Nuove trasmissioni tv: approcci da incubo

Come sono lontani i tempi in cui si aspettava di incrociare lo sguardo di qualcuno che ci piaceva per poi abbassarlo velocemente, arrossendo per l’imbarazzo.

Quei pomeriggi spesi a percorrere le strade dove ci si era incontrati l’ultima volta per caso, con lo stomaco che spera riaccada da un momento all’altro per riempirsi ancora di farfalle.

Quel tempo in cui gli uomini conoscevano, almeno per sentito dire, i fondamenti del corteggiamento e anche quelli più maldestri facevano lo sforzo di imparare l’ABC dell’approccio. I risultati erano sicuramente discutibili ma dimostravano una qualità che nel tempo è venuta meno: l’impegno.

Ognuno a suo modo provava a fare colpo su una donna: chi con il sorriso impertinente e la faccia da schiaffi, chi con ausili floreali o enogastronomici. Altri silenziosamente ma con sguardi tanto eloquenti da bastare a capire tutto il discorso. (Fine momento nostalgia)

Un tempo era così e non voglio fare la solita predica su quanto i social network ci stiano rubando il coraggio o sul messaggio dei media e della televisione. Non voglio dare la colpa alle chat di WhatsApp e alle mezze stagioni che non esistono più. Non credo che i mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi abbiano distrutto il corteggiamento, anche se sicuramente hanno mandato a Chi l’ha visto il Sig. Pathos; non penso nemmeno che sia tutta colpa degli uomini, ma penso piuttosto che il fattore tempo ci si stia rivoltando contro.

Siamo abituati ad avere tutto e subito: cerchi un ristorante Italo-giappo-thailandese? Se esiste lo troverai in un tempo massimo di 2 secondi e in tre hai già prenotato un tavolo. Vuoi partire? Tradurre un testo in latino? (Se avessi avuto internet al liceo linguistico probabilmente avrei finito tutti e cinque gli anni) Vuoi ascoltare la nuova canzone di quel manzo di Lenny Kravitz? Non devi più aspettare che la passino per radio e sperare che alla fine lo speaker pronunci il titolo del brano – e fidatevi che non succede mai – adesso ci sono le App.

La verità è che non siamo più abituati a pazientare per avere, ad impegnarci per ottenere. E secondo voi chi meglio dell’uomo poteva fare suo questo concetto e applicarlo, nostro malgrado, anche al corteggiamento di una donna?

Basta andare a bere qualunque cosa con le amiche, in un qualunque locale, di una qualunque città e state pur certe che succederà. Arriverà il momento, nel bel mezzo della serata, dopo il secondo di carne e prima del dessert. In mezzo come il sorbetto faranno il loro ingresso: gli approcci da incubo.

Real Time tv, che credo detenga le royalty per tutte le cose che finiscono con da incubo, avrebbe parecchio materiale per farne una trasmissione tv: Approcci da incubo.

Potremmo presto trovare nel palinsesto questa nuova trasmissione insieme a: malattie imbarazzanti, case da incubo e vite al limite.

Ecco che scopriremmo: camionisti che ti strombazzano in tangenziale, con rischio infarto, per farti sapere che dal loro punto di vista le tue cosce sono bellissime. Quarantenni nella fase ‘o la va o la spacca’ che al supermercato ti si fiondano a 5 centimetri dalla faccia, per giunta con l’alito pesante, dicendoti: “Ti prego, vieni via con me” e tu facendo un passo indietro e cercando gli omini del reparto gastronomia – che son vestiti come quelli del reparto di psichiatria – gli rispondi dandogli indicazioni su dove può trovare le pastigliette per l’alitosi: “Secondo scaffale a destra dopo i tuoi amici pelati”.

Tutta questa fretta, questo arrivare troppo velocemente al sodo ammazza la fantasia, l’attesa, la sorpresa e aumenta lo sgomento. Come quando sei in macchina, nel traffico di Milano, e ti arriva un messaggio via Bluetooth. Ora, premessa: in colonna si cazzeggia, ed è vero non si fa, ma spesso si da un’occhiata a Facebook o si invia un messaggino. Allo scatto del verde si appoggia il telefono sulle gambe per riportare l’attenzione alla guida (mi raccomando!). Ma io mi chiedo come sia possibile ricevere messaggi tipo: “Vorrei essere quel telefono, cosa ti farei” da un folle in auto accanto a te. C’è da chiudersi dentro a velocità supersonica.

Questi episodi sono all’ordine del giorno purtroppo: le pasticcerie regalano scatole di cioccolatini pur di farle fuori e i fioristi lavorano solo se sono vicini ad un cimitero.

Uomini di tutto il mondo vi prego, quando chiedevamo di non girarci intorno e di essere diretti non chiedevamo questo!

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Cos’è la Blondeletter? Non lo so nemmeno io con precisione, ma dentro c’è: una notte insonne, mezzo barattolo di Nutella mangiato con il cucchiaio da minestra, computer in palla, panico, isteria e tanto, tanto entusiasmo.

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