Post motivazionahahahahale per riprendere le buone abitudini

motivazione buone abitudini

È il 1 aprile e sono qui che scrivo la bozza di un post su come riprendere le buone abitudini; la guaina che promette il miracolo sulla pancia mi rende fiduciosa che le otto cucchiaiate di Nutella, che mi sono appena infilata in bocca, non siano un problema. Cucchiaini piccoli, da caffè, per sentirmi meno in colpa, anche se avrei potuto riempirne uno solo da minestra, e lanciare il barattolo lontano, che probabilmente avrei fatto meno danno. 

In sottofondo Eye of the tiger, la colonna sonora di Rocky I, mentre ripulisco per bene quello che ho deciso sarà l’ultimo dei cucchiaini. Penso a Stallone che si allena a Philadelphia e ai suoi piegamenti con una mano dietro la schiena, roba che se provassi io come minimo mi si incasserebbero i gomiti dentro ai polsi dando vita ad un’unica articolazione.
Rivedo la scena di lui che corre dappertutto fino ad arrivare in cima alla scalinata del Philadelphia Museum of Art e, con la felpa grigio mélange pezzata a dovere, alza le braccia soddisfatto; ai piedi un paio di Converse. Raga non si può correre con le All Stars neanche in corridoio. Dal bagno alla cucina son già due vesciche per piede: una sul tallone e una sulla parte esterna del mignolo.

Questa cosa mi consola, quasi quasi ci scappa un altro “ultimo” cucchiaino.

Mi gasa sempre questa canzone. Anche se devo ammettere che Maria De Filippi ha rovinato in parte questo effetto. Superati i primi quaranta secondi riesco comunque a dare una manata alla mia nuvoletta con la De Filippi e a tornare al sudore di Stallone.
Tuttavia oggi i Survivor non riescono a caricarmi nemmeno per alzare il culo dal divano, figuriamoci fare i contorsionismi per mettere il top sportivo.

Per un anno mi sono allenata con una frequenza di 5/6 volte la settimana. A volte 7. Mi è servito per tenere immacolata la mia fedina penale durante questi tempi davvero tosti, devo ammettere però che sto iniziando ad accusare il colpo. 
Non riesco più a trovare la determinazione, la forza di volontà per essere costante. Va bene un giorno, due al massimo; generalmente già al mercoledì sono al punto in cui prendo i biscotti a manciate dalla confezione.

Al giovedì, con i gnocchi, ho già sfanculato tutto.

Inizio a capire a cosa si riferisse la Zit nella Newsletter di qualche settimana fa (se non sei iscritta puoi farlo qui, te la consiglio) quando raccontava della Ego Depletion ovvero la capacità ridotta di esercitare forza di volontà e concentrazione dopo periodi di carico cognitivo prolungato. L’energia mentale infatti non è una fonte inesauribile dalla quale attingere in continuazione, non si può resistere per un lungo periodo senza mai recuperare le forze.

Insomma dopo un anno passato a tenere duro chiuse in casa altro che buone abitudini; è già tanto che non passiamo il tempo prendendo la rincorsa per sbattere tutte le dita dei piedi contro gli spigoli.

Mangiare bene e fare attività fisica fa stare bene, lo sappiamo. È dura prendere il giro ma i benefici sull’umore sono davvero tanti. Il sonno migliora, la mente è più pronta e concentrata, l’atteggiamento più positivo. E conosciamo anche quanto sia importante tenere alto l’umore in questo momento.

Ma come si fa a riprendere in mano le buone abitudini?

Non lo so, la verità è che non c’è una ricetta, un libretto con su scritte le istruzioni. Ogni piccola o grande modifica che decidiamo di affrontare sulle nostre abitudini parte soprattutto da noi e lo fa nel momento in cui sentiamo che qualcosa non va; in quel momento, di solito, siamo propense a prendere un impegno per migliorare la nostra condizione. Diffidiamo dalle spinte motivazionali che arrivano dall’esterno, dalle challenge di trainer (trainer?) con fisici pazzeschi (spesso per mano di altre cose), top e leggings coordinati e code di cavallo perfettamente laccate, i baby hair pazzi sono recensioni silenziose a cinque stelle. Stiamo alla larga dai prima e dopo che puzzano di filtro fluidifica su Photoshop.

Per quel che ne so partire a piccoli passi è una formula vincente, nessun cambiamento duraturo si applica con metodi drastici.

È importante scegliere un’attività in linea con il nostro stato fisico e di salute, iniziare e farsi male non ci porterà da nessuna parte, e che ci coinvolga. Non fissiamoci troppo sulle tendenze fitness del momento, sperimentiamo attività diverse per capire di cosa abbiamo bisogno in questo momento: aerobica per sfogare la tensione, allenamenti di forza per sentire il corpo potente, passeggiate, corsa (per la corsa se parti da zero ti consiglio di iniziare da un programma come questo e di comprare scarpe adatte, non fare come Rocky), allenamenti che rimandano al mondo della danza. C’è molta varietà on-line, ma occhio alla fuffa di cui sopra.
Fissiamo obiettivi verosimili e sostenibili, partire a bomba non ci garantirà di arrivare prima, anzi probabilmente nemmeno di arrivare.
Cerchiamo di mangiare meglio, meno cibi pronti, scegliamo alimenti freschi e prepariamoli in maniera semplice. La bella stagione sull’alimentazione a me dà sempre una gran mano.
Una cosa per volta è un consiglio da ripetere come un mantra al bisogno.

Non concentriamoci troppo sui risultati ma sul benessere che proviamo. Se ci sentiamo meglio continuiamo così. Se non proviamo benefici dopo qualche tempo aggiustiamo il tiro.

I risultati arriveranno (e per risultati intendo estetici e psicologici) e, per chi come me è sempre stata incostante, saranno la spinta che serve a diventare costanti.
Il tempo che ci stiamo dedicando non deve essere una tortura, certo costerà fatica, ma deve restituirci benessere.

Per gli allenamenti sono una fedelissima allieva di Sara, Postura da Paura da ormai un anno e mezzo. Se non conosci il suo programma puoi fare una prova di 5 giorni sul suo sito. Alterno i suoi allenamenti alla corsa o alla camminata veloce, sono in cerca anche di qualcosa che abbia a che fare con la danza, no zumba e compagnia perché non è il mio genere.

Per il resto mi sento di chiederti di non essere troppo dura con te stessa, soprattutto in questo momento. La stanchezza di cui abbiamo parlato prima è reale, siamo tutte provate quindi cerchiamo di non prenderci a bacchettate sui dorsi delle mani quando scappa il biscottino in più, la cucchiaiata di Nutella a tarda notte, o quando non si riesce proprio a finire la serie. Non è questo di cui abbiamo bisogno.


Qui il video di Eye of The Tiger dei Survivor. Guardalo e sono convinta che brucerai l’equivalente di una lezione di spinning ridendo. Le pettinature sono epiche, merita anche la scenografia con i sacchi neri della monnezza mossi dal vento sul finale. Capolavoro il rallentatore sui capelli sudati del tastierista dagli occhiali a 32 pollici (mio preferito).

2 comments

  1. Mitica Francesca…si tanto..TANTO stanchi!che quasi hai vergogna e pudore nell’ammetterlo
    Avevo iniziato …ho smesso …e ho ancora RIINIZIATOcon allenamenti …comprato 2 libri..staremo a vedere!
    È una lotta..voglio continuare a conquistare la mia vita!
    Grazie ancora per questo bellissimo post

    1. Piano piano Angela, cerchiamo di non chiederci troppo. Il discorso Ego Depletion secondo me è centrale. Abbiamo tutti bisogno di ricaricarci con cose (esperienze) positive. Abbracci

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