Vissero tutti felici e contenti, a parte Dumbo

cartoni_animati_disney_topolino

Da quando Doppia T ha iniziato ad interessarsi ai cartoni animati noi non abbiamo più avuto voce in capitolo sulla gestione di quella cosa piccola, rettangolare, in plastica nera e con un sacco di tasti: il telecomando.

La scenetta è più o meno questa: alle 20.30 scatta un fuggi fuggi generale. Scarpetta veloce su piatto di sugo, piatti in lavastoviglie, tripletta di Tommy denti/pipì/pigiama, biberon, ciuccio, ninna nanna velocizzata. Se siamo fortunati riusciamo a perdere solo il primo quarto d’ora di film. Quello con le scene di ambientazione, descrizione del cast e panoramica sulle fighissime carriere e/o case dei protagonisti.

Poi succede che Sky pensa a tutti noi, genitori disperati, e inserisce su quel benedetto telecomando il tasto pausa e il tasto registra. È così che abbiamo smesso di odiare quella scrofa con il naso minchioforme della Peppa e iniziato a guardare con più partecipazione i cartoni animati preferiti da DoppiaT.

Da allora non ho potuto far altro che constatare quanto siano cambiati i cartoni animati dalla mia generazione alla sua.

Quando ero bambina i cartoni animati erano molto diversi da come sono oggi. Appartengo alla classe 1985 e come gran parte dei miei coetanei sono cresciuta a Plasmon, con olio di palma DOP, e pellicole Disney rigorosamente in VHS.

Il VHS è un formato ormai obsoleto lo so, ma merita due righe di celebrazione quantomeno per la sua durabilità. Le famose videocassette infatti avevano una resistenza che non può essere paragonata ai nostri DVD. Funzionavano sempre, anche dopo violente e rovinose cadute involontarie e non.

Non contenevano decine di minuti di pubblicità e all’occorrenza potevano essere utilizzate al posto del forato da 8 per costruire dei tramezzi in casa. Sai mai che si abbia bisogno di creare un secondo bagno.

Cadevano, strisciavano, restavano senza custodia e venivano usati come oggetti contundenti nelle liti tra fratelli ma mai e dico mai danneggiate. Una soffiata sul nastro, più scenografica che utile, e lo show poteva iniziare.

Ma la tecnologia deve progredire. Così i VHS sono stati sostituiti dai cugini DVD: sottili, salva spazio e molto – molto – delicati.

I sostenitori dell’approccio Montessoriano avranno certamente provato ad incentivare i propri figli a fare da soli e solo allora avranno scoperto che la vita del DVD in mano ad un bambino corrisponde in media a sette minuti e una manciata variabile di secondi.

Il primo passo è spiegare al bambino come tirare fuori dall’alloggiamento il disco senza creparlo irrimediabilmente. Cosa non facilissima dato che in molti abbiamo capito che bisogna premere al centro solo in età adulta. Poi si sa: con i bambini c’è da fare i conti con la pazienza.

Se il DVD sopravvive alla fase uno, il secondo passo è quello dell’inserimento nel lettore. Possibilmente uno per volta. Quella fessura demoniaca è un invito rivolto ai bambini ad utilizzarla come salvadanaio. Ci si trovano: monetine, bastoncini dei Chupa Chups, pezzetti di cartoncino, chiavi della posta e chissà cos’altro.

Il passo numero tre è quello più difficile, quello riservato ai dischi superstiti: il riposizionamento nella custodia. E credetemi, se finora il vostro DVD non ha subito un graffio con i dodicimilasettecento tentativi di centratura della ghiera, il piccolo divoratore di cartoni animati avrà raggiunto l’autonomia e il disco la percentuale di invalidità necessaria a diventare materiale per orrendi DIY.

Sette minuti, sette lunghissimi minuti prima di esclamare un: “Faccio io. Perché sì!” di quelli degni degli anni sessanta…altro che Maria Montessori.

Quando eravamo piccoli noi non c’era nulla di montessoriano: le videocassette le inserivano nel videoregistratore i genitori e a noi restava il compito di fare i bambini.

Anche le storie erano diverse, non c’era tutta questa volontà di insegnare qualcosa ai bambini per forza. Non c’erano cartoni tutti tabelline, leggi fisiche e vocaboli di inglese; anzi a dirla tutta alcuni dei nostri cartoni preferiti sono stati un duro colpo per la nostra infanzia.

Ci siamo fatti grandi pianti davanti ai rapimenti di cuccioli di quella tabagista isterica di Crudelia Demon capendo troppo in fretta la cattiveria dell’essere umano (e l’importanza per una donna di trovare un buon parrucchiere). Fiaba diversa, stesse lacrime davanti a quel povero Bambi rimasto senza la sua mamma per colpa di quel cacciatore senza cuore. Mi si rigano ancora le guance se ripenso alla scena in cui sul ghiaccio riesce a stento a stare in piedi sulle zampe. Il povero Dumbo, umiliato, deriso, separato dalla mamma e persino alcolista per caso. Alice nasconde una lotta contro le dipendenze che la portano ad accettare biscottini dagli sconosciuti e a farsi di fumo passivo col Brucaliffo sparando minchiate nel bosco.

Io non sapevo contare fino a venti come mio figlio ma sapevo già che gli adulti mi sarebbero stati sul cazzo.

C’era la morale, quella famosa della favola. Che voleva Belle innamorata di una bestia gentile, noncurante della sua pessima manicure, e noi bambini che imparavamo a non fermarci all’apparenza. Cenerentola che col grembiule zozzo, e Lucifero che le faceva lo sgambetto, conquistava il principe pur vivendo in un mondo di Genoveffe. C’era Pippo, stordito di prima categoria ma simpatico e ironico. Paperino: iroso e rompicoglioni che aveva saltato troppe sedute dal logopedista e Topolino, il secchione della classe.

I nostri cartoni erano lo specchio di una realtà fatta di difetti; tragedie colorate a matita non per essere nascoste ma per essere capite anche da chi come noi aveva ancora i denti da latte.

Forse sì alcune cose erano di reale avevano poco, come il fatto che i belli vincessero sempre e che i cattivi fossero tutti brutti. Mi riferisco però a quella realtà che forse non insegnava le tre leggi di Keplero ma emozionava e lo faceva scuotendo tutti i sentimenti.

Ché Mowgli sarà cresciuto nella giungla con un orso e una pantera, avrà avuto le mutande sgommate e i piedi sporchi ma è venuto su bene. Felice anche con lo stretto indispensabile.

1 comment

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: