Un’estate di prime volte

On Air: Mille galassie, Cesare Cremonini

Ore 9.00 di una mattina di tiepida primavera, in auto verso la solita routine di città. Una canzone alla radio in un secondo ti porta indietro di due estati, più veloce di un treno, di un aereo, di un album di fotografie. Ricordi così nitidi da offuscare la realtà.

Di colpo ti ritrovi lì, proprio in mezzo alle emozioni più belle.

Agosto 2013, Marina di Campo, Isola d’Elba.

Al bagno “Da Sergio” il nostro preferito, un tramonto dei tanti, sulla spiaggia con la sabbia calda tra i piedi ma che non scotta più; una maglietta leggera sopra al costume e i capelli ancora umidi e arricciati che sanno di sale. Una birra fresca e due patatine, questa canzone che sembra accarezzarci, noi due su un solo lettino a guardare il nostro bambino che dorme. Con le guance rosse, i capelli più biondi del solito a segnare il contorno del viso, schiariti dal sole, le braccia abbronzate tranne che nelle pieghe cicciotte.

Il mare, il nostro. Quello che conosciamo bene, quello di tante vacanze e al quale abbiamo presentato il nostro Thomas. Le prime vacanze in tre, noi due così piccoli di fronte a così tanta responsabilità, così impacciati tra pannolini acquatici, creme protettive, bandane e cappellini. Noi, così stanchi, bisognosi di una bella dormita, con gli occhi che bruciano sempre, perché hanno bisogno di restare chiusi per un po’. Così preoccupati per quello svezzamento che non ci riusciva tanto bene. Così felici.

E la stanchezza svaniva con un abbraccio, con un sorriso, con una manina che giocava a prendere la sabbia tutto era meno difficile. Il sonno passava, i problemi diventavano più piccoli, mano a mano che imparavamo a cantare mentre il sole tramontava e ci scaldava con la sua luce rosa, ammorbidendo tutto e proiettando sulla sabbia le nostre tre sagome che si tenevano per mano.

E’ incredibile come dopo l’arrivo di un bambino tutto ritorni ad essere profumato, gli spigoli si smussino e i sapori diventino più gustosi. E’ come se ogni giorno si potesse scoprire l’esistenza di un colore nuovo, diverso da un altro e brillante.

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