E’ passato San Valentino. Bene, gli hai detto che non c’ero?

san valentino

Ringrazio il cielo di aver superato la fase San Valentino

Dopo quasi 15 anni di relazione infatti possiamo dirci finalmente liberi da questa pseudo festa degli innamorati.

Ci siamo fidanzati molto giovani, sedici anni io e diciannove lui, i primi anni ricordo dei regali abbastanza osceni, dettati anche dalla tenera –e un po’ rincoglionita– età. Orsacchiotti di peluche, cuori gonfiabili, salvadanai a forma di cuore, topolini innamorati, palloncini, cuscini, baci perugina…ecco forse si salvavano soltanto i baci perugina in quelle immonde camerette ridondanti di rosa e cuori. Non mi sono mai piaciute molto le rose, specialmente quelle rosse eppure sembra non essere San Valentino senza. Quindi giù di fiori essiccati male, di quelli che vuoi tenere per ricordo ma appena li guardi ti si sbriciolano in mano.

Crescendo abbiamo trascorso un San Valentino a Parigi meraviglioso (l’unico che ricordo molto bene), uno a cena in un bellissimo ristorante e gli altri –innumerevoli– a cercare un regalo che potesse stupire la dolce metà, alla quale ovviamente negli anni si è regalato tutto il necessario e il superfluo. In quel periodo dove il Natale è appena stato dimenticato, dei saldi restano solo maglioni che puzzano di magazzino umido e la collezione S/S del nuovo anno ancora non si vede, cosa vuoi regalare?

La verità è che dopo così tanti anni insieme finalmente possiamo dirci liberi da questo appuntamento annuale con l’amore. Un amore forzato, opulento e poco spontaneo che in qualche modo mette a disagio costringendo l’innamorato a far finta di avere avuto un pensiero (spesse volte rosso e di cioccolato) per l’altro.

Non voglio dire che non sia una buona occasione per celebrare il proprio amore, solo che è bene ricordare che lo si potrebbe fare sempre, magari quando lo si sente davvero. I ristoranti sono aperti tutto l’anno e anche se non fanno il filetto di maiale in crosta a forma di cuore o il tortino di formaggio, patate e speck col colorante alimentare rosso, sappiate che a noi piacciono anche le cenette a casa, anche du spaghi possono essere gourmet. Sappiate che se volete portare dei fiori alla vostra compagna i fioristi sono sempre ben forniti di rose rosse, che sia luglio o novembre ma che le colazioni a letto sono sempre le nostre preferite. Che i cioccolatini sono buoni, ma la Nutella a cucchiaiate it’s better.

E voi donne depilatevi tutto l’anno, non solo nelle grandi occasioni che le estetiste son stufe di fare gli straordinari il 14 pomeriggio con gli stencil a forma di cuore. Se poi la sera di San Valentino volete passarla in tuta sul divano fatelo! Perché nessuno vi obbliga a mettere quel cazzo di tubino nero e farvi aprire lo sportello della macchina come in una puntata di Beautiful.

Amarsi è un’altra cosa!

Amatevi a modo vostro e amate il vostro modo di amarvi.

L’amore è anche essere più forti di queste stupidaggini, dei cioccolatini e dei peluche. E’ non scendere a compromessi con le forzature.

L’amore è gentilezza e va praticata ogni giorno (esclusi pre-mestruo, i lunedì e i giorni di herpes labiale per ovvie ragioni) perché di questo c’è bisogno. Non di cuori con scritto “love” da mettere in auto se poi al primo che gira senza freccia gliene si dice di ogni. C’è bisogno di sorridere e dire grazie, di tenere la porta aperta a chi entra dopo di voi, di ringraziare con la mano chi vi fa uscire dal parcheggio, di aiutare chi non ce la fa con le borse della spesa e far passare quello dopo di voi in cassa quando ha solo il pane in mano.

Di questo c’è bisogno

Regalatevi il cibo, gli abbracci, i piedi vicini. Spogliatevi delle corazze e della fretta prima di comprarvi lingerie da Agent Provocateur. Amatevi, guardatevi negli occhi e trovate ciò che cercate. A San Valentino come nei restanti 364 giorni dell’anno, perché è sempre stato lì, non sulla mensola con i peluche.

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