Se non fossi Mamma

Se non fossi Mamma

Mi capita, qualche volta, di fermarmi a pensare. Non molto spesso a dire il vero. Per lo più succede nei momenti in cui sono sola con me stessa, cioè durante i quattro minuti di doccia serale e quelli ancora meno destinati al water.

Penso alla me che sarei se non fossi diventata mamma

Mi chiedo come sarebbero le mie giornate riempite dal solo lavoro. Ore produttive e concentrate, senza chiamate dell’asilo per qualche linea di febbre improvvisa. Minuti spesi a svolgere bene i miei compiti sapendo che quello è il mio lavoro. L’unico, il più importante.

Perché quando diventi mamma è come se una parte del cervello restasse sempre con tuo figlio. Sempre sintonizzata su quella stazione radio strillante. Il volume, in sua assenza, si abbassa ma resta il sottofondo, un brusio dal quale non riesci ad isolarti. E improvvisamente il tuo lavoro diventa meno importante del tuo ruolo più bello: esser mamma.

Ci penso. Talvolta mi si addormentano le gambe e quando mi alzo il segno rosso della tavoletta incisa sulle chiappe diventa l’indicatore del tempo trascorso a riflettere. Minuti, pochi, con la porta chiusa ma non a chiave perché le chiavi delle porte quando sei mamma le nascondi in posti che poi non ti ricordi più.

Tempo interrotto quasi sempre dall’incursione di un bambino travestito da supereroe che poi se ne va lasciando la porta spalancata e ignorando urla e minacce; forte del fatto che tanto tu sei seduta sul cesso pappappero.

Chissà quali sarebbero i miei pensieri se non avessi Captain America a lanciarmi lo scudo sulle tibie mentre cucino.

Forse berrei ancora vino rosso. Forse avrei il culo più grosso e al posto della cellulite avrei la texture del divano. Anzi quella è una certezza.

Avrei ugualmente la dispensa piena di biscotti Plasmon. Lo è sempre stata, con o senza olio di palma.

Sarei iscritta in palestra e frequenterei i corsi che finiscono per tone: Steptone, Total Body Tone e via dicendo invece di fare squat soltanto per raccogliere macchinine da terra.

Non andrei a letto così presto la sera, certamente non così stanca da fare tre sospiri profondi prima di riuscire ad rilassarmi. Avrei molto di più di una fascia di 40 cm a bordo letto per rannicchiarmi e anche un cuscino intero da poter girare e rigirare durante la notte tenendo tutta per me la parte fresca.

Avrei un cappotto bianco. Meravigliosamente candido. Ma anche quello nero che ho nell’armadio sarebbe sempre pulito, senza impronte di scarpe e fazzoletti usati in tasca. Potrei persino seguire le tendenze del momento e comprarne uno lungo perché, se non fossi mamma, non dovrei parlare con due occhi ad altezza metro standomene sempre accovacciata in terra ad asciugare le pozzanghere.

Fumerei ancora. Mi puzzerebbero le dita della mano destra e i capelli di quell’odore che adesso sembra così insopportabile.

Avrei una casa in ordine e con i fiori freschi in soggiorno al posto di giochi di ogni genere sparsi a random in ogni angolo. Al posto delle fotografie dei suoi primi tre anni di vita le foto delle città che ho visitato. Posti che non ho visto: Berlino, Barcellona, New York, quell’isoletta in mezzo ai Caraibi della quale il nome neanche lo ricordo perché si è fatto altro. Invece sui muri ho scorci di emozioni: scogliere a picco su un mare di sguardi e montagne di sorrisi sdentati.

Se non fossi mamma certe cose mi toccherebbero meno. Certi pensieri sul futuro intendo. Non mi preoccuperei di andare piano in macchina per evitare incidenti. Non avrei paura di morire, io che non l’ho mai avuta prima. Non farei tutte le visite mediche, più una, per capire quel dolorino lì da cosa sia causato. Ho scoperto timori archiviati in uno stanzino buio della mia mente, come quello per lo shock anafilattico. Un terrore che avevo rimosso ai tempi del film “Papà ho trovato un amico” dove Macaulay Culkin muore tragicamente punto da un’ape. Una morte assurda (la sua), una bambina shoccata (io). Vivrei la piaga del bullismo con meno intensità e invece sento di averne una paura folle.

Forse adesso sarei nel bel mezzo di una riunione importante, a presentare un lavoro importante ad un cliente importante invece di aspettare le 15.41 per scendere dalla macchina e avviarmi al cancello di uscita della scuola materna. Non avrei la borsa unta di focaccine e piena di piccole cose sue: pezzetti di nonbuttarlomamma, miniature di Spiderman, macchinine. Ecco avrei più spazio, quello sì. Ma anche meno amuleti dell’amore da stringere quando mi manca il fiato.

Non conoscerei l’esatto ordine di comparsa dei Paw Patrol nella sigla iniziale: Marshall, Rubble, Chase, Rocky, Zuma, Skye perché non l’avrei mai cantata a squarciagola, in preda all’esaltazione, servendo la cena.

Non sarei venuta a conoscenza di tantissime cose se non fossi diventata mamma. Come la bellezza del reparto bambini di Ikea, l’esistenza di ottomila tettarelle per biberon, la difficoltà del trascinare un passeggino sulla sabbia e l’inutilità del noleggio lettini e ombrellone in spiaggia. Non conoscerei gli effetti devastanti della legge di Murphy applicata ai bambini e il dolore che provoca calpestare un Lego Duplo a piedi nudi. Non avrei inventato parolacce nuove da rivolgere al tizio che ti parcheggia attaccato alla portiera dalla quale devi far passare tuo figlio, mentre piove a dirotto e lui non molla l’ombrello di Batman. Non avrei sentito il cuore rompersi in mille pezzi per una sua piccolissima delusione, non saprei quanto è immensa la serenità che ti regala il respiro di tuo figlio che dorme…finalmente.

Un figlio ti cambia, tira fuori il meglio ed il peggio allo stesso tempo

Ti costringe alla vita senza deleghe ne giustificazioni per indisposizione. E tante cose mi mancano di quando mamma non lo ero ancora, quotidianamente.

Ma se oggi non fossi mamma sarei ancora a quella pallosissima riunione e invece preferisco essere qui a casa ad imparare tutti i nomi dei sette nani in ordine alfabetico. Ché è una vita che ci provo e magari questa volta mi riesce.

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3 thoughts on “Se non fossi Mamma”

  • Una poesia in prosa, la tua. Splendide emozioni traboccano e quasi cancellano la sottile e superba ironia che fa da contraltare ai tuoi sentimenti profondi. Un pezzo MEMORABILE, davvero. Ps il passeggino sulla sabbia, finchè ti ostini a spingerlo come sull’asfalto, farai sempre un mazzo tanto! Il trucco è andare in retromarcia con le ruote davanti alzate!

    • Ma grazie amico! Che parole meravigliose.. io non ne ho davanti al tuo commento. Ho solo le guance rosse.
      In merito al passeggino ormai credo tu lo sappia, so’ capa tosta io! ahahahahahah

      • Gentile che sei! Non c’è bisogno di commenti al commento 😀 E’ sempre un piacere leggerti, ti commento poco perchè per qualche motivo dove ti leggo io (anteprima? boh) non c’è il pulsante commenti! Ma ti leggo SEMPRE! Bacioni

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