Chiavenna: weekend su due ruote in famiglia

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Se mi avessero detto che sarei andata in montagna d’estate per scorrazzare in bicicletta non ci avrei mai creduto. Mai!

Mi sarei messa a ridere pensando che non poteva essere vero, quella con i piedi sui pedali non potevo essere io.
Io, le gambe al massimo le avrei messe sotto al tavolo. Gli unici movimenti rotatori in cui, al massimo, mi sarei potuta dilettare sarebbero state le forchettate di pizzocheri tra una sorsata di Sassella e l’altra.

Ma la vita si sa è truce e mi ha cambiata: mi ha reso astemia e intollerante al lattosio.

Così siamo partiti per un weekend alla volta di Chiavenna.

Siamo arrivati in hotel venerdì sera, abbiamo cenato in una pizzeria nei dintorni e, dopo aver fatto due passi (gli anziani dopo cena fanno sempre due passi) di corsa in camera a vedere settantotto puntate di Gumball sperando come al solito che i bambini si addormentino.

Sabato mattina sveglia presto dopo una nottata, trascorsa in quattro nel lettone, a chiedermi cosa mi spinga ostinatamente a prenotare la stanza quadrupla se poi i letti singoli servano solo ad appoggiarci i vestiti.
Mi rotolo giù dai 25 cm che mi sono concessi, sul bordo destro del letto e, senza risposte, mi preparo per la colazione.

Fuori dalla finestra il mercato sta silenziosamente prendendo forma, l’odore di pollo arrosto è il profumo ideale per iniziare il sabato.

Per questa giornata abbiamo noleggiato due e-bike e un carrellino dai ragazzi di Valchiavenna Bike, scovati in rete facendo ricerca sulle piste ciclabili adatte alle famiglie sul territorio.

Spulciando il sito, una risorsa preziosa che valorizza un territorio che anche in estate ha molto da offrire in quanto a escursioni (guidate e non) e ad esperienze enogastronomiche, abbiamo deciso di percorrere la ciclabile di Chiavenna: una pista ciclabile di 33 km di difficoltà bassa e pendenza dolce.

Riempite le borracce siamo partiti alla volta delle cascate dell’Acquafraggia

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Cascate dell’Acquafraggia, Piuro (SO)

Tra meravigliosi sentieri, freschi e profumati siamo arrivati alle cascate in un lampo. I bambini erano stupefatti, anche quelli grandi.
Le cascate si trovano a Piuro, a pochi km da Chiavenna, sull’itinerario della ciclabile seguendo verso il confine con la Svizzera.

Cascate dell’Acquafraggia, Piuro (SO)

La ciclabile è molto ben fatta, occorre prestare attenzione alla segnaletica nei punti di interruzione: ad esempio quando si attraversa un paesino, per non perdere il percorso, anche se devo dire che noi ci siamo felicemente persi più di una volta e non è poi così male.

Ritornando verso Chiavenna e scendendo verso il Lago di Mezzola ci siamo fermati per mangiare quei quattro kg di focaccia comprati al panificio di buon mattino.
Abbiamo scelto un bellissimo parchetto a Prata Camportaccio, proprio sul sentiero ciclabile, dove i bambini tra un boccone e l’altro hanno giocato come matti (nota di merito ai parchetti della zona. Tutti nuovi o tenuti egregiamente).

Prata Camportaccio (SO)

Ripresa la bici, abbiamo continuato verso il lago e dopo aver disceso qualche sterrato, guadato un torrente, salutato le mucche, siamo arrivati su una ciclabile silenziosa e pianeggiante. Non siamo arrivati al lago ahimè perché i bambini erano stanchi e la batteria della e-bike di mio marito si svuotava pericolosamente delle sue tacchette.
Tra Samolaco e Somaggia abbiamo fatto dietrofront.

Ciclabile Chiavenna-Lago di Mezzola

L’aver scelto la e-bike è stata davvero una manna, ci siamo trovati ad affrontare alcune salite, su asfalto e su sterrato, che, soprattutto Stefano che trainava il carrellino con la prole, avrebbe fatto davvero fatica ad eseguire con una muscolare.

Siamo rientrati a Chiavenna giusto in tempo per la merenda, il centro del paese è molto carino e oltre a bar e ristoranti c’è un parco giochi inclusivo davvero ben fatto. Interessante anche il museo storico dei Vigili del Fuoco, ma occhio a giorni e orari di apertura, noi non abbiamo fatto in tempo a visitarlo.

Chiavenna (SO)
Chiostro della collegiata di San Lorenzo, Chiavenna (SO)

Poi vabbè dopo aver preso molto caldo, ma soprattutto dopo tutta quella focaccia, rientrare alla base con qualche spintarella non è male.

Se si vuole provare qualcosa di tipico per la cena qui sicuramente non si può tirare dritto di fronte ad un crotto.
I crotti valchiavennaschi sono grotte naturali dove la temperatura resta costante grazie al sorèl: il vento che passando fra le pietre rende questi luoghi, oltre che molto suggestivi, perfetti per la conservazione di bresaole, formaggi e vini.

Segnalo il Crotto Ombra ma facendo una breve ricerca potrete trovarne moltissimi, tutti con i divini pizzocheri bianchi della Valchiavenna sul menù.

Inutile dire come ci siamo lanciati sul letto e raccontarvi la velocità con cui ci siamo addormentati.

Domenica mattina colazione alla pasticceria Mastai.
Mio papà è un cuore e conoscendo (e condividendo) il mio amore per i dolci ci ha segnalato questa pasticceria per la colazione e ragazzi: cosa dire?
Un tripudio di brioche freschissime, farcite con creme che vien voglia di assaggiarle tutte. Torte, croissant salati e farciti, frolle, paste e chi più ne ha più ne metta.
Qui abbiamo comprato i biscotti di Prosto, sono tipici e vanno giù uno dopo l’altro, che c’è il burro è vero ma sono senza uova.

(Non abbiamo immagini, ci siamo mangiati anche quelle)

Dopo questa meravigliosa colazione siamo andati al parco delle marmitte dei giganti. La particolarità di questa riserva naturale sono le marmitte: enormi buche scavate nelle rocce dall’acqua.

Marmitte dei giganti, Chiavenna (SO)

Prima di riprendere la strada verso casa siamo andati a fare un giro al parco Acqua Merla di Campodolcino.
Distante circa 20 km da Chiavenna, in direzione Madesimo, questo parco è piaciuto tantissimo ai bambini.
La particolarità è senza dubbio il percorso per le biglie. In cima alla collinetta infatti c’è la linea di partenza, dove si possono tuffare le biglie nel canale d’acqua. Curva dopo curva, galleria dopo galleria si arriva a valle dove le palline colorate si tuffano in una vasca una dopo l’altra.

Acqua Merla, Campodolcino (SO)

Tutto questo su e giù dalla collinetta ad inseguire le biglie mette fame e i ragazzi del chiosco lo sanno bene. Vuoi non farteli un paio di taglieri di salumi e formaggi con il sole sulla faccia e le montagne intorno, prima di tornare a casa?

(anche in questo caso perdonate la mancanza di immagini)

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