Mettete dei fiori sui vostri balconi, cronache di addobbi natalizi molesti

Oggi qui si scrive la storia, si inizia un cammino fatto di speranza e di grandi progetti. Si deve dire basta a gran voce e tutti insieme si deve aderire alla campagna di sensibilizzazione:

QUESTO NATALE SALVA UN BALCONE

 

Sì, diciamo basta all’abuso che in questo periodo dell’anno tutti i nostri balconi subiscono. Basta a tutte quelle luci che di natalizio non hanno niente, basta cinesate led multicolor, basta!

Perché in giro si vedono delle oscenità che manco postandovi le foto ci credereste. Cascate di led che simulano nevicate a velocità supersonica, quasi al pari di una valanga. Lampade che proiettano palline colorate su facciate intere di palazzi che neanche il proiettore di Batman era così potente. Rampicanti 100% poliestere con la neve artificiale, come se già non fosse abbastanza l’edera finta. Tubi led arrotolati sui cancelli che la notte s’illuminano rivelando scarabocchi che manco le ricette del medico della mutua…

Per favore, rivediamo insieme il concetto di addobbo applicato al Natale:

  • La decorazione luminosa è ben accetta sia in interno che in esterno ma dato che Natale si presuppone sia un periodo delicato e ricco di momenti di relax si prediligono luci dal tono caldo con ritmo lento, per non sbagliare pensate a Micheal Bublé: se le vostre amate lucine vanno a ritmo di “Let it snow” allora ci siete, viceversa utilizzatele per legarci l’arrosto del 25. Lasciamo perdere le luci tipo serata techno, il led multicolor non fa Natale, fa centro massaggi orientali anche non necessariamente unito alla scritta “Open”. Ricordate inoltre che avete dei dirimpettai che probabilmente faticano a prendere sonno sotto effetto stroboscopico delle vostre luminarie.
  • Le decorazioni antropomorfe sono carine, a patto che siano collocate in punti consoni. Ben vengano i babbi natale che si arrampicano, che si gonfiano, anche se ormai hanno fatto il loro tempo e si dovrebbero mettere in soffitta con gli scaldamuscoli di Enzo Paolo Turchi. Renne, slitte, campane e banner di auguri vanno comunque dosati per evitare l’effetto Las Vegas di paese.
  • Le decorazioni fitomorfe non le capisco ma purtroppo esistono. Ho visto palme 75% plastica e 25% led a luce fredda trionfare su giardini in tutti i loro quasi tre metri insieme a gigantesche foglie di vischio con candela probabilmente rubate al Comune di Milano negli anni 90. Ecco spiegatemi, perché io non ci arrivo, che ca**o di senso ha una palma led a Natale.
  • Le vetrofanie sono accettate solo se c’è un minore convivente.

Mi rendo conto che il periodo del Natale porti con sé una gioia difficilmente contenibile, come un’ onda capace di travolgere anche i Grinch più restii però pensateci. Soprattutto durante l’acquisto compulsivo di ornamenti vari ed eventuali nella grande distribuzione organizzata siate lucidi.

Pensateci mentre fate l’albero che il buon Mies Van Der Rohe non aveva tutti i torti quando diceva “Less is more”, e sono quasi certa che si riferisse agli angeli della Thun.

E ricordate che è un albero, non un Mon Cherì in versione luminosa. Perciò lasciate stare gli abeti bianco ottico con gli swarowsky, quelli lilla coi glitter (si esistono purtroppo) e quelli in fibra ottica che prendono fuoco con le candele del centro tavola due metri più in là, anche per i pompieri è Natale. Addobbate un albero normale, con palline normali e lucine che non provochino distaccamenti della retina a chi li osserva.

Perché abbiamo tutti uno o due parenti che non sopportiamo ma ridurli in cecità non mi pare una cosa carina.

scusate sono una gemelli

 

Un Buon Natale a tutti gente!

 

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  1. Io ho visto pure babbi natali storpi, con le gambe rovesciate…mi piacciono i decori da interni, delicati, naturali…niente rosa e blu per capirci. Ma le decorazioni da esterno no, proprio no!

  2. Ecco!! Sono perfettamente d’accordo con te! Basta con queste luci e lucine che illuminano a giorno il quartiere, mi sembra di vivere nel paese dei balocchi, che poi c’è anche il lato positivo eh?!? Nessuno mi può prendere per pazza quando alle 21.00 esco a buttare la spazzatura in pantofole, calzettoni e piumino imbottito ed improvviso un balletto in mezzo alla strada incentivata dalla musichetta dell’ alberello di quello del terzo piano, o delle lucine psichedeliche del balcone del dirimpettaio. Basta, non posso rientrare una sera si e l’ altra pure alle 23.00 per via di queste soste improvvise… Suvvia! abbiate pietà per me!! 🙂 🙂

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