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Saldi

Sono iniziati i saldi ed io, come ogni anno in questo periodo, mi rendo conto che non sono fatta per questo speciale evento.

Ci ho provato giuro ma proprio non ce la faccio a farmi piacere la fila al freddo per entrare nei negozi. A maggior ragione dopo le fatiche per accaparrarsi i regali da mettere sotto l’albero. E non è che poi una volta entrati la situazione migliori, ho visto donne odiarsi per l’ultima “Medium” da Zara, disposte a tutto pur di chiudere quella zip e non darla vinta a quella che fuori dal camerino stava giurando loro guerra con una cintura borchiata. Ho visto ragazzine comprare magliette bianche macchiate di fondotinta color Terra di Siena solo perché ribassate al 70%. Ho preso gomitate sul costato al tavolo delle occasioni che mi hanno fatto desistere dalla voglia di comprarmi un maglioncino a 19.99 euro.

Non sono nemmeno brava nella pianificazione degli acquisti, non sono come quelle che un paio di giorni prima si fanno il giretto e guardano i prezzi, chiedono informazioni sulla scontistica prevista e sull’inizio ufficioso dei saldi per poi tornare con le idee chiare e con uno shopping plan preciso.

No, io giro in balia di me stessa, guardando ciò di cui ho gli armadi pieni e se per caso acquisto qualcosa i casi sono due:

  • è della nuova collezione

  • lo sconto era finto

Ma l’importante è fare degli acquisti che ci rendano felici. Infatti ecco perché con i saldi non compro quasi mai. Perché sono momenti emotivamente delicati dove la folla, le luci dei negozi, le botte freddo-caldo tra dentro e fuori dai negozi e la competizione femminile mi fanno arrivare in cassa con dei capi che non vedranno mai la luce fuori dall’armadio. Cose che quando le tiri fuori dal sacchetto puoi solo esclamare: “Ma che cazz ho comprato? Ma non era di questo colore prima! Ma che taglia è? Una xs? Non ci entrerò mai!”.

Sì, quegli acquisti che: “Magari un giorno mi viene voglia di colore”, “Adesso questo vestito non mi entra ma è il giusto spunto per dimagrire”, si certo. Capispalla che le amiche, quelle vere, non dovrebbero neanche permetterti di provare perché troppo glitterati, troppo floreali, troppo in ecopelle.

Vorrei capire poi cosa succede tra Natale i primi di gennaio. Da meravigliose vetrine e layout ricchi di outfit meravigliosi  a: “Ma siamo dai cinesi?”. Roba piegata manco a parlarne, ripiani che esplodono, pile di maglie che puzzano di magazzino, camicie stropicciate e senza bottoni. Dove finisce la roba bella tra Santo Stefano e il sette gennaio?

Voi direte che in alcuni negozi è ovvio che i saldi siano sinonimo di confusione, disordine e capi di discutibile valore, ma la realtà è che nei negozi prestigiosi la parola saldo non esiste e se per sbaglio ci si azzarda a pronunciare l’oltraggiosa parola state certe che la store manager oltre ad alzare il suo meraviglioso sopracciglio pettinato e folto al punto giusto esclamerà: “Questo capo è della nuova collezione.” E il punto sarà scandito da un lentissimo battito di ciglia usato per tornare ad osservare il pos e schifare la vostra volgarissima domanda assieme al bancomat dal plafond limitatissimo.

Perché diciamoci la verità, anche le commesse ne hanno abbastanza di queste orde di donne alla ricerca di non si sa bene cosa basta che costi poco e mi sfini la figura. Sono loro le prime a chiedersi come possano ancora credere nei saldi, quelli veri. Loro che se i saldi esistessero davvero le cose belle se le porterebbero a casa, mica le lascerebbero a noi.

Credo di averne incontrata una di queste quando ho comprato un rossetto da Sephora. Si è chiaramente vendicata di tutto il genere femminile con cui è entrata in contatto da metà dicembre ad oggi altrimenti non si spiega come abbia potuto vendermi un rossetto rosso che non viene più via. Lunga tenuta è un conto, semi-permanente è un altro, l’ho provato una volta arrivata a casa e assieme al colore mi è venuto via il labbro superiore.

Ma volete mettere comprarsi qualcosa in tuta, senza fare code in cassa e senza litigare con i sempre più deformanti specchi dei camerini. Non resta che aspettare che arrivi il corriere come sempre struccate e spettinate, tanto lui non alzerà nessun sopracciglio.

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