Prendi la biro, respira. Questo muro è per te

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Sono quattro anni che questo blog esiste. Tra queste pagine ci sono io, c’è la mia vita. Ci sono cose belle e cose meno belle, legate da un sottilissimo filo di ironia che tiene insieme tutto questo enorme e kitchissimo patchwork.

È qui che ho raccontato capitoli della mia vita che per anni mi sono stati annodati dentro, è in questo posto che ho imparato a conoscermi davvero, accettando gli strappi, le imperfezioni, e sapete com’è successo? Grazie a voi, semplicemente perché qui mi sono sentita capita.
Ogni vostro commento, condivisione, messaggio è stato un abbraccio, una carezza, un respiro profondo dopo un pianto a singhiozzo. Come una terapia  che forse non mi ha fatto guarire ma mi ha fatto smettere di fare la guerra con me stessa.

Scrivendo ho capito che non esiste conforto più vero di quello che che ci può donare chi ha vissuto la nostra stessa esperienza e, fidatevi, non siamo mai davvero sole.

Accade spesso che alcune di voi mi scrivano in privato, raccontandosi, confidando a me le loro storie perché nelle mie parole hanno trovato un pezzetto della loro anima, o forse perché talvolta è più facile essere liberi di esprimersi con un estraneo piuttosto che con le persone a noi care. L’altra sera, dopo aver letto la storia di una di voi, ho riflettuto tanto. Una storia pesante, dura perfino da leggere, un dolore, il suo, di quelli che ti accompagna sempre come un’ombra ben visibile anche al buio.

Mi sono chiesta cosa potessi fare io per alleviare questo dolore e la risposta, ahimè, è stata che non posso fare niente. Però ciò che posso fare è dare a questa persona uno strumento per dare un senso a questo dolore.

Ho deciso di darle un muro. Ho deciso di dare una muro a tutte voi. Bianco, forte quanto basta per diventare un supporto dove scrivere ciò che ha fatto male o fissare traguardi importanti. Un muro da scalare con addosso scarpe di sogni o da buttare giù a martellate per tornare libere.

Un muro per per aiutare, per aiutarvi. Per aiutarci.

Offro questo muro bianco a tutte le donne che sentono di voler raccontare un’esperienza che ha cambiato la loro vita, in positivo o negativo, condividendo la propria storia per aiutare se stesse e soprattutto per aiutare chi sta vivendo una situazione analoga alla loro.
Chiunque può scrivere di paura, di coraggio, di fortuna, di amore, di violenza, di forza, di pace; qualunque esperienza che abbia caratterizzato la vita di una donna qui trova pagine per essere raccontata.
Le storie felici, di successi e traguardi raggiunti faranno sognare e aiuteranno quelle che non hanno ancora sradicato i comodini a lavorare sui loro sogni. A chi le ha scritte ricorderanno di guardarsi indietro e di gioire per il percorso fatto, per la fatica, i sacrifici e le gioie.
I viaggi che hanno cambiato lo spirito, gli sbagli, i colpi di testa che hanno spettinato chiome fino a quel momento troppo ordinate.
Le storie infelici saranno (spero) liberatorie per chi le scriverà, probabilmente rivolteranno lo stomaco e ricorderanno quanta forza è servita per sopravvivere e combattere i mostri, quelli in carne ed ossa come quelli invisibili. Per chi leggerà forse saranno un pugno nello stomaco, una prospettiva e magari chissà uno spunto per reagire, sicuramente saranno la certezza di non essere mai sole, nemmeno nel dolore. Mai!

Pubblicherò una storia a settimana, lascerò che siate voi ad esprimervi scegliendo le parole che riterrete più opportune. Io non metterò mano ai vostri racconti, mi limiterò ad introdurli e a sollevare, se necessario, in chiusura eventuali riflessioni.
Sarete voi a scegliere se restare anonime, se firmarvi con un nome di fantasia o con il vostro nome reale.

Questa nuova sezione del blog è un muro bianco. Il vostro muro bianco. Scriveteci con la penna, con secchiate di vernice, con i gessi colorati, scarabocchiate, fatene l’uso che preferite purché l’intento sia quello di aiutare la donna che leggerà, che un po’ assomiglia a quello che eravate ieri.

Perché credo che scrivere con l’intento di tendere una mano a chi leggerà sia un gesto bellissimo, che possa far sentire bene chi tiene in mano la penna e allo stesso tempo chi è in cerca di quelle parole.

Utilizzatelo per parlare ad altre donne di voi e della vostra esperienza, forse aiuterete loro, forse aiuterete voi.

Se vuoi raccontarmi la tua storia speciale scrivi a scusatesonounagemelli@gmail.com 

Se vuoi far conoscere questo progetto puoi farlo condividendo il post via mail, su Facebook, su Instagram. Puoi utilizzare l’hashtag #LeStorieSulMuro e far girare la voce.

Ps. Il progetto è aperto a tutti, non solo alle donne. Diciamo che a seguirmi qui sul blog e sui social siete praticamente tutte donne, quindi per abitudine mi rivolgo a voi immaginando sempre un pubblico prettamente femminile. Ciò non toglie che se un uomo si sentisse di raccontare l’esperienza che ha caratterizzato la sua vita qui troverebbe uno spazio pronto ad accogliere le sue parole.

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