Diamo i numeri che qua sono trenta

EVENTI

24 giugno, il mio trentesimo compleanno è passato. Ormai 7 giorni fa ho saltato il fosso, staccando definitivamente i piedi dal pratino all’inglese della ventina per atterrare a piè pari sul ghiaione sdrucciolevole della trentina. La verità è che non vedevo l’ora, mi piace la ghiaia, non ti resta attaccata alle scarpe nuove, poi adesso sono capace di camminarci, anche con i tacchi.

E’ strano dire “trenta”, una parola tonda e piena come la consapevolezza di me stessa oggi. Una decina di paure in tutto, ancora due o tre paranoie, quasi 50 certezze e uno o due dolori.

Cene di compleanno: 2

Festeggiamenti ricchi di emozioni e di coincidenze. Due cene in due ristoranti due sere distinte e in tutti e due i casi Massimo Boldi alias Cipollino come compagno di serata.

SALUTE

Torte di compleanno: 2

Picchi glicemici raggiunti: 647

Calcoli: inquantificabili

Giugno sta finendo lasciando il segno e, mentre inizia il conto alla rovescia al giorno del matrimonio, io sono piena di calcoli. Da 3 mesi bevo altrettanti 3 litri di acqua al giorno ma l’unico risultato ottenuto sta nella preparazione atletica per i 100 m a scatto verso il primo bagno. Roba che ho imparato ad abbassarmi i pantaloni mentre corro. Per questo motivo 8 giorni fa, alla vigilia del mio compleanno, mi sono regalata una bella Tac, intanto continuo a bere e mi drogo di un’erba chiamata Spaccapietra che ho scoperto essere utile in casi di litiasi.

BIORITMO

Inquantificabili le ore di sonno che Double T (Thomas il Terribile) ci sta facendo saltare. Tolta la sponda al lettino da 15 giorni non si dorme più. Si sveglia nel cuore della notte e dice: “Mamma tata” (Mamma è stata) piangendo. Perché fisicamente la sponda l’ho smontata io ma, invece che essere felice perché può finalmente venire in libertà in camera nostra nella penombra e terrorizzarci con la sua sagoma che ci fissa fronte letto lui no, preferiva le sbarre. Aspetto ancora stanotte poi giuro che rimonto la sponda e gliela lascio fino alla chiamata al militare.

PALPITAZIONI

Tremila emozioni durante la prima prova abito di venerdì 12, il mio abito da sposa. Un abito per me meraviglioso che rispecchia davvero molto la mia personalità. Il giorno di indossarlo si avvicina ed io non sto proprio più nella pelle.

Giorni restanti alle nozze: 24

LOST & FOUND

Smartphone trovati per terra: 1  |   Smartphone restituiti: 1

Carnet buoni pasto trovati: 1   |   Carnet buoni pasto restituiti: 1

Non trovo mai niente ma quando mi capita non sono capace di mettermi in tasca ciò che non è mio. Va beh poi dipende, se sbagliano a darmi il resto io lo dico e lo restituisco. Sono per l’onestà, nonostante a me abbiano sempre rubato di tutto. Eccetto un Natale di qualche anno fa mentre stavo pagando un paio di scarpe: 99.00 euro, consegno una banconota da 100.00 euro e il negoziante mi restituisce 101.00 euro. Lì ho ceduto lo ammetto, gli ho chiesto con i soldi in mano se eravamo a posto così e lui ha annuito. Ancora un pochino mi dispiace.

FORTUNA

50 euro vinti al gratta e vinci, una marea di persone che mi vogliono bene e pochi che mi vogliono male. Tre uomini meravigliosi nella mia vita: Mio Papà, Stefano e Thomas. Un po’ di idee per il blog in fase di elaborazione e un paio di scarpe da urlo nuove nell’armadio.

Mi fermo qui perché i miei vicini si stanno parlando in calabrese stretto dal balcone e sono un tantino distratta dalla cosa.

Chi ha compiuto gli anni a Giugno?

A presto!

No comments

  1. Bello bello questo post pieno di numeri!!! Mi ha colpita la parte dove racconti le tue “restituzioni”: anche io sono come te, mi sento in colpa a tenere ciò che non è mio e cerco sempre di restituire. Ho perso millemila cose in adolescenza, per questo so come sia brutto non averle più indietro. Solo una volta mi sono tenuta un cellulare trovato per terra, dopo qualche giorno che avevo perso il mio super costosissimo Nokia. Quando sarà il grande giorno? Chissà che bello e che emozione!

    1. Siamo oneste, o forse solo incapaci di avere il sopravvento sul buonsenso. Perché di notte è meglio dormire che avere a che fare con quella coscienza testarda.
      Il 18 luglio Fra, quel giorno pensa alle mie ginocchia che, percorrendo la navata (per fortuna molto breve) tremeranno sotto al vestito. :)))))
      Un bacione

    1. 😀 grazie cara. Da quando ho ceduto sono finita in un vasetto di miele e di pizzo chantilly, dalle pareti avorio e glassate di meringa…una favola, un attimino snervante ma stupenda. Allora aggiornami sui tuoi cedimenti 😉 un abbraccio

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: