Ti loffo, storie d’amore e confidenza

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C’è un momento in cui il rapporto compie un passo verso la crescita. L’innamoramento cede il passo all’amore, che prende la ricorsa e varca quella soglia chiamata confidenza.
Una soglia così netta da essere riconoscibile, ma altrettanto sottile da non ricondurre ad una data o un momento preciso della vita di una coppia.
Capita dall’oggi al domani, senza preavviso e senza che una causa specifica faccia scattare il meccanismo.
Non un bottone, una leva, un trauma cranico.
Succede che una mattina due si svegliano e decidono, esplicitandolo o meno, che è ora di smetterla di trattenere le scorregge.

Sì perché il finale della storia lo conosciamo tutti ma dopo il vissero felici e contenti cosa succede?

Dopo le campane e i titoli di coda ci si lascia andare; si entra in confidenza.
Forse la prima congestione da conviventi o quella timida scorreggia, scappata mentre guardando un film ci si era appisolati sul divano, potevano sembrare il punto in cui il legame si era fatto profondo, intimo. Ma no.
Non è nemmeno il primo violentissimo virus gastrointestinale, con bagno cieco in condivisione e le scariche che rimbombano nel bilocale, a tracciare nella relazione la linea di separazione tra favola e realtà.

La confidenza spesso arriva con la prole.

I figli rivelano di cosa siamo fatti davvero: acqua, carne e aria.
[E lo dicono a tutti: parenti, estranei, vicini di casa, maestre d’asilo]
Quindi quale miglior occasione per farsi conoscere dal partner per quelli che siamo se non quello in cui non avremmo la forza di mentire. C’è già da lottare con le sofferenze fisiche, la privazione del sonno, gli sbalzi ormonali, l’emotività instabile e con una routine che ogni giorno gioca al gioco delle tre carte, come i delinquenti negli Autogrill.
Le energie sono poche, bastano appena a coprire le priorità: la sopravvivenza è una priorità, chiudere la porta del bagno non lo è più.
I tabù si sbriciolano come grissini su pasti arrangiati, a base di scatolette di tonno, rovesciate direttamente nel piatto.
Si tirano fuori le vestaglie di pile, che urlano mollami con ogni fibra sintetica della loro composizione. Ci si rassegna alla praticità del mollettone brutto (e anche inspiegabilmente costoso) del supermercato.
I perentori mai e sempre si piegano alla comodità dei mutandoni che non s’infilano tra le chiappe durante la notte.

Sono i figli la linea di demarcazione tra tenere le chiappe strette e scorreggiare a tradimento.

E se qualche volta ci si è giocati il jolly dando la colpa ai bambini, di eventuali loffe scappate senza preavviso, poi bisogna prendere il coraggio a due mani ed essere onesti, con se stessi e con il partner.
Anche perché i bambini crescono e ci infamano, a ragione.
È così per tutte le coppie, fidatevi. Non appena si sdoganano, le scorregge diventano regalini: un* sta lavando i piatti, l’altr* si avvicina al lavello e, invece di abbracciarl* teneramente, gliene molla una.
Ridono insieme, di gusto.

Allora diciamocelo che l’amore si nasconde nel difetto più che nella perfezione. Ché di quella ci si stanca, della simmetria un po’ ci si sente schiavi e l’ordine ci rende immobili.
E quando dell’altro si ama l’imperfezione si ama anche questo, (sulle imperfezioni ho scritto anche qui) e la scorreggia sotto alle lenzuola per scaldarti i piedi diventa un atto d’amore.

Ti loffo è la dichiarazione d’amore più bella del mondo. Come a dire: conosco il peggio di te e rimango, nella gioia e anche nel cattivo odore.


2 comments

  1. ‘I tabù si sbriciolando come grissini..su pasti arrangiati ..scatoletta di tonno rovesciata…”
    UPS…allora sono nel grande fratello
    Si è vero ..all’improvviso la virata…non si capisce il perché…
    Top gemelli

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