Disagi Primaverili, che in un attimo arriva l’estate

Bene, la Primavera è finalmente arrivata e mentre qualcuno taglia via i rami secchi per far nascere i nuovi germogli, qualcun altro si pota le ovaie. In effetti la storia della Jolie che prima si fa asportare i seni e poi se ne va in menopausa anticipata mi ha un po’ sconvolto.

Non me la immagino la bella Angelina coi Tena Lady blocca odori e la pezzata sul collo da vampata di calore. Dicono che anche la voce si faccia più bassa e roca in menopausa.

Chi dice coraggiosa, chi paranoica…

Anche questo inverno ce lo siamo lasciati alle spalle e, mentre le vips già rompono i coglioni sui social con le loro foto al mare (già magre, già abbronzate, già stanche del sole) noi iniziamo a guardare zone inesplorate dallo scorso ottobre. Sotto al collo scopriamo gli orrori di mesi di abbuffate, trasformati in adipe. Si perché a Marzo è solita giungere l’ansia da “la primavera è qui e io no”. Di colpo dal grigio e nebbioso febbraio ci troviamo sbattuti al sole, con la pelle talmente bianca che in trasparenza si vede il bulbo pilifero. Esci di casa senza occhiali una mattina e ritorni cieco, troppo abituato a cieli ben più scuri.

E mentre Alessia Marcuzzi tenta invano un’imitazione della Shayk, con scarsi risultati, noi guardiamo sospette i pantaloni ben piegati della scorsa primavera.

Li guardiamo…

Sembrano più piccoli, aspetta li provo.

Pantalone a metà coscia.

Impossibile, sarà perché appena lavati sono sempre più stretti.

Stessa cosa con il paio di fianco, e quello sotto. Si tocca generalmente il fondo col pantalone bianco, quello ti entra e di fronte stai anche abbastanza bene, appena ti giri sembri un panetto di das dopo che 100 bambini ci hanno infilato le dita.

Tu : Fanculo, non ci casco. Questo è un trucco per farmi iscrivere in palestra. Non mi faccio prendere da quella cosa del modello sociale chiappe in spalla e tanga fra le scapole, io sono una donna vera e lavoro non passo le giornate a cazzeggiare tra centro estetico e palestra.

Il jeans bianco : Ossì che ti iscriverai.

Due ore più tardi sei in fila dal medico per il tuo certificato di idoneità per l’attività sportiva, anche se per un attimo hai pensato di emulare i gesti estremi della Jolie valutando più opzioni:

  • intervento di sigillatura delle labbra
  • rimozione dell’ipotalamo (molto drastica)
  • creazione di un secondo sfintere appena sotto l’esofago (troppo drastica)

Provi ad esporle al medico ma stranamente non condivide.

Entri quindi in quella cazzo di palestra e parli con una che al tuo: “Ciao vorrei iscrivermi solo tre mesi per provare” ti risponde: “Io invece ti farei risparmiare con un abbonamento annuale”. La spunti grazie alla tua tenacia ma niente borsa della palestra in omaggio, una specie di pegno. Terrò la mia, una borsa scarlatta grazie alla quale tutte quelle del club “mangiodituttomanonassimilo” capiranno che sono di passaggio, che ho la cellulite e che sono lì solo perché i pantaloni non mi entrano più.

Mentre esco il personal trainer mi sta già telefonando, definiamo l’appuntamento conoscitivo e quello di allenamento, tostissimo e corredato dai consigli alimentari. “Ah, una dieta?!” gli dico, e lui: “No, anzi leggila e poi discutiamone. Non voglio che tu ti senta troppo costretta“.

No, in effetti ho sempre desiderato che qualcuno mi consigliasse di non mangiare più carboidrati. Mai! Neanche i fottutissimi 80 grammi a pranzo conditi con l’acqua dei pomodori crudi. Fin da bambina quando a tavola trovavo le lasagne pensavo: “Pffff, mamma perché non una bella foglia di cavolo verza?”.

E il pane? Ma siamo matti? Mica è festa.

Evitare come la peste: salumi, sale, zucchero, alcolici, fritti e caffè. Rinuncio a tutto ma il caffè no, come posso stare in piedi.

Dato che poi avevo fatto presente che il pesce non è proprio il mio alimento preferito me lo ritrovo tre volte la settimana. Ma quello che mi ha convinto a non seguire questo regime iperproteico nazista è stato il pranzo della domenica.

Un’insalatona.

Però “a mio piacimento” eh, così mentre le persone normali si concedono uno sgarro, godendo di un pasto ricco, dopo le fatiche di una settimana io potrò solo ruminare erba scondita mixata a scelta. Wow, ho già l’acquolina… alle ginocchia però.

No no. Non mi avrete mai.

Quest’anno mi faccio furba, non mi proverò costumi nuovi in camerini con luce fredda zenitale sulle culotte de chevals. No! Li comprerò sulla fiducia, tanto le tette non crescono se hai più di 12 anni. Non fa bene all’autostima perché non sei mai abbronzata, sei anche gonfia perché ti devono arrivare, sei depilata male.

No, quest’anno non ci casco. I costumi me li compro a casco.

 

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  1. ah ah ! troppo vero!! Io invece amo comprare i costumi in quegli orrendi camerini con quelle pessime luci, mentre è marzo e sono un cadavere….e sai perchè? perchè se riesco a vedermi decente con qualcosa in quelle condizioni in estate, con la luce del sole e abbronzata mi sentirò una stra-gnocca! ah ah

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