Manifesto della bionditudine

manifesto bionda

How are you? I’m blonde thanks

Ci sono dei giorni in cui mi sveglio più bionda del solito e questi sono di gran lunga i miei giorni migliori.

Sono mattine nelle quali mi alzo ballando con la voglia di ficcare il naso, provocare discussioni o semplicemente rompere le scatole. Bevo il primo caffè con la fame di chi vuole scoprire, conoscere e guardare il suo pezzettino di mondo con occhi più attenti. Generalmente in questi giorni faccio i pensieri più profondi e scrivo le parole che più mi piace rileggere. Delle quali, anche dopo mesi, non cambierei nemmeno la punteggiatura.

Giornate durante le quali la mia biondezza prende il sopravvento sulla mia ragionevolezza, cavalcando la mia istintività a briglia sciolta

Credo fermamente nella bionditudine e ne sono una praticante modello. E non è che biondo sia meglio, biondo è biondo, non lo scegli così per caso, ci devi nascere. Oppure ti devi decolorare parecchio, ma mentre lo fai devi crederci.

E’ una fede, una way of life che pompa nelle casse a 40 volumi

Uno stile di vita che pratica la leggerezza come valore aggiunto, non come mancanza di concretezza. Che vede l’effimero come una possibilità da afferrare in fretta, non come un limite. Sorridendo di una spensieratezza che però non vuole essere sinonimo della mancanza di serietà e profondità d’animo.

Senza nulla togliere alle more che portano a spasso, su bellissime gambe, un fascino enorme e in quanto a seduzione sono sicuramente un passo avanti. Loro ce l’hanno dentro la sensualità, sono capaci di intrigare chi hanno di fronte con “tecniche” più sottili. Sguardi sapienti di chi sa perfettamente che se vuole ti stende in due minuti, risultando comunque mai costruite, apparte la Bellucci (costruita bene eh, per carità. Anzi penso sia sotto le belle arti.)

Sono quelle che se mettono il rossetto rosso non glielo trovi spalmato sugli incisivi al primo sorriso. Loro col rossetto sono capaci di bere dal bicchiere e anche di mangiare un croissant senza che le briciole vi si appiccichino sopra. Sono quelle più affidabili, più sicure. Quelle che non cambiano umore in un attimo.

Noi bionde siamo più ingenue, ridiamo tanto di noi e di tutto il resto. A volte ridiamo per niente o in maniera troppo rumorosa. Abitiamo sulle nuvole, per questo lo sguardo è spesso rivolto verso l’alto e inciampiamo. Nei tombini, sul pavé, su noi stesse. Siamo sexy a modo nostro, a volte ci si prova anche a fare le fatali ma poi ci viene da ridere. Indossiamo tacchi alti ma ci ritroviamo a toglierli per ballare più forte, ché non siamo capaci di ballare composte noi.

Abbiamo la spiccata propensione per la figura di cacca e la affrontiamo col sorriso, anche se abbiamo la rucola tra i denti.

E non chiamateci stupide, siamo capaci di divertirci in maniera istintiva, senza pensare alle conseguenze perché abbiamo il coraggio di togliere il freno e alzare le braccia al cielo godendoci la discesa e quel vuoto allo stomaco che tanto ci piace. Senza rallentare, senza calcolare quanto potremmo farci male.
Basta con il luogo comune che ci vede delle oche, non è vero. Conosco personalmente delle oche castane che non hanno mai avuto a che fare la decolorazione eppure…

Ci ho provato giuro, mi sono tinta i capelli almeno una volta l’anno negli ultimi tempi, presa da un’irrefrenabile voglia di serietà, di compostezza. Ma anche da mora ero bionda lo stesso. (ne parlo qui)

Il Manifesto della bionditudine vuol essere questo

La rivincita delle donne che si accettano per come sono, che non si limitano e non accettano di essere limitate dal pregiudizio come dalle persone. Per tutte quelle che quando parte la loro canzone non riescono a muovere solo il piedino ma si prendono la scena. Per quelle che escono al mattino col rossetto rosso e che dopo due isolati se lo tolgono perché ce l’hanno già sui denti. Anche per quelle troppo sincere che non dicono le bugie perché diventano rosse come la pipì in piscina.

Per un mondo più biondo, liberiamo le nostre doppie punte dalle code di cavallo e godiamoci i nostri capelli biondi. Lisci, ricci, arruffati, spettinati, lunghi o corti e sorridiamo come non riusciamo a smettere di fare.

E se gli uomini poi sposano le more chi se ne frega!

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