Viaggio di nozze in 32 ore

Piantata_viaggio

Quando è arrivato nostro figlio non sapevamo in quale misura sarebbe cambiato il nostro stile di vita. L’esperienza genitoriale stava a zero e le uniche informazioni su cosa sarebbe successo le avevamo raccolte dai film, soprattutto da quelli di regia americana. Case sempre in ordine, padri religiosamente dediti al fai-da-te con cinture colme di cacciavite, madri con la piega e le lasagne nel forno ma sempre fighe e pronte per uno spritz femminista con le amiche.

Ma sì, cosa sarà mai? Tutt’al più qualche volta chiameremo una baby-sitter che venga a curarci il bimbo alla sera così noi potremmo ritagliarci una serata per noi. Perché dobbiamo farlo!

Anche sul parto avevamo informazioni che si sono poi rivelate inverosimili: respirazioni da iperventilazione, storie di parto in taxi e frangette stranamente ben stirate anche dopo sei ore di travaglio.

Ma quella è un’altra storia

Nella realtà, per lo meno nella nostra, fatichiamo a separarci da Doppia T anche per quelle pochissime ore che trascorrono tra una cena al ristorante e la digestione della stessa.

A quasi un anno dal matrimonio, finalmente, è arrivata la data x: la nostra mini luna di miele.

Siamo partiti venerdì da una Milano ancora al lavoro, erano circa alle 10.30, diretti verso una verdissima Viterbo. Tutto era stato ben pianificato, tutto meno una cosa:

La nostalgia

Già in auto le prime avvisaglie si facevano strada. Il silenzio anomalo ad esempio. Nessuno che chiedeva ogni quattro secondi: “Mammaaaa voglio l’acqua!” oppure “Mamma, dove sono gli occhiali?” e ancora “Mammaaaaaa ciuccio/pipì/cacca/”. Niente di niente; solo macchinine dimenticate sotto ai sedili e briciole…e silenzio.

Dai su! Basta con questa malinconia, è solo un weekend. È il nostro viaggio di nozze

Ohhh che relax, metto anche i Red Hot Chili Peppers a palla senza sentirmi una madre degenere che al posto de “I due liocorni” spara il greatest hits dei Depeche a suo figlio treenne.

Ci siamo fermati due volte in Autogrill e sono scesa senza pregare né strattonare nessuno. Addirittura all’interno dello shop ho osservato, con una calma che non mi appartiene, tutti i prodotti in vendita compresi i cd dei Pooh e la grande raccolta di successi di Al Bano e Romina in quattro cd (una canzone ciascuno presumo). Ho letto i titoli dei libri e passato in rassegna tutti quei flaconcini mignon di bagnoschiuma, dopo barba e crema viso che da sempre attirano la mia attenzione ma che di solito evito come i negozi di souvenir in vetro di Murano perché sistemati ad altezza bambino.

Ho bevuto il caffè, bruciato e pessimo come sempre, ma senza scottarmi la lingua per non perdere di vista Doppia T – mia enorme paranoia dopo aver visto il film The Vanishing – il quale è sempre in prossimità dello stand Kinder. Sono anche andata a fare pipì senza dire in loop “Non toccare niente! Non toccare niente! Non toccare niente!”.

Siamo ripartiti fissando la prossima tappa a Barberino per una bistecca alla fiorentina da leccarsi – con calma –  i baffi. Detto, fatto. Noi due seduti a chiacchierare davanti a quel menù letto per intero, cosa che non capitava da tantissimo tempo, scegliendo cosa mettere nello stomaco senza stress. Mangiare piano, assaggiare il cibo dell’altro masticandolo. Ecco posso dire di aver riscoperto i benefici della masticazione, dopo mesi passati ad ingoiare cibi per intero ecco che riscopro l’uso dei molari.

Ci alziamo e saliamo in macchina, sempre vuota e silenziosa.

Arriviamo nel tardo pomeriggio in quel posto magico, una casa sull’albero fra campi di lavanda e ulivi. Un sogno di quelli che strabuzzi gli occhi ed è ancora di fronte a te. Gli uccellini e la tranquillità, la pace e il verde a perdita d’occhio.

La Piantata, Arlena di Castro (VT)

Cosa volere di più?

Niente, se non fosse che mi manca Doppia T. Tra gli ulivi ho visto una piccola casetta in legno per bambini, ho immaginato lui giocarci. Momento nostalgia canaglia e quel cd giuro che non l’ho comprato. Su dai, abbiamo atteso un anno questo weekend è il nostro viaggio di nozze. La notte passa scandita da circa 15 risvegli: nessun respiro tra i nostri, nessuna macchinina infilata nella costola destra, nessun piede in faccia. Manca da matti.

Al mattino aspettiamo una deliziosa colazione in camera: biscotti fatti in casa, spremuta di dolcissime arance, brioches, caffè a litri e marmellate bio. Il tutto servito in una piccola casettina di legno issata sulla nostra terrazza mediante una corda. Uno spettacolo, credo sia stata la colazione più bella della mia vita.

Dopo aver mangiato ci ritroviamo silenziosi. Io avanzo la richiesta di rientrare prima a casa, lui mi guarda come fossi pazza. E forse aveva ragione: quando ci sarebbe ricapitata una vacanza così? Forse mai, ma a me mancavano quei piedini casinisti su quelle tavole di legno scricchiolanti. Ci godiamo ancora qualche momento poi prepariamo tutto per la partenza.

Sì, siamo tornati un giorno prima

Sì siamo due imbecilli

La verità è che una notte era sufficiente per prendere una boccata di ossigeno, per rilassarci e guardarci negli occhi – vabbè non solo quello – una notte era il nostro tempo da soli. Non è stato poco, è sembrato una settimana perché il tempo è stato concentrato su di noi, sulle coccole, sulle chiacchiere, sui dispetti.

Quindi siamo partiti in anticipo, alle 14.00 ci siamo messi in viaggio con la voglia di tornare a casa e di abbracciare nostro figlio neanche fossimo stati via dei mesi. Neanche fosse successo anche solo un minimo imprevisto.

Siamo entrati in casa prima di lui e gli abbiamo fatto una sorpresa. Ci ha abbracciati fortissimo, aveva gli occhi felici e non importa se li avrebbe avuti lo stesso anche se fossimo tornati un giorno dopo.

Eravamo felici così. Dopo mille chilometri in 32 ore, dopo quattro Autogrill girati nell’ebbrezza della solitudine, dopo una bistecca alla fiorentina gustata in pace, dopo una giornata solo per noi.

Ps. Comunque se capitate in zona Barberino di Mugello la bistecca alla fiorentina a Le Capannine spacca!

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