Ricetta della Felicità

Per cucinare una perfetta ricetta della felicità bisogna innanzitutto sorridere, aprire il ricettario a pagina zero e legarsi il grembiule sui fianchi.

Questo è un piatto personalizzabile, in base al gusto che intendiamo ottenere è infatti possibile dosare gli ingredienti. Più zucchero, meno sale, più cannella, meno pepe.

Non ci sono regole ferree come nella pasticceria, qui le dosi sono a occhio, o a cuore. Non vi servirà neanche la bilancia da cucina, né cucchiai, tazze e vasetti, teglie o setacci. Qui sta tutto nelle vostre mani.

INGREDIENTI:

ACQUA, quella del mare, pulita, salata che brucia agli occhi ma che li rende più belli. Quella che profuma l’aria calda sulla spiaggia e che la rinfresca alla sera. L’acqua fredda che dopo aver preso tanto sole fa venire la pelle d’oca. Acqua che fa musica, quando l’ascolti. Talvolta è musica chillout, altre rock come la tempesta.

ZUCCHERO, inteso come: bianco, grezzo, in zollette colorate, sotto forma di caramelle. Lo zucchero che fa sorridere i bambini quando se ne riempiono la bocca. Quello che costava così poco dal panettiere che potevi riempirtene le tasche. Il caramello, che avvolge ogni cosa come un abbraccio e che si rende scudo per difenderla.

PEPE, nero, in grani. Una bella macinata dove serve coraggio, dove titubiamo nel compiere il primo passo; Un pizzicorio che sta bene ogni giorno, per avere l’incoscienza di crederci sempre.

BURRO, perché dobbiamo aiutare la mente a far scivolare via le cose brutte: i rancori, gli insuccessi, le sofferenze. Ecco, uno strato di burro per ungere il cuore prima di uscire alla mattina è la giusta dose.

MELE, gialle, verdi, rosse o come le preferite. Intere, perché non credo che ci sia la mezza mela là fuori. Penso che ci siano le mele che stanno bene insieme nonostante una sia farinosa e l’altra aspra, una sia gialla e l’altra bacata. E che queste mele intere si scambino volentieri uno spicchio per farlo assaggiare all’altro, scoprendo che i sapori diversi non sono poi così male.

CIOCCOLATO, nero fondente negli inverni freddi, dove la coperta di pile non basta a scaldare il cuore. Quello in blocchi è perfetto, ne basta uno, da mangiare piano piano. Che quando l’hai finito ne è rimasto un po’ sciolto sul pollice e sull’indice.

FARINA, per fare il pane, quello croccante e dorato fuori e morbido dentro. Ancora caldo da forno e che profuma tutta la casa. Per fare la scarpetta nel sugo di pomodoro o un panino con la mortadella. Quello che quando lo spezzi è musica.

LIEVITO, perché fa crescere la pasta e come lei anche i nostri obiettivi devono crescere con noi. Dobbiamo lasciare riposare i nostri sogni perché diventino grandi cose.

PROCEDIMENTO:

Svegliarsi ogni mattina, farsi una carezza, lavarsi i denti e il viso e sorridere mentre lo specchio ci sorride. Mescolare gli ingredienti a piacere a seconda della giornata che si andrà ad affrontare. Ci si sporcherà parecchio quindi è bene che non abbiate timore di impastare con le mani su di una spianatoia inondata di farina bianchissima.

Mettere in forno o in frigorifero o direttamente in borsa, uscire di casa e condividere la ricetta della felicità.

Voi avete una ricetta della felicità?

La condividete?

 

Immagine in evidenza:

Dal web

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