L’impresa femminile: Tenere un uomo al proprio fianco

Tenere un uomo al proprio fianco è un’impresa davvero ardua

Intendo dire nel tempo. Perché quando una relazione inizia è piena di slanci, di novità: ci si conosce piano piano, si scoprono le affinità -in principio tantissime- si esaltano i pregi e i difetti si nascondono sotto a tappeti tessuti con le fette di salame che abbiamo sugli occhi. Tutto è bello, l’enfasi scatena liti furibonde e focosi armistizi di pace.

Poi…

Poi ci si accetta -a volte si vorrebbe farlo anche in senso figurato- si accettano limiti del partner (tra i quali: finire il rotolo di carta senza rimpiazzarlo) che vengono a galla come olio nell’acqua perché i nostri invece si tende a nasconderli bene sul fondo. Non voglio dire che la passione faccia fagotto e si congedi però diciamo che il famoso sfarfallio nello stomaco spesse volte viene confuso con i sintomi dell’intolleranza ai latticini.

Si sbuffa un po’ di più, si è meno accomodanti, più che “due cuori e una capanna” mai ‘na gioia è una condanna”.

Arrivano i figli, regalano alla coppia la gioia e quel senso di completezza che nient’altro è in grado di farti provare. Il tuo posto nel mondo, il “Because” di tutti i “Why”. L’amore si moltiplica esponenzialmente diventando solido e indissolubile. Insieme a tutto questo però si genera anche molto stress e solitamente la panza all’individuo di sesso maschile lievita emettendo anche rumori sinistri mai sentiti prima.

Questa è la fase del Supradin a nastro, o di altri integratori vitaminici nei quali la mamma ripone speranze di “ripijo” che puntualmente vengono infrante. La domanda ricorrente dell’amica senza figli poi è il colpo di grazia:

“Come stai? Ti vedo davvero stanca”

“Bene grazie, pensa che stanotte ho anche dormito” (ma vaffanculo!)

Questa fase è tosta ragazze! Si può arrivare a discutere per un niente. Noi Donne siamo addirittura in grado di incazzarci per cose che l’uomo nemmeno sta pensando. E’ la fase dell’incomprensione facile e della litigata scarica nervi.

E allora come si può sopravvivere a tutto questo? Come ci si tiene un uomo al proprio fianco quando gli anni passano?

Ci sono varie scuole di pensiero al riguardo, vi illustro qualche mia proposta:

PRENDERLO PER LA GOLA


Uomo affamato = uomo arrabbiato, quindi perché non tentare la via culinaria. Ingrassarlo come un’oca da foie gras può essere un’idea. Farcirlo come un tortellino con deliziosi manicaretti, preparati con le nostre dolci manine, può aiutare nel tempo a ridurre la capacità motoria e quindi tenerlo fisicamente vicino a noi sarà più semplice. Quando poi i trigliceridi del poveretto si alzeranno e saluteranno la missione si potrà dire compiuta. Non sarà più in grado di scappare.

SPERIMENTARE IN CAMERA


In questo periodo sembra che tutti facciano sesso alla Grey: tutti appesi, legati, bendati. Al solo sentir la parola missionario o smorza candela si viene scambiati come gente di chiesa. Quindi, dato che bisogna restare sul pezzo, si potrebbe provare a sperimentare qualche tecnica di bondage per riaccendere il fuoco della passione, per scoprire nuove porte del piacere o più semplicemente per vedere tuo marito legato come un salame di Cremona e torturarlo un pochino. Della serie “Ah, e così tu vorresti i tuoi spazi?”  Statatac! (frusta)

PROPORRE UN VIAGGIO


Un’altra strada da percorrere se il rapporto ha bisogno di respiro è quella di fare un viaggio insieme. Quando i bambini sono sufficientemente grandi da poter essere affidati ai nonni o agli zii, si può organizzare un viaggetto di coppia. Una settimana a due su un’isola di quelle col mare limpido e la sabbia bianchissima e il mare limpido e la sabbia bianchissima e il mare limpido e la sabbia bianchissima, si perché non c’è nient’altro. Oppure visitando città mai viste prima, senza passeggini, borse e borsoni, latte troppo freddo o troppo caldo, senza la paura di perdersi ma con tanta voglia di ritrovarsi. E se il marito non è collaborativo, facendo finta che accada casualmente, lo si può scaraventare giù dal taxi in una zona malfamata della città dandolo in pasto alla prima gang che abbia violato il coprifuoco bevendo rhum nei peggiori bar di Caracas. A mio avviso vorrà starvi appiccicato come un herpes labiale.

Scherzi a parte, stavo scherzando.

Slegate subito i vostri mariti da quelle sedie!

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  1. Pensa che mio marito dice sempre di essersi innamorato il giorno che ho preparato le meringhe e le ho portate in dipartimento (lavoravano entrambi all’università allora)…ed è ancora qui che aspetta che io le rifaccia! 😉

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