La besciamella va su tutto

 

Quello appena passato è stato un weekend da tachipirina e copertina, complice il bruttissimo tempo che ahimè ha fatto ancora molti danni, io l’Ammore e Doppia T siamo stati praticamente chiusi in casa.

Odio stare a casa, cioè odio stare a casa quando devo starci per forza.

Come quando io e Doppia T abbiamo avuto la varicella, a maggio dello scorso anno, prima io e poi lui. Un mese intero a casa a grattarci di nascosto l’uno dall’altra e a mangiare le peggio schifezze per tirarci su il morale.

Ieri, dopo due giorni interi senza metter piede fuori, Thomas il Terribile stava dando il meglio di sé: viaggiava per casa sbattendo la schiumarola ovunque. Ha sradicato il quadro di Diabolik  rischiando quattro punti di sutura in testa, si è schiacciato le mani più e più volte aprendo le antine proibite della cucina il tutto piangendo senza lacrime tre minuti consecutivi ogni cinque dalle sette della mattina.

A mezzogiorno la mia influenza se l’era data a gambe era stufa e non ne poteva più, era più debilitata lei a stare a casa mia con Doppia T in azione di me con la febbre a 39°, così ci ha ripensato e si è congedata. Data la mia impossibilità a stare male come impongono i cliché: sul divano, in tuta, con calzettoni e copertina guardando film o programmi scemi alla tv buttando qua e là una lamentela, ho deciso di fare la pasta al forno.

Perché è vero non è domenica senza la pasta a forno.

Una volta facevo le lasagne: mettevo su il ragù la mattina, lo facevo cuocere piano piano, poi la besciamella, poi…poi avevo tempo. A volte tiravo io la sfoglia, se mi vedeste ora non mi credereste mai.

Ora ho un escamotage per fare scena a tavola anche con quei due neuroni che mi sono rimasti. Faccio la pasta al forno alla paracula, praticamente faccio una pasta al sugo e basilico che alterno poi a strati alla besciamella e al grana in una teglia, faccio gratinare al forno a via. Il bello è che gli ingredienti li hai sempre in casa, a volte ho anche il sugo nel freezer, a volte il grana lo gratta il mixer, praticamente io mi prendo il merito.

Quando arrivo a tavola con questa pasta penso davvero che al pranzo della domenica dovrei dare più importanza. O forse dovrei fare più spesso la besciamella e metterla un po’ ovunque, perché è lei che rende una semplice pasta al sugo una pasta al forno.

Credo che se mi chiedessero il cibo al quale non potrei mai rinunciare risponderei di certo: la besciamella.

Ok non è un alimento, è un insieme di grassi animali con farina, noce moscata e sale ma l’avete mai mangiata a cucchiaiate dalla pentola? Quando cucino un piatto che ce l’ha come salsa di accompagnamento per me diventa: besciamella e crespelle, besciamella e pasta al sugo, besciamella e funghi. E’ lei il pezzo forte, quello da duplicare le dosi della ricetta perché magari vien troppo poca, da restare incollati al forno ventilato mentre gratina e fa la crosticina col grana.

E non vale comprarla, no! Ci vuole poco a farla (soprattutto se il latte lo unisci già caldo al roux) ma sarà tremila volte più buona.

Ogni volta che io e l’Ammore torniamo da qualche viaggio amiamo trovare una bella teglia di lasagne ad aspettarci, fa subito casa, fa subito festa. Roba che parteciperei a Masterchef della prossima stagione solo per rispondere a Chef Barbieri come si prepara la besciamella, lui ci tiene moltissimo. Poi verrei sicuramente eliminata da Bastianich che rivolgendosi a me direbbe: ” Fato tu questuo? Stai diludendo mio cane”. Ecco vorrei evitare il lancio del piatto almeno.

Io besciamellerei tutto: dal pranzo alla cena agli spuntini.

E non provate a propinarmi le versioni light, senza burro, senza latte, senza pentolino. Certe cose vanno mangiate così, non hanno la versione light. Qui ci vuole il tocco di burro, non l’olio di oliva, ci vuole il litro di latte intero, non bevande alla soia, altrimenti avete sbagliato ricetta e fidatevi, rimarrete frustrati perché non esiste una besciamella light che sappia di besciamella.

Chi non conosce la favola di Hansel e Gretel, due fratellini che, golosi di caramelle, hanno rischiato grosso. Ecco io la casetta della vecchia stronza non me la sarei filata di striscio, sarei corsa a farmi ingrassare il fegato alla casa di fianco, quella pro colesterolo cattivo, quella della besciamella. Tutta bianca con la crosticina della gratinatura sul tetto. Mi sarei fatta volentieri rinchiudere lì a coltivare i trigliceridi a gruppi di 500, sarei morta felice.

Complimenti Francesca, su 850 parole hai nominato besciamella 11 volte, you win!

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