuperare punti sbagliati YouTube offre moltissimi tutorial e, a meno che non abbiate una nonna a disposizione, capire come gestire l’errore è fondamentale.
Se poi vi appassionerete e sfornerete cappellini a tutto andare qui un aiuto per calcolare le maglie da montare in base alla circonferenza.

[Spoiler: sì, lo so, scrive craneo però merita, è l’unica che in trentacinque anni mi abbia fatto capire le equazioni.]

I kit con l’occorrente per lavorare a maglia

Una volta capite un po’ le basi, e fatti un po’ di campioni dei vari punti, un altro valido aiuto per iniziare sono i kit. Si acquistano sui siti come Bettaknit, We Are Knitters o Wool and The Gang (i tutorial su questo sito non sono disponibili in italiano) dopo aver scelto l’indumento che si vuole creare in base al proprio livello di esperienza.
Il mio preferito è Bettaknit perché è un’azienda italiana tutta femminile che produce in Italia, ha un customer adorabile e un Instagram pieno di spunti.
Nel kit si trovano: lo schema del modello scelto, il filato necessario alla sua realizzazione nel colore selezionato, i ferri (opzionali), un ago da lana e un’etichetta da applicare al capo una volta terminato.

Quella del kit è una scelta perfetta per chi non ha dimestichezza con gli schemi e quantità e resa del filato perché permette anche al principiante di avere tutto l’occorrente per il suo lavoro a maglia.
Sul sito, oltre alla sezione ferri e schemi dove si trovano periodicamente pattern da scaricare gratuitamente, c’è anche la sezione tutorial che mostra ad esempio come chiudere il lavoro, cucire in verticale e nascondere i fili. Una specie di chiedi a nonna in pratica.

Con il kit ho fatto un maglione turchese bellissimo che ho prontamente infeltrito perché, oltre ad essere amante del rischio, sono anche una recidiva testa di cazzo.

Spero che questo post vi dia gli strumenti per iniziare a lavorare a maglia e che questa esperienza vi regali serenità, dato che in questo momento ne serve davvero a palate.
Creare qualcosa vi renderà molto fiere delle vostre manine e se qualche volta sarete sul punto di mollare tutto ripescate i tutorial sugli errori su YouTube.
Solo dio sa quante volte avrei evitato di disfare il lavoro se avessi saputo da subito come rimediare un ferro sbagliato.

C’è un attività che vi ha incuriosito e avete sperimentato in questi lunghi mesi? Se vi va raccontatemela.

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