Architettura e bambini

Per noi non c’è il bianco e il nero, c’è solo il bianco. Ci si accappona la pelle a sentire parlare di angoli smussati o più in generale di cose tondeggianti. Odiamo i mobilieri e i loro progetti per principio. Abbiamo delle fisse da “allineamento delle cose nello spazio” che neanche tetris è abbastanza. E se il cliente, giustamente, limita la nostra escalation verso la follia (coi soldi suoi) ci sentiamo colpiti nel profondo del nostro ego.

Siamo architetti

 

Questo non vuole essere un post sull’architettura

o sul design, che riporta le ultime tendenze in fatto di interni, con tanti bei consigli su come arredare la cameretta del vostro pupo o su come creare per lui il miglior spazio giochi. Questo post è una presa di coscienza su quanto siamo abili, noi addetti ai lavori, a complicare e a complicarci la vita.

La mia professione è una delle più belle e creative del mondo: modellare gli spazi attorno alle persone, per rispecchiarne la loro personalità, attraverso il proprio stile è di gran lunga uno dei mestieri più gratificanti che si possano scegliere ma devo ammettere che spesse volte facciamo l’esatto contrario di ciò che dovremmo, rendendo difficilissime delle cose in origine così semplici.

Mi spiego meglio

Voi, madri o future madri che vi rivolgete agli architetti per farvi fare il progetto di casa vostra, avete tutta la mia comprensione. Ora che mi sono trovata ad essere il committente di me stessa mi sono resa conto di quanto siamo rimbambiti, quindi per aiutarvi a riconoscere i picchi di idiozia del professionista ho stilato un elenco che spero possa tornarvi utile.

Tra le proposte progettuali più gettonate troviamo:

PAVIMENTAZIONE

Parquet ovunque, come se non ci fosse un domani, anche in bagno come se il legno fosse noto per le sue caratteristiche di idrorepellenza e resistenza alle macchie di unto. Perché l’architetto ve lo proporrà, vi dirà che “ormai la piastrella è superata, che “basta che asciughi quando fai il bagno” perché “crea continuità tra gli spazi“. Rispondetegli che se il bagno lo fa un duenne che si sente Jack Sparrow, dopo tre mesi il caro listellone di rovere spazzolato con finitura ad olio prenderà la forma di un portafrutta da mettere a tavola.

SANITARI E LAVABO

Vi prego non cedete alle lusinghe dei lavabi in appoggio, se lo fate allora pensate ad un secondo bagno/lavanderia da usare nel quotidiano, perchè ogni volta che vi laverete il viso ma soprattutto quando farete un bidet al nano, schizzerete acqua ovunque. E non fatevi convincere dal folle che vi dice “va beh lascia li un panno e poi asciughi” perché farlo dieci volte al giorno anche no, oppure chiedete a lui se sarebbe disposto a farlo per voi.

PIATTO DOCCIA

Quando l’architetto vi farà vedere lo splendido piatto doccia acrilico a filo pavimento che ha pensato per voi siate fermi e rifiutate. Perché i bambini crescono e poi vogliono fare la doccia con voi (e più avanti la faranno da soli) e a meno che non siate amanti del doppio axel lasciate stare piatti doccia scivolosi come piste ghiaccio. Io che ce l’ho vi assicuro che con gli animaletti antiscivolo perde tutto il suo fascino.

SCALE INTERNE

Non fate come me, scegliete una casa al piano, senza scale. Perché il “ritornerò subito in forma dopo il parto” si trasformerà in “nuooooo l’ho dimenticato su?” e poi vi dovrete riempire di cancelletti in quantità da ippodromo del galoppo, che puntualmente quando sali con le solite trecento cose in mano (figlio-cesta dei panni-vestiti-peluche inseparabili-biberon-aspirapolvere) non riesci mai ad aprire.

E se purtroppo le scale ve le dovete tenere per favore non fatevi tentare dalla chiocciola o dalla tipologia di scale chiamata “without“, ovvero:

  • without corrimano
  • without alzata
  • without parapetto

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VETRO

Evitate come la peste le pareti in vetro, a meno che non vogliate che siano sempre decorate da mani-uovo kinder  (e non dite “mio figlio quelle schifezze non le mangia” perché vi vedo) oppure in casi peggiori che siano la finish line delle corse serali di vostro figlio. E date retta, che sia satinato o trasparente sarà sempre una fregatura perché il trasparente si vede che è sporco anche se con una passata è pulito e il satinato copre meglio le manate ma è un’agonia da pulire. Evitate anche i tavoli di vetro per ovvie ragioni.

CUCINA

Quando vi proporrà la cucina bianca laccata sappiate che spenderete l’ira di Dio in Quasar vetri. Non che chi ce l’abbia in altra finitura possa evitare di pulirla, solo è meno evidente l’impronta della bocca al sugo del figlio sul portellone lavastoviglie. Le tendenze in auge sulle cucine vi verranno in aiuto perché per adesso va il forno in alto, sarete quindi al sicuro dal cuocere giocattoli di varia natura insieme alla lasagna.

ARREDAMENTO

Per non saper né leggere né scrivere sarà ovvio ma non scegliete divani bianchi, occhio ai tappeti persiani (che con i biscotti smangiucchiati stanno una meraviglia), divisori scorrevoli che non possono essere fermati.

 

Detto questo mi piacerebbe sapere se qualche architetto vi ha fatto qualche altra proposta “indecente” in tal caso mi scuso a nome della categoria.

Immagine in evidenza: Doppia T che straccia un progetto di mamma durante una riunione importantissima.

 

No comments

  1. Grazie per tanta saggezza nei consigli su come arredare una casa con bimbi: mi fai tornare la fiducia nella categoria!
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del tavolo da pranzo posto di fronte alla porta d’ingresso.
    Per me è un’ ossessione e anche in 50 mq. andrebbe evitato come la peste…
    (Al parquet sul pavimento del secondo bagno però non si può resistere 😉 )

    1. Non l’ho scritto nel post ma da buona Archibabba ho il parquet ovunque…anche in bagno. E sto quasi raggiungendo il livello “portafrutta”.
      L’ideale sarebbe creare una zona ingresso che funga da filtro tra l’esterno e la zona pranzo, ovviamente se ci sono i presupposti, quindi concordo con te!
      Un abbraccio grande 😉

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