Composizione chimica di una Gemelli alla vigilia del sì

Venerdì 17 luglio 2015, il giorno prima del grande giorno. Sveglia presto, ci sono tante cose da fare, non trovo la lista ma non importa dai…so bene cosa manca.

Lo so talmente bene che arrivo al centro commerciale di zona e, di fronte alle porte automatiche, mi chiedo cosa diamine dovessi fare lì. Prendo un caffè così magari mi riporta un po’ di lucidità, “Bello quel costume. Ah è in saldo? Allora ne prendo due, uno nero e uno arancio fluo”. Ma ancora non ricordo. “Ah! Ecco l’intimo, mi manca l’intimo. Non posso sposarmi con le mutande taglio laser senza cuciture color nonna”. Fortuna che ci son 40 gradi così corro a casa lavo tutto e stendo al sole. Già che ci sono faccio un giro da Zara, per esorcizzare l’ansia due cose in saldo sono il top (non stiamo a guardare il capello, non erano due…diciamo un numero compreso fra 2 e 14). Basta me ne vado, devo correre a fare la spesa. Sindrome del “E se arrivasse la fine del mondo ed io fossi senza sfoglia gran spessore Buitoni?”

Fa caldo.

Ho comprato le tende nuove ma non ho fatto fare l’orlo, sono così lunghe che quella del soggiorno potrebbe tranquillamente fare anche da tovaglia per il tavolo da pranzo. Devo fare l’orlo! Vado in merceria e trovo quello rapido, da fare col ferro da stiro.

Un’ora e mezza per quattro tende.

Sono venute corte, e pensare che avevo deciso di comprarle nuove perché le precedenti erano state orlate troppo corte dalla sarta. Una maledizione, la maledizione dell’acqua in casa.

Sono alla seconda doccia, mentre mi vesto faccio un salto in mansarda a vedere come sta il mio abito da sposa. L’ho appeso alle travi per lasciare libera e distesa la coda. Sta bene, lo tocco ed è leggero come le ali delle farfalline che mi hanno occupato la pancia come i ragazzi di Macao.

Esco

Mi aspetta il parrucchiere, ultima piega e prova acconciatura prima di domani mattina. Poi di corsa a comprare un lettino gonfiabile per il pigiama party femminile di stasera.

Mi chiama Quasi-Marito

Ciao Amore, non è che per caso già che sei in giro mi compreresti mutande e canotta? Mi sono proprio dimenticato.

Arrivo dall’estetista, che ormai sto frequentando a giorni alterni per cerette, pulizie viso e quant’altro, pronta per fare mani e piedi. Tolgo le All-star, tra l’altro scarpa indicatissima per rovinare in un minuto lo smalto ai piedi, e mi accorgo di aver indossato il calzino al piede sinistro mentre al destro no. La povera estetista ride e non ci crede, per fortuna ho l’attenuante “Sai mi sposo…l’ansia”.

Ok dopo questa posso andare a casa a svaccarmi sul divano…no non è vero, ma mi piace pensarlo.

Vado a prendere Doppia T e andiamo a casa. Stefano dorme a casa di sua sorella, già mi manca. Arrivata a casa iniziano i preparativi: “Lì nel sacchetto ci sono le fedi e il cuscino, mettiamolo vicino alla porta prima che ce ne dimentichiamo, imboschiamo la pigna di roba da stirare che nelle fotografie non credo sia proprio una scenografia interessante, Thomas!!! Basta!!! Fai il bravo! Si dai mangiamo Mc Donald stasera, se non digerisco bevo una camomilla”.

Alle 2:00 si riesce ad andare a dormire, dopo un paio di gossip buttati lì giusto per non pensare all’ansia e con la consapevolezza di essere composta per il 65% di ansia, per il 20% di vuoti di memoria, per il 10% di figure di merda, per il 15% di…ecco vedi che i conti non mi tornano mai?!

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