Donne: Le bipolari della pulizia, casa linda/auto lurida

disordine donne

Ci sono degli spazi, temporali e fisici, nei quali le donne smettono di essere donne. Non si comprende quale sia la causa scatenante, non si capisce come scatti la trasformazione ma ciò che è certo è che succede.

Dovreste, miei cari sociologi e psicologi del globo intero, interrogarvi sugli effetti negativi dell’essere multitasking; perché talvolta questo significa assumere atteggiamenti molto in contrasto tra loro.

Vi è capitato sicuramente di andare a bere un caffè a casa di una vostra amica/madre/zia/sorella giusto? In base all’età della padrona la casa potrà essere più o meno moderna, in centro, in periferia, rossa, gialla, piccola, grande….però è in ordine. A meno che non vi siate presentate a sorpresa, vi troverete in uno spazio pulito, profumato di un ammorbidente che è sempre più buono del vostro (a me succede sempre) e dove gli acari della polvere muoiono di stenti. Lo scenario cambia invece se il caffè lo si prende fuori, una delle due quindi potrebbe passare a prendere l’altra in macchina.

Apri lo sportello e….l’apocalisse.

In casa tutte perfette casalinghe anni ’50 con il grembiule stirato e la teglia di pollo e patate in forno (sì con la crosticina di un dorato perfetto che a me non viene mai) in macchina grezze e disordinate che manco un camionista lituano con le nappine rosse e oro sul parabrezza. Come mai?

Cosa succede a noi donne tra la mandata per chiudere la porta di casa e quella per aprire il box? Come avviene la trasformazione?

Eppure dev’esserci qualche spiegazione, forse è sepolta tra le macerie che ci portiamo dietro. Sotto al mucchio di bottigliette vuote, in fianco alla pigna di fazzoletti usati e di pacchetti di caramelle vuoti deve esserci un motivo. Forse l’auto è la terra di nessuno, dove ogni donna è libera di levarsi quel cazzo di grembiule e mettere tutti gli stereotipi nel posacenere con la sabbietta alla mela verde che non profuma neanche più ormai.

Come a dire, non rompetemi le palle anche qua. Io convivo con le mollettine tolte alle 4 del mattino quel sabato sera lì (quale non si sa con precisione) e con i volantini delle auto import-export che trovo sempre sul vetro. Tengo anche un paio di ballerine che nel caso mi facciano male i piedi dopo ore e ore di disco e litri di vodka lemon neanche mi ricorderò di avere, o che comunque mi rifiuterò di indossare perché mi stanno uno schifo.

Noi donne la macchina la usiamo come mezzo-di-trasportoFrom punto A to punto B. Quindi siamo libere da quel pensiero di matrice maschile per il quale l’auto rispecchia la personalità e blablabla. L’auto è l’auto e basta. E poi la scusa madre, peraltro sempre convincente, è: “Io dal vetro non butto via niente, lo sai che con una gomma da masticare gettata a terra puoi uccidere un uccellino?”

Come darci torto.

Quando sopraggiunge un figlio si raggiunge l’apice: borse del cambio con cambi per tutte le stagioni (e non perché siamo lungimiranti), merendine, carta di merendine, succhi sulla via dell’implosione, scarpe di ricambio, ombrelli di topolino quando fuori batte il sole d’agosto, scatole di giochi, caccole lanciate o appiccicate qua e là, briciole, fazzolettini di Cars usati e non.

A volte quando apro il baule davanti al nido mi vergogno perché una volta l’ho fatto e mi si è scaraventata addosso la bici, il passeggino e il monopattino di Thomas. Naturalmente sotto gli occhi delle cosiddette “madri perfette” con auto perfette. Quelle che quando vanno a fare la spesa mettono ordinatamente le loro borse nel bagagliaio, non come me che le ficco un po’ sul sedile lato passeggero e un po’ nel seggiolino di Doppia T. Quelle che se il cappotto nero sfrega contro la portiera non diventa grigio-tortora, io ho pensato di attaccare gli adesivi della Parigi-Dakar per scusare lo scempio…però poi un’utilitaria nel deserto, soprattutto la mia che ha difficoltà anche con i dossi artificiali…

Insomma sentite non possiamo fare tutto noi donne. Lavare l’auto è una cosa da uomini, come buttare l’immondizia e tirare fuori chilometri di capelli (di lei) dallo scarico della doccia.

Penso che tutte le donne dovrebbero avere diritto ad un monte ore mensile per far sbrigare ad un uomo tuttofare (possibilmente anche di bella presenza) i compiti ingrati. Dovrebbero inserirlo come bonus mensile insieme alla ceretta completa.

E’ proprio vero

Donne al volante, monnezza costante

Cosa ne dite, ci beviamo un caffè? Però ci si trova al bar, ognuna con la sua pattu-mobile.

Immagine in evidenza: illustrazione self-made della mia vita quotidiana.

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      1. Ah ah ! Ho delle “gatte” più grandi di un persiano ormai… La scorsa settimana mi sono fatta male e non potendo piegarmi le pulizie sono state fatte molto alla “cacchio” .Spero di rimediare questo week end o con tutte le gatte che ho per casa faccio un cuscino home made!

  1. Nella mia sta crescendo una comunità di funghi sotto il tappetino del passeggero…potete trovarci anche un po’ di muschio manca solo un piccione morto poi direi che ho raggiunto l’apice.

  2. Perché tutto quello che scrivi sembra sempre la fotografia delle mie giornate? Odio lavare l’auto, anzi, pulire gli interni. Il cestino è sempre strapieno e quando qualcuno mi chiede “butto qui?” Parte un “NO!” della serie non aprire quel cestino. Cavi di caricabatterie ovunque, orecchini, ombrelli, due dita di polvere. Che vergogna!

  3. Aspetta che mi ricompongo che sto ridendo… sono io quella che non può aprire il porta bagagli! (Carico di oggi, tre casse di acqua, un passaggino, due borse di spesa dal contadino, borse del lavoro). Io per coerenza ho smesso di tirare a lucido casa.

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