Oggi mi sento un dio, domani non sto in piedi

Ci sono quelle giornate così, come quando nascondi le mani dentro le maniche calde di lana.
Non perché abbiano fatto qualcosa di male ma perché non vuoi che le tue unghie mostrino la tua insicurezza. Vuoi proteggerle dal freddo giudizio, tagliente come ghiaccio. In quei giorni le mani non sanno stare ferme, tamburellano i pensieri, sfiorano ricordi, disegnano domande, tormentano la manicure. E allora le tieni lì più vicino che puoi al cuore perché quello, il cuore, non dovrebbe stare chiuso dentro al petto. Lui dovrebbe stare fuori e farsi vedere, arrogante e sicuro di sé mostrare quanto amore è in grado di contenere senza chiedere niente.
Lui non ha freddo mai.
La fatica di quei giorni non la senti nelle braccia o nelle gambe ma nel cuore. Quello che vorresti non si spezzasse mai a tuo figlio, quello che non deve mai creparsi né sbeccarsi. Allora tu provi ad essere colla, scotch, diventi ago e trovi un filo che puntualmente fatica a trovare la cruna, poi ricuci tutto.
Ricuci te stessa che soffri di cose minuscole, anche solo per un suo magone.
Quelle docce dove l’acqua non è mai bollente abbastanza, stai seduta perché le gambe non hanno la forza di reggere le tue paranoie, le tue ansie.
La testa pesa anche se vuota e il collo si lamenta per il suo compito ingrato.
Quelle giornate che poi finisci nel letto con le coperte fino agli occhi per sentire il calore del tuo respiro che si calma piano piano. Perché passa tutto, passa sempre tutto. E te lo ripeti anche quando senti il panico nello stomaco che vuole uscire e raggiungerti la gola per non farti respirare, come quando lo faceva spesso e ti terrorizzava.
Ti rannicchi, porti le ginocchia al petto, anche se dicono che chi dorme in questa posizione abbia un brutto carattere te ne freghi, perché sì forse un brutto carattere ce l’hai anche ma hai anche il coraggio di ammetterlo prendendotene la colpa.
Insofferente verso le cose che stanno ferme, anche se riesci solo a rimbalzare. Come quando scendi le scale, quella brutta sensazione che ogni piano è uguale.
E’ quello che spaventa.
Perché sai di avere le gambe corte ma di non essere bugiarda, non si allunga il naso, se menti ti cresce solo il senso di colpa.
Ti addormenti sperando di svegliarti diversa, ti svegli cercando il tuo caffè.
Ti guardi nello specchio e sei sempre tu.

Oggi ti senti un dio e domani non stai in piedi.

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