Mai troppo tardi per imparare

 

Potrebbe essere un ottimo proposito da inserire nella lunghissima e utopica lista per il 2015

ma ahimè so che farebbe compagnia a tutte le altre promesse ambiziose cui non ho dato seguito, un bel bidone pieno di pallottoline di carta con la scritta “archiviate dal 1998”.
Sì perché ci si può impegnare a cambiare qualche brutta abitudine ma per quello che mi riguarda devo stare attenta alla fattibilità degli obiettivi che mi prefiggo altrimenti finisce come quando volevo smettere di fumare ma più me lo ripetevo e più mi veniva voglia di accendermi una sigaretta.
E non smisi quell’anno, e nemmeno quelli dopo.

Ci spero sempre e provo, giuro che provo ma non riesco proprio a ponderare.

PON-DE-RA-RE
[dal lat. ponderare “pesare, giudicare” der. di pondus-deris “peso”]

Ponderare significa pesare, giudicare, valutare un qualcosa prima di un azione. Soppesare pro e contro per poi prendere una decisione ragionata.

Una sorta di cuscino per le cazzate.

Ho fatto molte azioni di getto nella vita ma non è tanto quello il problema, perché tante cose belle le ho vissute proprio perché non ci ho pensato, perché ho agito di pancia e mi sono lanciata, senza pensare alle conseguenze.
Ma tante altre cose, grandi e piccole, avrei dovuto valutarle con più attenzione.
Le cose indelebili x esempio…come i tatuaggi.
Non ci ho pensato un secondo e mi sono tatuata quello che all’epoca era un tribale sulla caviglia…poi anni dopo ci ripensai e feci modificare il disegno in un insieme di rose e farfalle…ma ci ripensai ancora e provai il laser per eliminarlo.
Devo imparare a ponderare, a pensare.

Io parto sempre a mille, piena di entusiasmi dritta dritta a 230 Km/h contro i muri.

E mi faccio male.

E ci rimango male.

Il problema è che per imparare a ponderare dovrei prima imparare a portare pazienza, perché la riflessione implica anche questa bellissima virtù a me così distante.

Devo imparare a

seguire l’istinto ma, prima di lanciarmi nell’adrenalina che promette, capire se sotto alla scogliera l’acqua è abbastanza alta.

Forse ponderare può aiutarmi a scegliere la strada più giusta, può evitarmi qualche errore, per lo meno quelli per disattenzione.
O forse no…
Forse sono fatta così, anche perché chi me lo dice che se ci avessi pensato un po’ di più non avrei comunque fatto una cazzata?
Forse io non sono fatta per ponderare, non sono fatta per i pro e i contro, per le valutazioni del rischio, per le scelte lungimiranti.
Forse sono per il qui e ora è poi domani se me ne pento piangerò ma poi ci riderò.
Perché infondo le cose belle che ho fatto, le emozioni quelle vere le ho vissute quando non ho pensato e mi sono lanciata.

Quando ho guardato alla paura e gli ho fatto il dito medio.

Perché aperto il portellone volevo solo volare.

 

E poi sono una cazzo di Gemelli e i miei fioretti durano da Natale e Santo Stefano.

 

 

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