Caro Mark, fattelo tu il “contatto erede”

Lo shock che ho provato nel venire a conoscenza dell’esistenza del contatto erede di Facebook è pari forse a quello che provai quando lessi il foglietto illustrativo degli OB

Tra le opzioni generali delle impostazioni c’è una voce assai inquietante che ti costringe in qualche modo a pensare prematuramente cosa vuoi che ne sia delle pubbliche web-minchiate che, durante il corso della tua esistenza, hai postato sul social. Cioè, sei sulla trentina, godi di una salute nella media (a parte acciacchi improbabili e lamentele da novantenne) lavori, forse hai un figlio e non ti sei giustamente ancora posta il problema di cosa succederà dopo.

Intendo dopo la tua morte, ma è ovvio, mica ci si pensa ai testamenti (per lasciare poi quale eredità se non qualche debito e un paio di Zanotti favolose che, da buona Cenerentola inacidita, auguri alla Genoveffa di turno di non riuscire ad infilare. Si arriva al pelo a pagare il mutuo e le bollette, come si può pensare già al loculo. Che poi magari in un loculo già ci abiti quindi aspetti nella speranza di poterti permettere qualcosa di meglio. Imbucarti in una cappella di famiglia al Monumentale, trovare un piano alto con vista, lontano da quella stronza che ti ha portato via il fidanzato al liceo. È presto per pensare a tutto ciò, è vero ci sentiamo meno immortali di una decina di anni fa ma ancora il rigor mortis è lontano.

Eppure Facebook ci mette davanti a questa scelta e ti offre la possibilità di nominare un contatto che possa portare avanti quell’accozzaglia di pensieri che sono il tuo diario sociale.

E chi nomino?

Uno fa di tutto per non sputtanarsi in vita e poi dovrebbe lasciare lo scettro a qualche frivolo compagno di bevute? Uno che magari ti ricorda un giorno sì e un giorno no di quella brutta figura che hai fatto quella volta che…

Quell’amico che posta foto per locali insieme, di quelle che al posto di dire “Cheese” stai dicendo “Chi non beve in una botta è un figlio di …” Con la faccia sbronza e l’ascella pezzata. Come fai poi dall’aldilà a dirgli di smetterla con quei fotomontaggi gif con le stelline? Ti devi per forza palesare come un poltergeist e sbattergli tutte le ante della cucina.

E se nomini quella che per tutta la vita ha fatto finta di volerti bene e che post mortem si vendica di brutto? Del tipo: “Eri una cara ragazza, anche quella volta che ti sei messa a fare pipì come un uomo ubriaca alla fermata del tram” oppure “Un cuore d’oro il tuo, ma davvero non pensavo tutta quella cellulite intorno”.

Oppure nomini un parente stretto per andare sul sicuro ma muori senza eliminare i post assurdi che hai scritto o quelle idiozie che hai condiviso, quelli che: “Cavolo se lo leggesse mio padre…”.

Basta non sia quello che poi scrive: “Se io avrei, ma pultroppo no c’è lo fatta”. Quello no! Che torno nell’aldiquà e te lo do sul coppino lo Zanichelli.

Il contatto erede non può leggere i messaggi privati, però può stringere nuove amicizie. Quindi se ne hai una quindicina in sospeso, perché di fatto non te ne frega una mazza di accettarle, stai pur certo che se muori tutte le richieste che hai snobbato da vivo avranno una chance per farsi i fatti tuoi.

Questa figura può anche cambiare l’immagine del tuo profilo e per un social non è poca cosa. E’ l’immagine pubblica che insieme alla copertina ti rappresentano, quindi bisogna riflettere attentamente prima di fare la nomination. Nel mio caso ad esempio se qualcuno mi affibbiasse una copertina coi Beatles mi rivolterei nella tomba. Come potrei accettare una cosa simile io che ho sempre tifato per gli Stones?

E se mi mettessero una di quelle immaginette col sorriso assente e con lo sfondo fotomontato azzurro nuvolato? Non posso rischiare; poi odio quegli sfondi kitsch, sono una che alla grafica ci tiene. Quelle robe con le galassie, gli unicorni, i fiori di loto, io in trasparenza che guardo sailcazzocosa….ecco no!

Poi perché un profilo sociale dovrebbe continuare ad esistere senza di te? Esclusi i personaggi pubblici, i quali profili vengono aperti più che altro a scopo di business, che senso avrebbe?

Dall’altra parte chi viene scelto come contatto erede magari non ha neanche voglia di impicciarsi in questa cosa. Magari più che un onore è un onere. Se poi è una donna tenete presente che deve già sobbarcarsi le chat di whatsapp dell’asilo del figlio 1, della materna della figlia 2, della rimpatriata con le amiche delle medie (che tanto non si farà), il/i suo/i profilo/i social…più le vostre notifiche commemorative.

Ma anche no!

Il contatto erede può anche creare un gruppo commemorativo, dove i membri possono condividere ricordi fotografici e aneddoti che riguardano episodi di vita insieme. Sai che gioia, di punto in bianco non si ha più il diritto di avere dei segreti tutti a raccontare di quando, dopo 10 rhum e pera, ti è uscita un’oliva dal naso, o di quando ti sei addormentata con un gianduiotto in bocca (ogni riferimento è puramente casuale). Magari peggio ancora, organizzano una cena commemorativa in uno di quei posti che detestavi come i giro pizza e gli all you can eat (tanto sempre shit you stai a eat)

Io non vorrei che qualcuno scrivesse al posto mio dopo la mia morte.

E se poi mi accorgessi di aver scelto la persona sbagliata?

Già intravedo i nuovi sbocchi professionali:

D “E tu che lavoro fai?”
R “Faccio il profile social stylist e ho appena concluso il master in “after death management”

 

Dopo il boom del wedding planning ecco il boom dei consulenti di stile per le pagine dei deceduti

Scherzi a parte, io vorrei che il mio profilo riportasse solo la mia playlist, perché quella sono sicura mi accompagnerà anche quando non sarò più nell’aldiquà. E tra tutte le mie preferite voglio che mi ricordiate (eventualmente) con questa:

Play that funky music, Wild cherry

Magari cantando in macchina a squarciagola anche inventando le parole (vedi “Play that fucking music”) oppure in mutande al sabato mattina mentre sale il caffè, proprio come piace a me.


 

[…] Yeah they were
Dancin` and singin`
and movin` to the groovin`
And just when it hit me somebody turned around and shouted
Play that funky music white boy
Play that funky music right
Play that funky music white boy
Lay down that boogie and play that funky music till you die
Till you die ,
oh till you die […]


 

No comments

  1. Se non sbaglio non si può scrivere status vero? Almeno hanno avuto la decenza di togliere questa opzione. La trovo molto macabra e soprattutto si ridicolidizza e strumentalizza una cosa così delicata, privata e dolorosa come la perdita di qualcuno. Anche io ne ho letti di status quasi giornalieri riferita gente, ormai defunta, non c’è bisogno di farlo sapere a tutto il mondo che si pensa a chi non c’è più e ti parlo proprio perché ho vissuto da vicino questo dolore.

    1. Non sbagli, il contatto erede non può pubblicare status a nome del defunto ma può accettare nuove amicizie e gestire le immagini. La trovo anch’io una cosa molto macabra. E non vorrei che anche in questo caso le persone ripieghino sulla vicinanza virtuale invece di rimanere al fianco di chi resta. Il limite fra intimo e pubblico è sempre più labile a volte. Un abbraccio virtuale ma molto forte per l’esperienza che hai vissuto. <3

      1. Chi resta va avanti perché la vita continua sempre e comunque. Bisogna andare avanti proprio per quelli che non ci sono più. La cosa che veramente mi rammarica è come si renda superficiale una cosa così importante, al di là della distinzione pubblico e privato.

  2. guarda assisto a profili di padri morti che vengono aggiornati dai figli, dagli amici… oddio mi da i brividi ogni volta. non so, mi sembra qualcosa di malato e macabro. Non mi piace per niente. Sono quella che ha blog, profilo social ma il dolore è mio privato e non lo pubblico. E’ mio. Punto.
    poi uno viva i propri sentimenti come vuole. 🙂

    1. Il dolore come dici molto bene tu dovrebbe essere un’emozione privata, così come la vicinanza dovrebbe essere un’azione da manifestare a chi resta in maniera reale. Questa cosa del rimanere virtualmente connessi è agghiacciante.
      Un abbraccio

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: