Sorella unica: storie di fratelli pervenuti e non

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Sono una figlia unica. Niente fratelli ne sorelle. L’amore di mamma e papà, l’eterna piccola di casa

Una bambina che ha vissuto la sua infanzia senza dover condividere la cesta dei giocattoli con nessuno, godendo della piena attenzione dei genitori. Nessun territorio da delimitare, nessun cassetto da chiudere a chiave. Non ho vissuto le grandi frustrazioni delle liti tra fratelli, quelle delle lotte sul divano che alla fine uno dei due si fa sempre male e la mamma gli dà il resto. Nessuno mai mi ha affibbiato colpe che non fossero mie: tutti i disegni sul muro riportavano la mia firma in calce.

Intendiamoci: non potendo dare la colpa ad altri, esclusi i miei amichetti immaginari, le mie marachelle le ho sempre ben pagate sul mio fondoschiena.

Non è stato poi così male crescere senza fratelli: la mia Barbie Totally Hair (sì quella che aveva lo stesso taglio di capelli di Lory Del Santo ai tempi d’oro) poteva dormire sonni tranquilli anche quando la dimenticavo in vasca da bagno. Nessuno l’avrebbe rapata a zero ne le avrebbe acconciato la frangetta come Angelina Jolie in “Ragazze Interrotte”.

Sono diventata adolescente senza avere un fratello che al mare, davanti al mio amore estivo di turno, mi urlasse quanto le mie tette fossero piccole e le mie cosce grandi. Ho potuto tappezzare ogni centimetro quadrato della mia camera con i poster dei Backstreet Boys che trovavo nel Cioè, insieme a risposte più o meno verosimili alle mie curiosità di ragazzina riguardo i baci. Ho potuto fantasticare guardando Dirty Dancing senza che un fratello spione mi beccasse a limonarmi il braccio.

Mi sono trasformata in una donna senza dividere il mio armadio con una sorella; nessun jeans irrimediabilmente macchiato riposto alla chetichella nel fondo di un cassetto dopo una serata di bagordi. Nessun castigo per coprire le sue colpe, nessuna fuga dalla finestra.

Perché la vita con i fratelli non è sempre rose e fiori

Mi chiedo ad esempio come si possa mantenere la calma dietro alla porta del bagno, quando i bisogni diventano impellenti e l’attesa snervante. Quando il bussare diventa violento e quella faccia, che apre con tutta calma, sarebbe da prendere a schiaffi a due per volta finché non diventano dispari. Non fosse altro che per la vescica pronta all’implosione.

Forse dovrei chiederlo a Chris Savino creatore della serie A casa dei Loud e nono di dieci fratelli. Lui certamente avrà vissuto ogni più piccola sfumatura della parola condivisione, compresa quella forzata. Vivere in una casa con una così alta densità di familiari per metro quadrato non deve essere stato sempre semplice.

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A casa dei Loud è la nuova serie animata di Nickelodeon. Il protagonista è Lincoln, un ragazzino di undici anni. Unico maschio in una famiglia numerosa e tutta femminile

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Non dev’essere facile per lui trovare il modo di leggere i fumetti in un mondo zeppo di bambole, coroncine rosa, collane e smalti colorati. Un turbinio di fucsia e nodi nei capelli in grado di mettere a dura prova i nervi di chiunque, compresi quelli di Lincoln, costretto ad escogitare ogni volta un nuovo piano per poter sopravvivere in quella casa affollata e con un unico bagno.

Forse è proprio per questo che ha i capelli bianchi

Adesso che sono una donna e una mamma sapete cosa penso? Penso che i fratelli siano davvero una risorsa. Crescere con la certezza di non essere soli in questo mondo così grande è una fortuna. Sapere che quelle due spalle, con le quali si faceva la lotta sul divano, sono le stesse che ti offriranno un prezioso conforto quando ti verrà da piangere è un dono.

Oggi penso che avrei preferito essere Lincoln infondo. Sarebbe stato meglio trovare qualche pagina del diario segreto letta di nascosto o essermi vergognata per qualche cotta mai confessata sbandierata ai quattro venti. Avrei volentieri subìto qualche tirata di capelli tra una lite e l’altra pur di averne altrettante alle orecchie al compleanno. Perché dopo, quando si cresce, i dispetti lasciano spazio alla tolleranza, la competizione lascia il posto alla consapevolezza e le differenze diventano arricchimento.

Solo una cosa non cambia col passare del tempo: il bene

Quello diventa solo più solido. Ed è proprio in quel tempo che i fratelli diventano importanti; anche mentre la mente riavvolge il nastro riportandoti a quella volta che ti hanno fatto piangere, con gli stessi occhi che adesso sorridono al ricordo.

A casa dei Loud dal 6 giugno 2016 dal lunedì al venerdì alle ore 14.00 su Nickelodeon. Trovate Lincoln Loud anche su Facebook, Twitter e Instagram sui profili di Nickelodeon e sul sito ufficiale www.nicktv.it

Io e Doppia T da oggi saremo in pole position sul divano per conoscere Lincoln e le sue dieci sorelle.

Ché infondo la Barbie con i capelli corti è molto più rock’n’roll dell’acconciatura di Lory Del Santo.

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