Patente e libretto e poi una vodka

Sono l’unica? Siete pronte a giurare che non la pensate come me?

Ditemi che anche voi capite al volo il genere maschile con il quale avete a che fare dando un’occhiata veloce alla sua macchina.

Oggi è dura più che mai trovare l’anima gemella, anche con la data di scadenza s’intende, (lo dico anche qui) però se c’è qualcosa, dopo i mocassini con i risvoltini, che può darci informazioni immediate sull’individuo di sesso maschile che abbiamo di fronte, questa è sicuramente l’automobile. Non fraintendetemi non è una questione di valore economico fine a se stesso, si tratta di scelte di stile, perché non ci vuole per forza un’auto che bruci lingotti d’oro al posto della benzina per colpire una donna.

Mettiamo il caso che, durante una serata particolarmente fortunata, conosciate un uomo carino e interessante: uno di quelli capaci di articolare un pensiero senza citare tronisti di “Uomini e donne” e che il calcio gli interessi ma senza possederlo come il demonio durante una finale di coppa. Supponiamo anche che paghi da bere, cosa non così scontata di questi tempi al sapore di “romanella”, e che si voglia proseguire la serata insieme. Dal momento esatto in cui il vostro b-side si solleverà dalla sedia il vostro destino sarà un’incognita, una mano di poker, un lancio a dadi. Un castello di carte di cuori che può crollare su se stesso in un attimo lasciando scoperto solo un enorme due di picche. In questa manciata di secondi si gioca la bella, la manche più importante. Quella che deciderà se la chat di gruppo con le amiche si chiamerà: “Raga ci siamo, è lui” o “Non valeva la pena fare la ceretta”.

Ogni passo verso l’auto è pieno di aspettativa, ogni vettura parcheggiata accarezza le vostre speranze. Lui tira finalmente fuori le chiavi, ci giocherella nell’attesa di arrivare alla giusta distanza per schiacciare il pulsante di apertura….

Speri con tutta te stessa che non abbia uno di quei Suv enormi. Quelli sono da megalomani, da prepotenti con l’aria condizionata a sedici gradi anche a novembre. Poi magari significa che ama la montagna mentre voi amate il mare e soffrite il freddo. Oh mio dio e se ha una macchina da vecchio? Un’utilitaria di quelle che costano settemila euro compresa assicurazione furto e incendio, dieci anni di garanzia e i buoni carburante per un anno?.

Quanto è lungo questo marciapiede, ma dove avrà parcheggiato? E se ha la moto? Magari è un patito delle due ruote e tu ne hai una paura folle, magari è uno di quelli che si esalta e ti porta ai raduni sempre col casco, il trucco che cola e i capelli che stanno uno schifo. Peggio ancora se avesse uno scooter, di quelli che s’infilano in ogni dove nel traffico e da buon milanese è abituato ai 2/3 incidenti al mese sulla corsia preferenziale. Se invece fosse uno Smart addicted? Di quelli che parcheggia di traverso tra una macchina e l’altra, le borse dell’Esselunga lì non ci stanno, vorrebbe dire che non si vuole impegnare.

Incroci le dita che non sia una Opel Tigra, di quelle da filippino con l’alettone, le minigonne e con i vetri neri da pusher di zona. Speri che non sia un patito del tuning, di quelli con le macchine verde-acido metallizzate cangiante viola, con i neon azzurri e gli adesivi Mario Tuning in gotico sul lunotto posteriore. C’è differenza tra auto sportive e auto in pendant con le giostre del paese. Preghi che non abbia nel baule un impianto Bose da 80.000 watt perché non vuoi sentirne il subwoofer già dal semaforo quando ti viene a prendere. Ti rivolgi ai santi in paradiso perché quel tipo ti piace e ti basterebbe poco, nessun macchinone, solo un’auto N-O-R-M-A-L-E.

Basta non ci devo pensare, quello che sarà sarà.

No ti prego!

Una macchina normale. Da persona normale.

Ci siamo, allunga il braccio…

Dai, illuminati!

LUI: “Io sono arrivato a casa, questo è il mio portone, ci vediamo domani per un caffè? Ah, dimenticavo io non guido, non ho la patente, passi tu a prendermi?”

LEI: “In che senso non hai la patente? L’hai lasciata a casa? Te l’hanno sequestrata per guida in stato di ebbrezza? Revocata? Sospesa? E’ scaduta?”

LUI: “No, non ce l’ho. Non ho ancora dato la teoria”

LEI: “Ma scusa quanti anni hai?”

LUI: “Trentasette a maggio, ti chiamo un taxi?”

LEI: “No, grazie. Ho una Opel Tigra che mi aspetta”

E’ così gente! La vita di una donna è dura, durissima. Nelle grandi e nelle piccole cose e mentre sempre più uomini salgono dal lato passeggero sempre più donne decidono da sole la loro destinazione.

Qualcuno diceva: “Who run the world, girls”

Ed era anche molto pheega!

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4 comments

  1. L’articolo è molto carino, anche se in realtà non fa tutta quella differenza che lui guidi o no, è molto più limitante trovare quello che non prende l’aereo! 😉

    1. Ciao Carola! Un bel limite anche quello in effetti…ma sai mi immagino le prime uscite. Lei che ti viene a prendere a casa, lei che ti riaccompagna…mmm per me è no!
      Un abbraccio e grazie per essere passata di qua.

  2. Questo post mi ha fatto ridere molto! E ti assicuro per esperienza che alla fine potrebbe anche andar bene tutto, se l’alternativa è “io non guido. Non guido perchè anni fa mi hanno rubato la macchina e mi sono messo paura.” Ecco: ciao bello, ciao!
    Un abbraccio

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