Parliamo con i piedi

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Mi piace osservare le persone

Anche se alcune volte faccio fatica ad immaginare come siano caratterialmente. Se osservo qualcuno mi chiedo ad esempio che professione possa svolgere, cosa ami mangiare o che tipo di persone frequenti.

È un gioco al quale non resisto

Non è semplice però, in un’epoca come questa, decifrare le persone poiché siamo tutti vestiti di “cose” che, strato su strato, opacizzano la trasparenza del nostro vero “io”.
Le tendenze, le persone e i luoghi che frequentiamo, i media – e il messaggio che lanciano – influenzano il modo di porsi agli occhi degli altri. Evviva Dio certo! Ma è così interessante osservare qualcuno camminare e immaginare di conoscere dove si stia recando.
Allora se la giacca e’ bon ton, i pantaloni cargo e la borsa vintage punta le scarpe.

Non possiamo dire di conoscere davvero qualcuno se non abbiamo dato uno sguardo alle sue scarpe

Loro dicono sempre la verità. Nessuno mente sulle scarpe, per lo meno non a lungo termine.

Le scarpe che una donna sceglie di calzare sono l’esatta traduzione del suo umore e della sua personalità.

Le ballerine: scarpe infami che accorciano la gamba e regalano una camminata da papera. Detestate dagli uomini che ci vorrebbero sempre in stiletto e amate dalle vecchie zie piene di gatti e spille di pannolenci. Comode ma adatte solo a poche donne, forse solo ad una: Audrey. Quella che all’alba sognava davanti alle vetrine di Tiffany, elegante anche mentre divora un croissant vestita da gran galà. Credo che, per il bene di noi donne, dovrebbero vietarne la vendita se non si ha uno stacco di coscia pari o superiore ai 90 cm. Le addette alla vendita dovrebbero proprio essere munite di metro da sarta e misurare la distanza tra anca e ginocchio delle aspiranti buyers. La mia compresa, sia ben chiaro.

Se rasoterra non va bene allora spicchiamo il volo verso l’alto. L’altissimo. Tacco 18 e plateau.
Il plateau è per ragazze furbe, tipo: “Voglio essere alta e slanciata conservando possibilmente le capacità motorie”. Inflazionato e ormai fuori misura, il plateau rende l’altezza del tacco estremamente portabile e la camminata più fluida anche se, per quelle poco abituate, nulla può contro l’andatura incerta da gatto a cui son stati tagliati i baffi.
Personalmente il plateau lo trovo geniale perché mi permette di non fare l’orlo ai pantaloni, regalandomi un’altezza che per la maggior parte delle case di moda risulta essere normale. A me purtroppo è toccata la coscia che non ha passato le selezioni per le ballerine.

C’è poi una bella fetta di popolazione femminile che difende il tacco 5. Impegnatissime, multitasking e sempre di corsa che: “Il tacco sì ma voglio stare comoda” per intenderci. Ragazze dal passo troppo spedito in una Milano piena di buche e binari del tram. Credo di aver messo un tacco 5 una volta non per mia volontà, ricordo ancora i pianti. Credo fosse la mia cresima, indossavo le scarpe di mia nonna perché le mie erano andate smarrite. Non mi sono più ripresa da allora (dovrei scrivere un post su questo e sui danni alla mia autostima).

Le sneakers addicted scelgono la scarpa da tennis sempre e comunque perché il look finto-scazzato va tantissimo, quello che: “Ho messo le prime cose che ho trovato”. Peccato che se, come nel mio caso, ti avvicini ai 30 le Converse vanno bene ma avendo da un bel pezzo finito il liceo non possono essere la scelta quotidiana. Queste sono generalmente le più estrose, colorate ed eccentriche. Le scelgono borchiate, dorate, catarifrangenti e chi più ne ha più ne metta. Sono donne che desiderano che le scarpe parlino per loro, raccontando quanto la loro personalità sia interessante.

Potrei continuare con le loafers, conosciute ai più come le pantofole di Briatore – quest’anno di gran tendenza nella versione ciabatta con il pelo – evito perché non trovo un valido motivo per indossarle se non quello di seguire ciecamente i dettami del fashion. Oppure con anfibi da biker più o meno rock scelti da donne di carattere che non si fanno calpestare i piedi.

Credo che noi donne abbiamo una grande fortuna: le nostre sfumature. Siamo personalità piene di colori e possiamo concederci il lusso di essere ogni giorno qualcosa di diverso. Talvolta sui toni neutri del grigio e low profile, altre di un accecante rosso fuoco. E allora giochiamo, divertiamoci e facciamo parlare i nostri piedi ché siamo Donne e siamo belle così e quando il volume della musica si alza anfibi o ballerine che siano noi le scarpe ce le togliamo per ballare più forte.

Per l’immagine in evidenza si ringrazia Amoregrande per il Regalogrande.

 

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