Voglio rinascere uomo! Voglio davvero?

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Se nella prossima vita dovessi rinascere uomo farei ricorso al santissimo tribunale delle reincarnazioni internazionali.

Quale enorme peccato, quale miserabile azione potrebbe mai meritare un’espiazione così pesante.

Una donna non potrà mai volere davvero rinascere in un corpo maschile ma certamente a tutte noi è capitato almeno una volta di affermarlo.

Vuoi per il premestruo, per la ritenzione idrica o semplicemente per evitare i collant. Tutte siamo state allettate al pensiero di rinascere uomo. Soprattutto perché nel nostro immaginario significherebbe fare meno fatica. Fatica intellettuale intendo.

Ad una più attenta riflessione credo però che queste pericolose dichiarazioni siano da inserire nel libro nero del fermatiperlamordidiononfarlo insieme ai messaggi su whatsapp agli ex da ubriachi, i capelli ricci con la frangia liscia e lo schiarente per i baffetti. Non credo che la mente lucida di una donna possa partorire una simile idiozia se non in condizioni di forte stress o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Dopo aver trascorso una vita intera in un corpo e in una mente femminile la nostra anima si ribellerebbe. È come se dovessimo improvvisamente traslocare da un superattico in centro a una bettola maleodorante in periferia per di più dal pessimo arredamento.

Ecco che di punto in bianco il nostro cervello non sarebbe più in grado di fare le solite 357 cose contemporaneamente trovando addirittura faticoso farne una per volta.

Ma il vero problema sarebbe un altro: come possiamo diventare amiche dei peli? 

Immaginatevi un giorno di aprire gli occhi dopo una vita spesa a soffrire ogni tipo di epilazione, che in confronto le torture medievali sono un giro in giostra, ed essere pelose.

Io inizierei a nutrire del risentimento verso la vita, come potremmo accettare di vivere come un uomo con i peli sotto le ascelle. Credo che ognuna di noi preferisca l’odioso cavallo basso dei collant piuttosto. Quello che non c’è verso: tiri su tutta la calza dalla caviglia trasformando un 90 denari in una calza velata, porti la vita sulle clavicole ma niente, dopo due passi sei punto a capo.

Non saremmo mai convinte nell’affermare una frase del genere. Forse in momenti di forte pressione potremmo desiderare di rinascere uomin..

No! Neanche in quelli.

C’è un universo intero dentro al nostro essere. Anzi dovrebbero chiamarlo multiverso non universo femminile.

Potremmo sinceramente fare a cambio? Saremmo disposte a rinunciare allo shopping compulsivo, al gossip al vetriolo con le amiche, a quel paio di scarpe col tacco che resteranno poi nel ripostiglio in cambio di una partita a FIFA o a quei giochi di guerra dove il picco massimo lo si raggiunge quando si devono rubare gli approvvigionamenti al nemico?

Inizio ad apprezzare fortemente l’isteria pre-ciclo, almeno a noi è concessa almeno una motivazione al mese per fare il mazzo a qualcuno, quasi sempre di sesso opposto, senza o con futili motivi. Appena sbagli sei fuori, senza se e senza ma, cartellino rosso e sotto la doccia.

Se guidiamo senza cintura al telefono con l’amica siamo decisamente avvantaggiate rispetto agli uomini, a meno che a fermarci sia una delle poche vigilesse donne di Milano. In quel caso il verbale riporterà anche l’addebito di una cifra “X” derivante dalla frustrazione della tal vigilessa costretta ad indossare orrende calze contenitive color carne e una gonna informe color…che colore è? Esiste davvero?

La realtà è che essere donne è faticoso ma nessuna di noi cambierebbe mai e poi il fatto di poter fare pipì seduta senza tenere niente in mano che non sia una rivista.

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