Caro Macaulay a Fuller è andata meglio

Scusate_i_film_di_natale

Ci sono cose che nel nostro immaginario restano sospese nel tempo

come polaroid scattate sull’ultimo ricordo che, pur essendo razionalmente lontanissimo, pare ancora aver bisogno di buio per svilupparsi.

Un po’ come quando apri la cartella “Vacanze al mare 2005”  sul computer e ti osservi: abbronzata, magra, con quel seno pre disfacimento da allattamento e pensi di non essere poi così diversa da quando avevi vent’anni. E invece no, fai tre passi con la stessa attitude di quella de “nel mio intimo c’è Chilly” e poi incroci lo specchio, di traverso, che smonta tutta la tua autostima ricordandoti che non solo non sei quella del 2005 ma non sei nemmeno abbronzata e se proprio vogliamo essere onesti hai pure un accenno di gobba. Forse col Chilly verde ti dovevi fare il bagno per intero, per cristallizzare la giovinezza con una crioterapia casalinga.

Eh no! Le cose cambiano eccome, ma c’è di bello che è una condizione universale. Le cose cambiano per tutti (il botulino e il retro di Belèn non valgono) tutti i visi si segnano, tutti i seni perdono tono e tutte le chiappe prima o poi chiederanno un po’ più di spazio nei jeans.

E allora cosa fai per tirarti su il morale? Ti butti sul divano, metti su uno di quei film che al tuo lui non piacciono perché nessuno si spara, si mena, non ci sono mitragliette, bombe a mano e tric e trac. Tanto lui non si può mica ribellare, già dorme, perché nel suo personalissimo percorso verso il declino non ha incontrato la cellulite ma la narcolessia giovanile associata a roncopatia da digestione.

Siamo a Natale, perché non riguardarsi il film che per antonomasia ti riporta alla tua infanzia?

Ma sì, godiamoci “Mamma ho perso l’aereo”.

Uno di quei classici natalizi che contribuiscono a creare quella famosa magia, quella voglia di famiglia e di risate leggere sul divano con i calzettoni di lana. Tutto è sempre come lo ricordavi: la mamma Kate col suo ciuffo laccato e i suoi tailleurs con le spalline, lo zio Frenk così bisbetico, il fratello stronzo Buzz e poi c’è lui, Kevin: il bambino più bello, più biondo e più furbo degli anni 90.

E mentre la pellicola volge al termine fai l’errore più grande digiti una googlata che cambierà per sempre quel cassettino della memoria nel quale hai rinchiuso il piccolo Kevin che la sera di Natale mangia, tutto solo, maccheroncini precotti al formaggio.

Tre parole:

 

google scusate sono una gemelli

 

macaulay culkin scusami

 

La tua reazione è la stessa della scena del film in cui Macaulay si spalma il dopobarba del padre sulle guance.

film di natale mamma ho perso l'aereo

 Kevin ma che diamine hai combinato? Sembravi destinato a diventare l’asciuga lacrime delle adolescenti e lo strappa mutande delle milfone. Hai trentacinque anni e Joe Pesci con la chierica e il dente d’oro pare fresco di esami di maturità al confronto. Capisco che il successo ti abbia sbattuto in un mondo strano, senza cartine (perché con quelle ci hai rollato pure il rosmarino) dove probabilmente ti sei smarrito. Però caspita!
Sono felice oggi di leggere che tu ti sia ripreso…per me però non è stato così, non mi sono ancora ripresa.
Una cosa però me l’hai confermata ed è che il tempo passa su tutti gli orologi, le pagine dei calendari di Frate Indovino le strappano anche le star e non sono solo le nostre pance a farsi più tonde e i culi più piatti e mai viceversa (come speriamo ogni giorno che facciano) anche voi siete irrimediabilmente umani, anche voi siete soggetti a cedimenti.
Tiè
Ps. Polka polka polka…

Pps. A Fuller è andata assai meglio, googlate per credere.

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: