Lettera aperta a Lenny Kravitz

Ciao Lenny,

non so se ti ricordi di me ma io si e molto bene, ti seguo da quando facevi avanti e indietro con le tue canotte a rete sbattendo i tuoi rasta in giro per MTV. Praticamente da quando facevi il bagno al mare con la camicia bianca cantando “I belong to you” andandotene in giro per chissà quale favela con le tue chiappe marmoree. Tempi in cui anche Milla Jovovich Can’t says no to you e nel video si capisce bene perché.

Caro mio Lenny, tu capace di essere mai troppo tamarro pur indossando la minuteria di una ferramenta intera, idolo delle donne per la tua fama di grande amatore e nemico degli uomini per lo stesso motivo.

Volevo dirti che hai fatto bene!

Hai fatto un nuovo disco, fighissimo peraltro, e te lo sei autoprodotto ma hai fatto di più; non ci hai solo messo la faccia, ci hai messo proprio il pacco. Lì, in primo piano in copertina.

So perché lo hai fatto e hai tutta la mia comprensione, quando si parla di te e di quanto tu sia manzo gli uomini come prima frase dicono “Eh ma è basso” e lo dicono come se fosse la prima cosa che si noti di te, come fosse un difetto imprescindibile, una caratteristica che deturpa irrevocabilmente il tuo aspetto. Facile guardare i difetti degli altri no? Fa niente se a loro i pettorali sono caduti sotto l’ombelico e le braccia siano secche e flaccide. Loro puntano il dito e giudicano. Dall’alto del loro aquilotto di quattro centimetri tatuato sulla spalla giudicano le tue braccia tatuate.

Loro…che hanno le Natalie Imbruglia, le Adriana Lima e le Vanessa Paradis che si strappano i capelli dietro le loro porte. Per citarne soltanto qualcuna.

Capisco bene che dopo anni e anni passati a subire commenti sul fatto che tu sia un diversamente alto dentro di te sia cresciuta la voglia di riscatto. E allora come sbeffeggiare in grande stile i tuoi colleghi maschi? Come ammutolire gli invidiosi spilungoni smunti? Fai un disco e ti fai fotografare dove forse nessuno potrebbe avere da dire. Come dire:

“Cari miei, sì sono basso e quindi?!”

Prima di te solo gli Stones con la celebre copertina di “Sticky fingers” firmata da Warhol osarono tanto.

Ma che ne sanno loro di cosa piace alle donne. Che ne sanno di quei deltoidi e quei pettorali che riempiono le canottiere. Loro al massimo girano per casa con quelle della salute color bianco panna coi boxer in coordinato. Tu manco le metti le mutande.

Ho cercato chi è l’autore della foto tale Greg Kadel, i suoi lavori sono spettacolari e sono presenti sul suo sito ufficiale. Voci di corridoio dicono che sia ancora in analisi per lo sconfortante paragone post shooting.

D’altronde credo che anche lui si sia sentito colpito, me lo immagino imbarazzato davanti allo schermo della sua Canon mentre svolge questo duro (scusate il doppio senso) lavoro. Penso che una volta a casa abbia voluto ricreare il set per vedere con un bel selfie come sarebbe venuto lui sulla copertina di “Sex“.

Questo non lo sapremo mai ma forse è meglio così perché il confronto è tosto. (aridaje col doppio senso)

Tanti saluti e a presto, magari il 10 novembre ci vediamo ad Assago, ora vedo in agenda se ho un buco.

Viceversa stammi bene e tieni duro.

Immagini da: Google.it

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