Lunedì è la vera domenica per le mamme

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Succede che di botto le domeniche non assomigliano per niente a quelle di un tempo. Niente dormite fino a tardi, niente brunch figuriamoci i pancakes, nessun hangover da smaltire. A parte quello da sonno disturbato tipico della fase genitoriale da zero a totmila anni che assicuro essere peggio di 5 Mojitos a stomaco vuoto.

La domenica non è altro che un lunedì con l’asilo chiuso.

Ad andare bene riusciamo a fare finta di dormire fino alle 7.30/8.00 dopodiché nostro figlio, che salta sul letto e sulle nostre parti molli già da un’ora buona, passerà alle maniere pesanti: dita conficcate nel naso, urla, staccamento di quadretti foto sopra la testiera del letto seguito da lancio su piramide nasale o tempia (zone predilette). Ci alziamo, rassegnati, maledicendo a random la gente che ha i figli che dormono oltre che tutta la notte anche la mattina fino a tardi (che generalmente coincidono con quelle che hanno avuto un parto velocissimo e che hanno messo 4 Kg. in tutta la gravidanza tutti sulle tette).

Mi ritrovo lavata e vestita a un quarto alle nove, che generalmente in settimana sarebbe da record. Doppia T parla a macchinetta e il caffè ha deciso che non salirà. Ma dove sono le domeniche delle pubblicità dell’Ikea, quelle con i visi riposati e le colazioni a letto? Chi prepara le colazioni?

Quindi cosa si fa? Usciamo, ma sì andiamo UCI Cinemas c’è la rassegna a tre euro alla domenica, così magari ci scappa anche una pennichella extra. 

Perché la realtà è questa, se è vero che da ragazzini si va al cinema per pomiciare, nell’adulta vita genitoriale si va per scroccare un riposino al buio della sala.

Alle 10.30 siamo davanti al cinema per fare i biglietti, non c’è nessuno a parte qualche esaurito che va in palestra lì accanto alla domenica mattina ed io, questi che si alzano volontariamente all’alba per fare fatica, li lascerei con mio figlio a fare due ore il cavalluccio con la schiena per consumargli entrambe le rotule sul pavimento. Ah no aspetta, qualcuno c’è, appena girato l’angolo eccoli là. Uno stuolo di mamme e papà con i loro figli nel foyer del cinema, tutti stropicciati e con le occhiaie piene di assonnata rassegnazione guardano quei figli che corrono a destra e sinistra senza la benché minima voglia di dar loro ascolto. Tutti con le loro nuove domeniche, in tuta che forse poco prima è stata anche pigiama ma chi se ne importa. Qualcuna si è truccata ma ha dimenticato il mollettone di plastica giallo fluo ai capelli, qualche altra si è infilata anche un tacco 10 forse perché si augura di cuccare qualche separato tra un Minion e l’altro. Padri giocolieri con in mano pop-corn, acqua, caffè di mamma a portar via, due chupa-chups mezzi ciucciati ma no-papà-non-buttarli-via, sciarpe e cappelli spuntano dalle tasche e i cappotti appesi alle braccia.

Allora la domenica non dorme più nessuno?

Forse si viene al cinema per far star buoni i bimbi e ritagliarsi quell’oretta di pennichella extra.

Prima di entrare in sala di norma c’è il giro videogiochi dove Doppia T ama fare finta di giocare. A questa età è bello perché non è necessario inserire la moneta, a lui basta sedere sulla moto e fare finta di fare la gara. Dopo mezz’ora passata a tentare di tirarlo giù dai suddetti giochi, e dopo un altro caffè, si entra in sala. Non si vede una mazza perché è tutto buio, individuiamo i gradini solo quando la pubblicità infinita pre film ci degna di una schermata chiara e tentiamo di fare strada a Doppia T per non farlo inciampare, che se facessimo fare strada a lui avrebbe un’andatura più sicura. Ovviamente per arrivare al nostro posto ci tocca attraversare tutta la platea perché come sempre scegliamo la porta sbagliata per entrare in sala.

Abbiamo già scofanato praticamente tutto ciò che abbiamo comprato al bar e il film non è ancora iniziato. Si sente qualche padre russare e la bambina dietro di me prende a calci la mia poltroncina. Non smette ma sopporto, infondo è una bambina, però mi chiedo la madre lì di fianco in quale conversazione su whatsapp sia invischiata per non vedere che la figlia mi sta triturando i maroni da un’ora manco fossero i pinoli del pesto del Tigullio.

Doppia T si diverte mentre guarda Monster & Co, ride e mangia le sue patatine una alla volta. Poi le rovescia, succede sempre; non lo fa apposta ma ogni volta ci ritroviamo a raccogliere patatine al buio mentre lui ci salta sopra tipo sagra della pigiatura dell’uva e tenta di rimangiarsele. Durante il secondo tempo in genere c’è il momento pipì, dove a lui scappa ma non vuole andare per non perdere il film (perché naturalmente nell’intervallo ha preferito scendere giù davanti allo schermo a giocare a “corri, scontrati e fatti sanguinare il naso” con gli altri bambini). Lo convinci, lo porti in bagno e come sempre va in scena la tiritera del non-toccare-niente-per-l’amor-di-dio che lui ovviamente recepisce come amore-fai-scorta-di-stafilococchi. Rientrate in sala e dopo quei cinque minuti di buio, come quando con il sole entri in galleria, riconosci la sagoma di papà (dormiente) e con lei i vostri posti.

Usciamo e uno sguardo di intesa con un’altra mamma mi fa ricordare che la domenica è quasi finita e che il lunedì arriverà presto, purtroppo o per fortuna, e che nonostante ci siano dei momenti di forte stanchezza la verità è che la felicità di tuo figlio vale più di ogni altra cosa. E’ l’unica in grado di allargare i sorrisi e coprire le occhiaie…. meglio di un qualsiasi correttore.

Adesso capisco Concato quando diceva che gli piaceva Milano quando ancora dormiva. Amava vederla sonnecchiare accorgendosi che è bella un momento prima che cominci a correre e urlare. Ecco per me Milano è un po’ come Doppia T e adesso sì che le domeniche son bestiali.

Ps. La prossima domenica c’è Cars 2. Mi raccomando stesso posto, stessa ora….cambiamo solo pigiama.

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