Questione di tempo, quello che non abbiamo per truccarci

wonder woman

Tra i tanti dubbi che minano le sicurezze della nostra epoca possiamo avere una certezza, un pilastro attorno al quale aggrapparci con le nostre fantastiche unghie laccate di semi-permanente rosso. Gli esperti concordano tutti, i tecnici del settore hanno analizzato e approvato milioni di tutorial su Youtube ed è emerso che:

I minuti che una donna dovrebbe spendere al mattino per truccarsi sono sette.

Sette minuti. Quattrocentoventi secondi. Questo il tempo che ci è concesso, dopodiché si parla di ristrutturazione. Noi donne in sette minuti possiamo: preparare un pranzo, acconciarci i capelli, stirare due camicie, mandare a quel paese qualcuno e annaffiare le piante; il tutto ovviamente in contemporanea.

Ma neanche quando ci trucchiamo possiamo stare tranquille?

Immaginatevi di entrare in bagno al mattino, accendere la luce e trovare un omino vestito di tutto punto che, seduto sul vostro wc, apre la sua valigetta ventiquattrore e fa partire il cronometro che ha al collo sogghignando, mentre voi ancora non sapete dove avete messo la trousse.

Ma cosa volete? Già noi donne non facciamo mai abbastanza secondo gli uomini ora oltre alle 3.475 attività giornaliere aggiungiamo anche il limite di tempo?

In sette minuti non sale nemmeno il caffè, figuriamoci se si può preparare un cantiere con tanto di ponteggi, gru, transenne e malta cementizia. Mi piacerebbe sapere cosa riescono a fare gli uomini in sette minuti, o forse no.

L’età è direttamente proporzionale alla quantità di trucco di cui si ha bisogno; sette minuti possono bastare a 20 anni quando “A me basta un filo di mascara e sono pronta” ma quando ti avvicini ai 30 e magari hai un figlio, (due, tre) in sette minuti hai solo coperto le occhiaie, forse.

Da quest’età in poi la palpebra inizia a far sparire l’ombretto nel buco nero, lo stesso dove finiscono i calzini che metti in lavatrice.

Come facciamo in quel brevissimo lasso di tempo ad usare 24 pennelli diversi come ci insegna Clio? Punta tonda, setole morbide, a ventaglio, punta a penna, neanche gli imbianchini hanno così tanti pennelli.

Sette minuti e 148 prodotti: 3 correttori, 4 primer, 13 matite, ombretti, mascara, fondotinta, fard, illuminante, rossetto, gloss, tutto per un trucco da giorno.

I negozi del settore propongono anche dei corsi per imparare a truccarsi forse perché hanno capito che noi milanesi non abbiamo tempo e forse neanche la dimestichezza e la voglia di impiastrarci alle sette della mattina perché tanto appena mettiamo un piede fuori casa il grigio e la nebbia fanno tornare fuori le occhiaie e il pallore verde-Milano che neanche i vermi con la pioggia escono tanto in fretta.

Sono corsi interessanti, tenuti da make-up artists che partendo dalle basi del trucco arrivano fino alle proposte per look più importanti, in base agli eventi ai quali si partecipa: un matrimonio, una serata di gala, che poi se esci due volte al mese per una pizza è già un miracolo ma non si sa mai, capitasse un red carpet.

C’è anche la lezione trucco sposa, se vuoi truccarti da sola per il tuo grande giorno; certo perché è famosissima la “mano ferma della sposa” la mattina del matrimonio. Sei agitata, commossa e insaccata nell’abito e si pretende che tu riesca a mettere l’eyeliner waterproof che non puoi neanche correggere con il cotton-fioc perché è indelebile.

Ma chi frequenta questi corsi? Noi donne e mamme ci trucchiamo mentre nostro figlio beve il latte e guarda Peppa pig, ogni trenta secondi mettiamo la testa fuori dal bagno per controllarlo, ci trucchiamo in macchina mentre imbocchiamo la rotonda, ci trucchiamo in ascensore, con la modalità selfie della fotocamera dello smartphone. Noi siamo ori olimpici in trucco estremo urbano.

Clio make-up è bravissima, fa sembrare l’arte del make-up alla portata di tutti ma non possiamo truccarci come se stessimo andando a fare una colazione di lavoro con la famiglia Orfei al completo.

E poi comunque non staremmo nel tempo che ci è stato concesso.

Dovrebbero invece inventare delle maschere a forma di faccia già truccate, da applicare, inumidendole per incollare il make-up, sul viso. Un po’ come i tatuaggi per bambini, magari servirebbe un po’ di pratica per centrare l’ombretto sull’occhio, o per non disegnarci le sopracciglia direttamente all’attaccatura dei capelli ma sicuramente sette minuti basterebbero.

Ché poi anche Wonder Woman si trucca e non mi pare ci metta sette minuti, ma tolto quel quarto d’ora gli altri millequattrocentoventicinque minuti della giornata li spende a salvare vite, fare la spesa, cucinare, cambiare pannolini e fare i suoi squat.

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