Chi è senza peccato scagli il primo pannolino

mamma esaurita

Mio figlio Doppia T sta per compiere tre anni

Quasi 1095 giorni di rivoluzione, di terremoti, riassestamenti, di scoperte e gioie semplici. Mesi durante i quali appena ci si abituava ad una routine subito arrivava qualcosa a darle il cambio: prima un nuovo dentino, poi le pappe, poi il lettino nuovo…come in un “un,due,tre stella!” dove vieni sempre scoperto e ti tocca tornare al punto di partenza e rifare la strada daccapo. Però c’è da dire che ogni volta la strada è più bella.

Sono mamma da quasi tre anni

E devo dire la verità, prima di avere Doppia T, sono sempre stata spaventatissima all’idea di perdere la libertà, una comune per chi condivide quello che è il meraviglioso segno dei gemelli. Ho sempre avuto paura di non sapere gestire una personcina dipendente in tutto e per tutto dalla sua mamma, me. Io che mamma forse mi ci vedevo poco, io che a volte scappo e poi ritorno, proprio perché nella mia indole mutevole e altalenante sapevo che quello sarebbe stato invece un punto fermissimo. Imprescindibile, con il quale non avrei potuto permettermi sbandamenti.

E non è stata facile in principio, non sempre rose e cuori, ho avuto e ho tutt’ora momenti di smarrimento durante i quali fatico a tenere il passo. Ma posso dire di essere fiera della mamma che sono, nonostante gli alti e i bassi, nonostante le corse a leggere il capitolo di turno del libro di Tracy Hogg, nonostante i triliardi di paranoie quotidiane per tentare (invano) di non sbagliare.

Il lavoro che ho fatto su me stessa è stato semplice: mi sono accettata, ho scelto di essere la mamma che sono. 

Ed è quello che consiglio a tutte le mamme, siate voi stesse perché la maternità è l’esperienza più bella della vita ma va vissuta davvero. Certo evviva i manuali e i confronti con le altre mamme, ma fate in modo di scoprire il vostro personalissimo modo di essere mamma e seguitelo.

Perché dovete sapere che ognuna è mamma a modo proprio e sarà facile a volte scontrarsi con i giudizi facili e superficiali da chi nemmeno vi conosce e forse non ne ha nemmeno l’intenzione.

Metti lo smalto sulle unghie? Sei una mamma che pensa solo a se stessa. // Te le mangi? Sei insicura e tuo figlio crescerà come te.
Vai in palestra o comunque tieni al tuo aspetto fisico? // Sicuramente toglierai del tempo prezioso a tuo figlio (poverino)
Tuo figlio ha 5 anni e tu hai ancora la forma fisica del post parto? // Sei una sciattona, dovresti curarti di più.
Tuo figlio mette le mani per terra? // Che schifo prendi subito una salvietta.
Pulisci le mani a tuo figlio se le appoggia per terra? // Guarda quella, le manca l’Amuchina…

La verità è che qualsiasi cosa tu faccia non andrà mai bene, quindi preoccupati di costruirti una tua sicurezza che esuli da questo tipo di accettazione altrui. Osserva tuo figlio e cerca di capire se stai facendo la cosa giusta.

Solo così puoi essere felice.

Solo così può essere felice.

Non so perché ci sia tutta questa cattiveria nel mondo delle mamme, questo voler imporre il proprio “essere mamma” come universale. Penso invece che dallo scambio si possano imparare delle cose, fossero anche solo delle canzoncine nuove.

Rassegnati alle facce sgomente quando pronuncerai: “Non lo allatto più” o al contrario “Io allatto mio figlio che ha due anni” oppure “Io voglio tornare a lavorare”, “Io voglio stare a casa e crescere mio figlio”. Non titubare, scegli ciò che senti sia meglio per la tua famiglia.

E rompiamo questo circolo a compartimenti stagni dove ci troviamo tutte contro tutte. Piuttosto parliamo e accettiamo anche le cose che noi non avremmo mai scelto di fare. Ché siamo tutte esaurite, tutte buone, tutte stanche, tutte fortunate.

Non serve giudicare il lavoro altrui per sentirsi brave mamme

Io non mi sento in colpa se voglio essere donna oltre che mamma, se mi metto lo smalto e se mi curo. Se mi sparo gli addominali sul tappeto di casa sperando quest’estate di avere la pancia piatta (almeno da sdraiata s’intende). Non mi sento in colpa se in macchina metto gli Stones a palla e ballo e canto con mio figlio. Neanche quando vado in palestra per sentirmi meglio. Forse è vero tolgo del tempo a mio figlio ma quello che resta è di qualità superiore, perché io sono felice e posso renderlo felice a mia volta. E poi con lo smalto i biscotti si possono fare lo stesso.

 

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