Buongiorno è Ikea, intende venire a prendere suo figlio?

*questo post è da leggere con la dovuta dose di ironia, nessun bambino è stato maltrattato per la redazione di questo post, astenersi mamma perfette, pseudo-perfette e sul perfetto andante…tanto lo so che vi mettete le dita nel naso.

Doppia T ha compiuto tre anni!

Può sembrare non cambi niente dal secondo al terzo compleanno, in realtà questo step segna un traguardo importantissimo, al pari di una piccola maggiore età. Tante, da non riuscire a godersele a pieno, le tappe fondamentali di questo periodo. Un momento assai ricco di scoperte e di condivisione, dove il linguaggio sorprende con nuove parole le nostre orecchie.

Ma ci sono cose che cambiano davvero da un giorno con l’altro e che nessun manuale vi riporterà apertamente, ad esempio:

Dai tre anni un bambino è sufficientemente grande per essere lasciato nell’area bimbi di Ikea.

Perché diciamocelo pure ad alta voce, andare da Ikea con i bambini è snervante, e lo è per entrambi. A maggior ragione se sono in quella fase tipica del secondo anno dove tutto è fonte di enorme curiosità e stimolo per la sperimentazione fisica (vedi lancio di oggetti, salto sui e dai letti, aggancio ai lavabi con dondolamento). Pensate invece alla tranquillità nel salutare dalla scala mobile il vostro piccolo Attila mentre vi accingete a prendere la borsa gialla con in mano la vostra lista degli acquisti. Ecco, questa è una sensazione che, spenta la terza candelina, è alla portata di tutte noi.

ikea milano

Prendere appunti, fare foto agli allestimenti, scrivere codici, annotare misure, sedersi sui divani….con la calma e senza alzare la voce, senza castighi messi in scena in case di cartongesso, senza ricatti e cioccolatini e senza improvvise pipì. Ci si potrebbe ubriacare di succo alla mela al bar o fare indigestione di polpette svedesi, quelle con la salsa oscena. Sento già il brivido di adrenalina che corre lungo lo schienale.

Avere accesso allo spazio bimbi non è poca cosa dato che, di norma, i bambini all’Ikea sono gestibili quanto i capelli crespi a Milano a novembre. L’idea di andare a comprare la fodera del divano (che già di base ricordarsi il nome è un’impresa titanica) senza sbagliare perché troppo intenta a tirare giù per i piedi Doppia T dai divani letto, mi fa riassaporare la libertà. Quella sensazione di vento tra i capelli come quando ti fermi ad annusare tutto il bancale di candele “brezza marina”. 

ikea con i bimbi

Ikea è un posto che richiede calma, concentrazione; bisogna essere sicuri che la scarpiera abbia davvero quei 60 cm di spazio di cui necessita e che le dimensioni dell’imballo siano compatibili con il bagagliaio dell’utilitaria perché a volte non lo è e lo scopri troppo tardi (vedi qui). Bisogna riflettere e avere tempo, disegnare infinite composizioni Besta per il nuovo salotto in altrettante finiture. Tutto questo non si può fare con un bambino urlante convinto di essere il nuovo visual della zona espositiva delle sedute che si mette a spostare sedie e sgabelli strappando copie del catalogo in prestito e disseminandone i trucioli come Pollicino.

Come si può godere di quelle botte di creatività improvvisa che ti prendono di fronte a bilocali allestiti in 13 mq. perfettamente attrezzati e funzionali che a confronto il mono di Pozzetto ne “Il ragazzo di campagna” era roba da dilettanti. Non si può prestare attenzione al piccolo mentre apre e chiude sportelli e cassetti (con e senza dita dentro) cercando nel frattempo di segnare quei maledetti codici a nove cifre che ti garantiscono di portarti a casa non solo il mobile giusto ma anche nel colore desiderato.

Non puoi tornare indietro se non lo hai segnato perché Ikea ha un percorso segnalato da frecce ben dipinte a terra e con un bambino di due anni è già tanto se ci si ricorda dove si ha parcheggiato l’auto. Avete mai notato come ti guardano le persone se cammini contromano? Non si può, non si salta di palo in frasca ne tantomeno di Billy in Ektorp. Se ti sei dimenticato di fare una fotografia a quel soggiorno, sì quello con la parete del colore che tanto starebbe bene a casa tua e con quelle mensole che sarebbero perfette per i tuoi quattro libri o ti munisci di tappeto gioco, utilizzandolo come ariete di sfondamento e ti butti tra la folla o ti rifai il giro passando dal Via.

Ma dal terzo compleanno la musica cambia, basta corse su e giù. Io ti mollo allo Småland!

Parcheggiamo, prendiamo l’ascensore ti togli le scarpe e, mentre giochi beato, mamma cambia le tende della camera e si ubriaca di tè al pino. Poi mammina ti viene a riprendere odorando come se si fosse lavata con quel bagnoschiuma maschile con la pigna al posto del tappo.

ikea tè al pino

Basta arrivare alle casse sudati fradici e sull’orlo del divorzio lampo.

E’ semplice, basta un documento di identità, si accetta il regolamento ed è fatta. Attenzione però, le regole sono molto severe. Nel caso vi stiate facendo strane idee il genitore non può abbandonare la struttura; non è che mentre vostro figlio fa scorta di stafilococchi voi andate a prendere la macchina e a farvi la manicure. No, no, no! Al primo segnale di insofferenza o di nostalgia verrete chiamati dal personale, conoscendo mio figlio non so nemmeno se riuscirei ad arrivare alla cesta dei sacchetti gialli. E’ fatto divieto anche di portare nell’area gioco bimbi affetti da malattie infettive o con ingessature, stampelle e quant’altro. Ora, mi chiedo perché l’abbiano scritto, è ovvio. Tuttavia se lo hanno fatto significa che qualche genitore, col figlio segnato dalle pustole della varicella, abbia provato a mollarlo giù a grattarsi nella vasca di palline colorate seminando croste in giro.

Detto questo dal momento di accesso allo Småland avrete un’ora e mezza di tempo per i vostri acquisti, tempo prezioso che, se come me siete sempre carenti di sonno, potrete passare riposando comodamente in una delle camere da letto esposte.

Questi tre anni profumano di libertà e truciolato, di impronunciabili ricette svedesi e pessime brioche integrali ai frutti di bosco.

4 comments

  1. Come solo un’ora e mezza??? Io da sola ci metto almeno tre ore quando faccio il giro all’Ikea, più ovviamente tappa al bar o ristorante. E poi perché non si possono lasciare anche i fidanzati? Non è affatto giusto 😉

    1. Sai che sul regolamento dello Småland c’è scritto che i genitori non possono lasciare la struttura? Qualcuno ci avrà sicuramente provato 😀 Magari lasciando lì marito e figli.

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